Category: Cultura generale

Il Cammino dell’Uomo

Il Cammino dell’Uomo


IL CAMMINO DELL’UOMO

(a cura di Bruno Silvestrini)

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CRONOLOGIA

PALEOLITICO INFERIORE

2.500.000 – Compare in Africa, (Tanzania) l’Homo habilis, primo ominide appartenente al genere Homo; possiede  andatura eretta capacità cranica di 600 – 700 cm³.

1.500.000 – Compare in Africa l’Homo erectus conosciuto anche come Pitecantropo. Occupa  anche le aree temperate  dell’Europa e dell’Asia; più alto e robusto dell’Homo abilis, pratica attività di caccia e raccolta. Scomparirà verso il 100.000 a. C.

700.000 – Ha inizio un lungo periodo di raffreddamento del clima, caratterizzato dal susseguirsi  di glaciazioni. La prima è denominata glaciazione di Günz (650.000 – 500.000).

PALEOLITICO MEDIO

100.000 – Il protagonista di questo periodo è l’uomo di Neandertal (Homo sapiens neanderthalensis) robusto e di piccola taglia, ha il cranio più lungo e meno alto dell’Homo erectus.  Comparsa di manufatti bifacciali e  sviluppo di strumenti ricavati da schegge.

PALEOLITICO SUPERIORE

40.000 – Compare l’Homo sapiens sapiens, che si contraddistingue dai precedenti tipi umani per il cranio meno robusto e più alto. Compaiono più culture, caratterizzate da molteplicità di strumenti, più raffinati e alleggeriti; inizia la prima vera lavorazione dell’osso, per ottenere arpioni, armi, aghi e altri oggetti d’uso e d’ornamento. Sono ampiamente attestati riti e culti. Le sepolture presentano caratteristiche comuni. Si trovano manifestazioni artistiche sotto forma di scultura, pittura e graffiti (incisioni sulle pareti delle caverne.

25.000 – Durante la glaciazione del Wisconsin in America, lo stretto di Bering rimane asciutto, cosicché gruppi di cacciatori provenienti dalle regioni della Mongolia, seguendo animali in migrazione, attraversano lo stretto tra Asia e continente nordamericano e si insediano in America.

MESOLITICO

10.000 – Comprende una lunga età di transizione che va dalle ultime manifestazioni glaciali al principio dell’Olocene ed è caratterizzato da un raddolcimento climatico. In relazione alle mutate condizioni ambientali, si sviluppano le culture del Mesolitico che da un’economia di caccia e di raccolta, sono in procinto di acquisire  modi di vita sedentaria e di produrre il cibo con l’allevamento e l’agricoltura. Alcuni gruppi umani della vasta area chiamata della Mezzaluna Fertile (l’arco di regioni che va dall’Egitto al Golfo Persico, toccando a nord la Turchia e il Mar Caspio), cominciano ad addomesticare gli animali e a coltivare i cereali.

NEOLITICO

8000  – Questo periodo è caratterizzato da quattro attività fondamentali: l’uso della pietra levigata secondo una nuova tecnica, da cui il nome dell’intero periodo della pietra nuova”; l’arte della ceramica, la coltura dei cereali e la domesticazione degli animali. In Europa si conduce vita seminomade, con la costruzione di villaggi di capanne. Questi tipi di villaggio sorgono anche sulle rive dei grandi fiumi: Nilo, Tigri ed Eufrate, Indo, o lungo le coste del Mediterraneo orientale. Sono civiltà organizzate, con divisione dei compiti e specializzazione di mansioni.

ENEOLITICO

5500  – Con questo termine si indica il periodo di transizione tra il Neolitico e l’Età del bronzo, che è caratterizzata dall’introduzione delle prime tecniche della metallurgia (rame).

4000 – Nel corso del V millennio a.C., nelle regioni dell’Europa del nord, della Spagna, della Francia, dell’Italia e del Nord Africa, si sviluppano le prime costruzioni megalitiche: monumenti fatti con grossi blocchi di roccia rozzamente squadrati, infissi nel terreno. I tipi più comuni sono i menhir, una lunga pietra infissa verticalmente nel terreno. Un cerchio di menhir costituisce un cromlech (dal bretone “crom”, rotondo). Il dolmen (dal bretone “dol”, tavola e “men”, pietra).

ETA’ DEL BRONZO

3500  – Nelle Americhe diffusione di pratiche agricole differenziate, soprattutto nelle regioni andine. Coltivazione del mais. Uso della ceramica e realizzazione di utensileria di tipo artigianale. Diffusione della coltura della patata. Filatura del cotone.

3000  – Nel Mediterraneo dura fino a tutto il II millennio. La scoperta della lega rame e stagno (il bronzo) permette di foggiare armi più efficaci e utensili più vari e perfezionati. Fiorisce a Creta, nelle Cicladi e nel Peloponneso la civiltà minoica, che sarà poi distrutta dall’invasione degli Achei.
Nel 3000 a.C. i Sumeri, antica  popolazione della Mesopotamia meridionale creano la scrittura.

2000 – 1000 – Fondazione delle prime città in Perù, costruzione delle piramidi a gradini come sostegno dei templi; tessitura col telaio.

1500  – In Cina sotto la dinastia Shang invenzione della scrittura ideografica.

1400 – Nel Peloponneso e nella Grecia centrale si sviluppa la prima grande civiltà greca, detta micenea.

1300 – 1200 – Guerra di Troia. La città viene conquistata alla fine del XIII secolo.

ETÀ DEL FERRO

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1000 a.C. – Inizia l’età del ferro.

1000 – Decadenza delle monarchie, affermazione di Sparta e di Atene.

900   – In India elaborazione della religione vedica, origine del Bramanesimo.

776   – Secondo la tradizione, si tengono i primi Giochi Olimpici. Da questa data gli antichi greci iniziano il computo del tempo.

753 – 510 –  Secondo la leggenda, Romolo fonda Roma (in realtà la data è incerta). Successione dei primi leggendari sette re di Roma: Romolo, Numa Pompilio, Tullo Ostilio, Anco Marcio, Tarquinio Prisco, Servio Tullio, Tarquinio il Superbo (gli ultimi tre etruschi).

750 – 550 – Sorgono le prime colonie greche nella Sicilia orientale e nell’Italia meridionale (Magna Grecia).

740 – 650 – Sparta, fondata dai Dori nel X secolo, sottomette la Messenia e, rigidamente organizzata da Licurgo, instaura la propria egemonia sul Peloponneso. La sua popolazione si articola in una classe di aristocratici,  in una di cittadini liberi ma privi di diritti politici e una di servi della gleba di proprietà dello Stato.

700  –  Lulivo è introdotto dai Greci in Italia.

Risultato immagini per ulivo

693  –  La vite è introdotta dai Greci in Italia.

Risultato immagini per vite pianta vecchia

621 – Emanazione in Atene della Costituzione di Dracone. (Secondo la tradizione Dracone avrebbe dato ad Atene la prima legislazione (rigidissima e severissima), di cui rimangono alcuni frammenti. Benché in seguito sia stato giudicato crudele per la severità delle pene, il suo codice ebbe il merito di sottrarre il popolo all’arbitrio dei magistrati aristocratici, di reprimere l’abuso della vendetta privata e di introdurre la distinzione tra omicidio volontario e involontario.

561  – Tirannia di Pisistrato e dei figli Ippia e Ipparco in Atene; fioritura economica e culturale (edificazione dell’Acropoli).

509 – Inizio della Repubblica di Roma.

508 – Clistene abbatte la tirannia dei Pisistratidi ed emana una nuova costituzione a carattere democratico.

504 – Sorge una Scuola di Medicina a Crotone.

Risultato immagini per antica scuola di medicina

500 a.C.-500 d.C. La civiltà Maya (Periodo Preclassico) mette a punto la scrittura geroglifica e il calendario.  Costruzione di grandi muraglie decorative sull’altipiano del Perù. Periodo Classico della civiltà Maya: fioritura dell’arte monumentale; imponenti opere viarie e d’irrigazione.

cammino-dell-uomo-08La piramide di Chichen Itza

490  – Prima guerra persiana contro Dario. I persiani invadono l’Eubea e l’Attica; il generale ateniese Milziade li  sconfigge a Maratona.

480 – Seconda guerra persiana contro Serse. Lega panellenica capitanata da Sparta. Potenziamento della flotta ateniese per volere di Temistocle. Leonida e gli Spartani si immolano in difesa delle Termopili. Temistocle  vittorioso a Salamina.

460 – 429 – Pericle governa su Atene. La città vive di illuminate politiche sociali, economiche e artistiche.

451 – Leggi delle XII tavole, il diritto consuetudinario assume forma di codice scritto: i plebei iniziano ad avere diritti pari ai patrizi.

430 -404 – Guerra del Peloponneso tra Atene e Sparta.

390  – Roma è conquistata e devastata dai Galli guidati da Brenno.

380  – Inizia la ricostruzione di Roma che viene cinta da mura intorno ai Sette Colli.

336 – Regno di Alessandro Magno.Risultati immagini per alessandro magno Il grande condottiero diffonde in tutto l’Oriente, sino all’India. la cultura greca: è l’origine della civiltà ellenistica.

 

275  – Pirro re dell’Epiro, è sconfitto dai romani a Benevento.

272  – Roma conquista Taranto e sottomette la Magna Grecia.

268 – A Roma si coniano le prime monete d’argento.

246 – 241 – Prima guerra punica: vittoria di Roma su Cartagine che conquista la Sicilia, prima provincia romana.

221 – 206 – Cina,o Dinastia Qin.  Centralizzazione del potere con esercito, moneta, burocrazia e legislazione unici per tutto il Paese. Costruzione della Grande Muraglia.

cammino-dell-uomo-09La Grande Muraglia cinese

218 – 202 – Seconda guerra punica: l’esercito romano, sconfitto da Annibale nelle battaglie di Trebbia (218), del Trasimeno (217), vince a Zama (202) sotto la guida di Scipione l’Africano; Roma conquista il dominio del Mediterraneo Occidentale.

200 – 190 – Sottomissione della Gallia Cisalpina: Roma domina l’intera penisola.

189  – Bologna diventa colonia latina.

181  – Aquileia diventa colonia latina.

149 – 146 – Terza guerra punica vinta da Scipione Emiliano: distruzione di Cartagine e creazione delle provincie di  Macedonia, Acaia e Africa.

133-121 – Riforme agrarie e politiche proposte da Tiberio e Caio Gracco tribuni della plebe: terra ai piccoli proprietari, più poteri ai comizi.

98 – 96 – Nasce il poeta Lucrezio, autore di: “De Rerum Natura“.

88 – 82 – Guerra civile fra Mario e Silla. Inizio delle guerre contro Mitridate, re del Ponto.

73 – 71  – Rivolta degli schiavi guidati da Spartaco, domata da Licinio Crasso.

70  – Nasce il poeta Virgilio, autore dell’ “Eneide”.

65  – Nasce il poeta Orazio, autore delle “Satire”.

63  – Congiura di Catilina sventata da Cicerone.

60 – Cesare, Pompeo e Crasso formano il primo triumvirato.

58 – 51 – Cesare conquista la Gallia.

49 – 45 – Guerra civile fra Cesare e Pompeo, conclusa con la vittoria di Cesare, che assume tutti i poteri dello Stato.

44  – Cesare è assassinato dai congiurati guidati da Bruto e Cassio.

cammino-dell-uomo-10Assassinio di Cesare

42  – Battaglia di Filippi: Antonio e Ottaviano sconfiggono Bruto e Cassio.

31 – Con la battaglia di Azio, combattuta tra le forze di Ottaviano e quelle di Cleopatra, si conclude la lotta per la  successione di Cesare e inizia l’età imperiale.


Anno 0

Nasce Gesù Cristo – Il vangelo di Luca dice che Gesù aveva circa trent’anni nel XV anno del regno dell’imperatore Tiberio (anno 782 dalla fondazione di Roma), quando si fece battezzare da Giovanni Battista e che  nacque durante il censimento romano svoltosi ai tempi di Quirino.

64 d.C. – All’incendio di Roma fanno seguito le prime persecuzioni dei cristiani. Gli apostoli Pietro e Paolo subiscono  il martirio.

69  – Vespasiano (69-79); riorganizzazione in ogni settore dell’amministrazione dello Stato.

70  – L’imperatore Tito distrugge Gerusalemme, inizia la diaspora degli Ebrei.

74 – Pompei, Ercolano e Stabia sono distrutte dall’eruzione del Vesuvio.

98 – 117 – Principato di Traiano; l’impero romano raggiunge la massima estensione: conquista della Dacia (105), dell’Arabia settentrionale (106), dell’Armenia (114) e dell’Assiria.

117-138 – Principato di Adriano: rinuncia alla politica espansionistica, rafforzamento delle frontiere (vallo di Adriano in Britannia).

119 – 121 – Lo storico Svetonio scrive la “vita dei Cesari” che raccoglie le biografie di Cesare e degli imperatori da Augusto a Domiziano.

138 – 161 – Principato di Antonino Pio: lungo periodo di pace e di contenimento della pressione delle popolazioni barbariche; costruzione del Vallo di Antonino in Britannia.

161 – 180 – Principato di Marco Aurelio chiamato “l’imperatore filosofo”.

Risultato immagini per marco aurelio

166 – Mercanti romani giungono fino alla Cina occidentale.

180 – Muore Marco Aurelio.

193 – 235 – Settimio Severo (193-211): imposizione dell’elezione dinastica dell’imperatore, politica di accentramento, importanza della burocrazia.

212 – Caracalla (211-217): La Costitutio antoniniana de civitate conferisce la cittadinanza romana a tutti i cittadini  liberi dell’impero.

250  – I cristiani subiscono la prima persecuzione generale.

cammino-dell-uomo-13Persecuzione dei cristiani

284 – 305 – Principato di Diocleziano: riforme amministrative e politiche culminanti nell’istituzione della “tetrarchia” (il potere imperiale viene spartito tra due Augusti coadiuvati da due Cesari, loro successori. Persecuzioni  contro i cristiani.

306 – 337 – Costantino imperatore: con (l’editto di Milano, 313) Costantino concede libertà di culto ai cristiani.  Riorganizzazione dell’impero, Bisanzio capitale (330).

325  – Primo Concilio ecumenico della chiesa a Nicea: è condannata l’eresia ariana.

330 – Bisanzio muta il suo nome in Costantinopoli.

374 – Sant’Ambrogio è consacrato vescovo di Milano.

379-395 – Teodosio riunifica l’impero; con l’editto di Tessalonica (391) dichiara il cristianesimo l’unica religione di Stato, sono proibiti i culti pagani.

394  – I Giochi Olimpici vengono soppressi.

395 – Si formano l’Impero Romano d’Occidente e d’Oriente. Divisione dell’impero fra i figli di Teodosio: ad Arcadio l’Oriente, a Onorio l’Occidente.

404 – Ravenna diventa capitale dell’impero romano d’Occidente.

406 – Invasione dei Vandali, degli Alani, dei Burgundi, dei Franchi.

410 – I Visigoti di Alarico saccheggiano Roma.

452 – Gli Unni guidati da Attila invadono l’Italia, papa Leone I lo convince a ritirarsi. Le popolazioni venete in fuga si  rifugiano in laguna e fondano Venezia.

476 – Odoacre, comandante delle milizie barbariche al servizio dell’impero, depone l’ultimo imperatore d’Occidente Romolo Augustolo e fine dell’impero romano d’Occidente.

489 – Teodorico, re degli Ostrogoti, invade l’Italia.

493 – Re Teodorico espugna Ravenna e uccide Odoacre.

528 – 535 – Viene redatto il “Corpus Iuris” raccolta di testi di diritto romano. Costituirà il fondamento della giurisprudenza europea.

550  – In America centrale raggiunge la massima fioritura la civiltà Maya.

Risultati immagini per civiltà maya

552  – In Giappone viene introdotto il Buddismo.

568 – I Longobardi, guidati dal re Alboino invadono l’Italia settentrionale e fondano un regno con capitale Pavia.

570 – Alla Mecca nasce Maometto.

Risultato immagini per maometto

628 – Crolla l’impero persiano a causa di lotte intestine e della sconfitta subita dai Bizantini, che ottengono la restituzione di Armenia, Siria, Palestina e Egitto.

630 – Maometto conquista la Mecca.

632 – Maometto muore a Medina. Gli succede Abu Bakr. Inizia il califfato elettivo.

638 – Gli Arabi conquistano Gerusalemme.

640 – Gli Arabi occupano la Mesopotamia.

653 – I Longobardi si convertono al cristianesimo.

728 – Liutprando, re dei Longobardi, dona alla Santa Sede la città di Sutri, primo nucleo del futuro Stato della Chiesa.

751 – I Merovingi (Meroveo) prima dinastia di Francia. Regnò dal secolo V al 751. Fondarono Parigi. Carlo Martello, vincitore degli arabi a Poitiers 752. Assursero a grande potenza con Clodoveo (re dal 481 al 511), allargò i confini  ereditari compresi tra il Reno e la Mosa a tutta la regione Gallica convertendosi poi al cristianesimo. Pipino il Breve con il consenso della nobiltà francese e col favore di papa Zaccaria depose l’ultimo re merovingio, Childerico III nel 751.

754 – Pipino il Breve, re dei franchi, (padre di Carlo Magno) scende in Italia: fine del dominio bizantino nell’Italia centrale.

756 – Pipino il Breve dona i territori bizantini al papa Adriano.

800 – La notte di Natale papa Leone III a Roma incorona Carlo Magno imperatore. Inizia il Sacro Romano Impero. Sposato con Ermengarda (o ancheDesideria), figlia del re longobardo Desiderio. Ebbe altre mogli e concubine,  alcune adolescenti dalle quali ebbe molti figli. Era alto 192 cm. Attorno a lui si raccolsero intellettuali insigni (sopra tutti il monaco sassone Alcuino, poi Paolo Diacono, Pietro da Pisa, Paolino d’Aquileia ed altri).

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Sotto il suo impero nasce una scrittura più leggibile (la precedente aveva lettere molto allungate) e nasce il punto interrogativo (?). Anche nel campo delle arti l’iniziativa di Carlo Magno concorse a quel movimento “rinascenza carolingia”. Primo fra tutti può essere considerato il depositario di una idea europeistica. Uno dei suoi fedeli cavalieri e amico, Orlando fu ucciso (778) in un’imboscata a Roncisvalle una gola dei Pirenei, in Spagna. Seguì nei secoli un ciclo di racconti epici e romanzeschi (La Chanson de Roland).

814 – Muore Carlo Magno per un incidente di caccia ad Aquisgrana dove è sepolto nella cattedrale in un sarcofago rivestito d’oro e contornato ai lati dai volti dei re che si sono succeduti.

827  -901 – Conquista araba della Sicilia.

850 – Primi insediamenti in Nuova Zelanda di gruppi provenienti dalla Polinesia.Crolla la cultura classica dei Maya nel Centro America.

900 – Nel Centro America i Maya abbandonano le città e si trasferiscono nel nord dello Yucatàn. I Toltechi fondano Tula, la loro capitale, presso l’attuale Città del Messico.

936-973 – Regno di Ottone I il Grande, fondatore del Sacro Romano Impero con sovranità anche sui territori della Chiesa.

983 – Il navigatore vichingo Erik il Rosso raggiunge la Groenlandia per la prima volta.

990 – Espansione dell’impero Inca (corrispondente all’attuale Perù).

1006 – I vichinghi in America: partendo dalla Groenlandia, toccano la Terra di Baffin e le coste settentrionali del Labrador.

1037 – Nasce il comune di Milano.

1054 – Scisma d’Oriente: la Chiesa d’Oriente si separa dalla Chiesa di Roma.

1075 – Gregorio VII vieta l’investitura degli ecclesiastici da parte dei signori laici: inizia la lotta per le investiture tra  impero e papato.

1076 – Gregorio VII scomunica Enrico IV.

1077 – Enrico IV si umilia a Canossa e si riconcilia con Gregorio VII.

1081 – A Pisa sono attestati i primi consoli: in Italia si diffonde l’istituzione dei comuni.

1084 – Enrico IV entra in Roma e vi insedia il suo antipapa. Gregorio VII si rifugia a Castel Sant’Angelo e viene liberato dai Normanni, che cacciano l’imperatore e saccheggiano la città.

1088 – Sorge la Scuola di Diritto di Bologna.

1095 – Urbano II indice la Prima Crociata.

1099 – I crociati conquistano Gerusalemme.

1146 – Si svolge con esiti disastrosi la Seconda Crociata.

1152 – Sale sul trono di Germania Federico Barbarossa.

1155 – Federico Barbarossa viene incoronato re d’Italia a Pavia.

1176 – A Legnano i Comuni distruggono l’esercito del Barbarossa.

1187 – Saladino toglie ai cristiani Gerusalemme, dopo aver conquistato Egitto, Siria e Mesopotamia.

1190  –  Inizia la Terza Crociata.  Muore Federico Barbarossa.

1198  –  Viene eletto papa Innocenzo III.

1200 – Affermazione degli Inca in Perù, a nord-ovest del lago Titicaca con capitale Cuzco. Gli Aztechi si stanziano  nella valle del Messico.

1204 – Durante la quarta crociata i crociati latini conquistano Costantinopoli e fondano l’impero latino d’Oriente.

1215 – Nel IV Concilio Lateranense Innocenzo III condanna Catari e Valdesi.
Giovanni senza Terra emana la Magna Carta.
I Mongoli, guidati da Gengis Khan, occupano Pechino e fanno vacillare l’impero dei Chin (Cina settentrionale).

1220 – Federico II diviene imperatore.

1223 – I Mongoli, guidati da Gengis Khan, dopo aver conquistato l’Asia centrale, sconfiggono a Kalka i principi della Russia meridionale.

1227 – Papa Gregorio IX scomunica Federico II, che non ha rispettato l’impegno di organizzare una crociata. Muore Gengis Khan e il suo impero viene diviso tra i suoi figli.

1228 – Federico II parte per la quinta crociata e ottiene Gerusalemme.

1231-1235 – Gregorio IX istituisce i primi tribunali della Inquisizione.

1244 – I Musulmani riconquistano Gerusalemme.

1248 – Luigi IX guida la sesta crociata. A Parma i Comuni sconfiggono Federico II.

1261 – Fine dell impero latino d’Oriente.

1267 – Si apre la prima Cartiera a Fabriano.

1271 – Marco Polo inizia il viaggio che lo porterà in Cina, mentre il mongolo Kubilay Khan viene nominato re e fonda la dinastia Yuan.

1275 – Nasce a Firenze (tra il 22 maggio e il 13 giugno) Dante Alighieri, considerato il padre della lingua italiana.

cammino-dell-uomo-19Dante Alighieri

1281 – Invenzione degli Occhiali in Italia.

1304 – Nasce ad Arezzo il 20 luglio, Francesco Petrarca autore del “Canzoniere”.

1307 – I cavalieri Templari in Francia vengono arrestati da agenti di Filippo il Giusto con l’accusa di eresia (13.10.).

1307-1321 – Dante Alighieri scrive la “Divina Commedia”.

1309 – Inizia la cosiddetta “cattività avignonese”, dopo che il papa Clemente V trasferisce la sede papale ad Avignone.

1313 – Nasce a Firenze il 16 giugno, Giovanni Boccaccio autore de “Il Decamerone”.

1321 – Muore a Ravenna il 13 settembre, Dante Alighieri.

1325 – In Messico gli Aztechi fondano la città di Tenochitlàn e cominciano a estendere i loro domini.

1337 – Inizia la guerra dei Cent’anni tra Francia e Inghilterra.

1348 – Scoppia in Europa la “grande peste” o “peste nera”.

1370 – Tamerlano si proclama discendente di Gengis Khan e fonda un regno autonomo con centro Samarcanda.  Introduzione delle Carte da Gioco in Italia dall’oriente.

1374 – Muore ad Arquà il 18/19 luglio il poeta Francesco Petrarca.

1375 – Muore a Certaldo Giovanni Boccaccio.

1377 – Fine della cattività avignonese: papa Gregorio XI riporta la sede papale a Roma.

1378 – L’elezione dell’antipapa Clemente VII, opposto a Urbano VI, provoca lo scisma d’Occidente.

1393 – Tamerlano conquista Baghdad e invade la Mesopotamia; invade l’India e conquista il Panjab (1398);  conquista Damasco (1401); sconfigge i Turchi presso Ankara (1402); muore nel 1404.

1395 – Gian Galeazzo Visconti ottiene dall’imperatore Venceslao il titolo di duca di Milano.

1404 – Venezia conquista Verona e Vicenza e unifica tutto il Veneto.

1407 E’ istituito il Banco di San Giorgio a Genova,  prima banca pubblica in Europa.

1412 – Si costruiscono i primi impianti di pompe a mano.

1417 – Termina lo scisma d’Occidente.

1431 – Concilio di Basilea. A Rouen Giovanna d’Arco viene processata per stregoneria.

1434 – A Firenze inizia la signoria di Cosimo de’ Medici.

1440 – Gutenberg progetta il primo Torchio Tipografico.

cammino-dell-uomo-20Torchio tipografico

1450 – Francesco Sforza diviene duca di Milano.

1452 – Nasce a Vinci (Firenze) il 15 aprile Leonardo, considerato uno dei più grandi geni dell’umanità.

1453 – Termina la guerra dei Cent’anni.. I Turchi ottomani conquistano e saccheggiano Costantinopoli. Cade  l’impero  bizantino.

1463 – Nasce Pico della Mirandola, umanista e filosofo celebre anche per la sua memoria.

1469 – Lorenzo il Magnifico assume la signoria di Firenze.
– Nasce Niccolò Machiavelli, uomo politico e scrittore.
– Isabella di Castiglia sposa Ferdinando d’Aragona e pone le premesse dell’unificazione della  Spagna.

1473 – Nasce Niccolò Copernico, ideatore della teoria eliocentrica del Sistema Solare.

1474 – Nasce a Caprese (Arezzo) il 6 marzo, Michelangelo Buonarrotiuno dei più grandi artisti di sempre.

1475 – Nasce Ludovico Ariosto, autore de “l’Orlando Furioso”.

1478 – Viene ucciso Giuliano de’ Medici (congiura dei Pazzi).

1492 – Cristoforo Colombo scopre l’America.  Muore Lorenzo de’ Medici..

1493 – Colombo inizia il secondo viaggio verso le Americhe.

cammino-dell-uomo-24Cristoforo Colombo

1494 – Aldo Manuzio crea a Venezia la sua tipografia. – Il re di Francia Carlo VIII scende in Italia con un forte esercito. – A Milano, alla morte di Gian Galeazzo Sforza, Ludovico il Moro ottiene  l’investitura ducale. – I Medici sono cacciati da Firenze.

1498 – Muore Carlo VIII al quale succede Luigi XII. – Gerolamo Savonarola è condannato al rogo come eretico, a Firenze. – Il portoghese Vasco da Gama giunge in India circumnavigando l’Africa. – Colombo inizia le terza spedizione verso l’America.

1499 – Amerigo Vespucci esplora il Rio delle Amazzoni.

1503 – Muore Alessandro VI. Dopo il brevissimo pontificato di Pio III, viene eletto papa Giulio II della Rovere, mecenate delle arti.  –  A Barletta si combatte la celebre disfida.

1510 – Inizia l’occupazione spagnola di Cuba. – Prende avvio il regolare commercio di schiavi tra il continente africano e le colonie spagnole d’America.

1511 – Giulio II costituisce la Lega Santa antifrancese: la compongono: Venezia, Spagna, Confederazione Elvetica, Inghilterra. La Lega Santa sconfigge l’anno successivo le truppe francesi, che devono abbandonare l’Italia. – Si apre il Concilio Lateranense V.

1513 – Muore papa Giulio II, gli succede Giovanni de’ Medici col nome di Leone X.
– Enrico VIII d’Inghilterra invade la Francia.

1517 – Si chiude il concilio Lateranense V. – Martin Lutero affigge alle porte della Chiesa di Wittenberg le sue 95 tesi: si avvia la Riforma protestante.

1519 – Muore ad Amboise (Francia) il 2 maggio Leonardo da Vinci. – Hernan Cortès conquista lo Yucatàn alla testa di seicento uomini.

1533 – Francisco Pizarro conquista Cuzco, la capitale degli Inca. Si estende la colonizzazione dello Yucatàn. – Dopo aver ripudiato Caterina d’Aragona, Enrico VIII sposa segretamente Anna Bolena. – Clemente VII scomunica il sovrano inglese.

1534 – Alla morte di Clemente VII, succede al soglio papale Paolo III. – In Inghilterra il Parlamento con l’atto di supremazia riconosce re Enrico VIII capo della Chiesa d’Inghilterra.
– Sant’Ignazio da Loyola fonda l’ordine dei Gesuiti, (verrà soppresso da Clemente XIV nel 1773).

1542 – Francesco I dichiara guerra a Carlo V. Papa Paolo II istituisce l’inquisizione romana.

1545 – Si apre il Concilio di Trento: i protestanti rifiutano di parteciparvi.

1547 – Il concilio di Trento viene trasferito a Bologna, dopo aver approvato il decreto sulla giustificazione. – Muore Francesco I di Francia, gli succede il figlio Enrico II, marito di Caterina de’ Medici. – Muore Enrico VIII d’Inghilterra, gli succede il figlio Edoardo VI di sei anni. – A Mosca viene incoronato zar Ivan il Terribile.

1551 – Si apre la seconda sessione del concilio di Trento.

1562 – Si apre la terza sessione del concilio di Trento che si chiuderà nel 1563. – Il 1° marzo oltre mille Ugonotti massacrati dai cattolici a Wassy, inizia la prima guerra di religione in Francia.

1564 – Nasce Galileo Galilei. – Muore a Roma il 18 febbraio Michelangelo Buonarroti.

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1565 – I portoghesi distruggono gli insediamenti francesi in Brasile e fondano Rio de Janeiro.
Gli spagnoli scacciano i francesi dalla Florida.

1567 – Nasce Claudio Monteverdi, creatore del Melodramma.

1571 – Papa Pio V (eletto nel 1566) istituisce una Lega santa per combattere i Turchi. La flotta cristiana sconfigge i  Turchi a Lepanto.

1572 – Muore papa Pio V, gli succede Gregorio XIII. – A Parigi, la strage degli Ugonotti la notte di San Bartolomeo (del 24 agosto 1572) origina la IV guerra di  religione.

1577 – Il corsaro inglese Francis Drake, nel corso del suo giro del mondo, devasta i possedimenti spagnoli sulla costa pacifica dell’America latina.

1582 – Gregorio XIII riforma il Calendario.

1589 – In Francia Enrico III viene assassinato e si estingue la dinastia dei Valois. Subentra la dinastia dei Borbone  con Enrico IV di Navarra.

1595 – Primi insediamenti olandesi in Guinea.

1598 – Gli olandesi conquistano le isole Mauritius, al largo del Madagascar.

1603 – Primi insediamenti coloniali francesi in Canada. – Muore Elisabetta d’Inghilterra, le succede il figlio di Maria Stuart, Giacomo VI re di Scozia che assume il nome di Giacomo I.

1610 – Enrico IV di Francia viene assassinato, gli succede il figlio Luigi XIII, sotto la reggenza della madre Maria de’ Medici.

1611 – Giacomo I scioglie il Parlamento inglese.

1624 – In Francia il cardinale Richelieu è nominato primo ministro.
– Nel Nordamerica gli olandesi fondano, sull’isola di Manhattan, l’insediamento coloniale di Nuova Amsterdam.

1633 – Galileo Galilei è condannato al confino dal Sant’Uffizio per le sue teorie copernicane.

1638 – I gesuiti fondano le primereducciones nel Sudamerica.

1642 – In Francia muore il cardinale Richelieu; gli succede nella carica di primo ministro l’italiano Giulio Mazarino.  – In Inghilterra scoppia la guerra tra il re Carlo I e il Parlamento (Rivoluzione inglese).
– L’olandese Tasman raggiunge in Oceania l’isola che poi prenderà il suo nome, le isole Tonga e la Nuova  Zelanda.

1643 – Papa Urbano VIII condanna il giansenismo.
– Muore Luigi XIII di Francia e gli succede il figlio Luigi XIV di soli cinque anni, sotto la reggenza di Anna d’Austria.

1646 – A Napoli Masaniello guida una rivolta anti spagnola.
– Gli scozzesi consegnano Carlo I al Parlamento inglese.  – Oliver Cromwell marcia su Londra e la occupa.

1649 – Carlo I d’Inghilterra viene condannato e decapitato; – Il Parlamento abolisce la monarchia e proclama il Commonwealth. – Gli scozzesi mantengono la monarchia e riconoscono re Carlo II, che si rifugia in Olanda.

1651 – Carlo II, incoronato re, viene sconfitto da Cromwell e deve fuggire in Francia.
– Luigi XIV di Francia è dichiarato maggiorenne a quattordici anni.

1652 – Gli olandesi fondano Città del Capo.

1653 – Crolla l’impero coloniale olandese in Brasile; si afferma il dominio portoghese.

1661 – In Francia muore il cardinale Mazarino, Luigi XIV governa direttamente.
– Carlo II è restaurato re d’Inghilterra.

1663 – In Canada la Francia fonda la colonia della Nuova Francia stabilendo la capitale a Quebec.

1668 – La pace di Aquisgrana pone termine alla guerra di Devoluzione tra Francia e Spagna.

1681 – Carlo II d’Inghilterra concede a William Penn la regione della Pennsylvania.

1689 – In Canada scoppia una guerra coloniale tra inglesi e francesi. – Pietro I detto il Grande diventa zar di Russia.

1697 – I francesi completano la colonizzazione del Senegal.

1707 – Inghilterra e Scozia si uniscono sotto il nome di Gran Bretagna.

1708 – In Brasile scoppia la ribellione dei “Paulistas”, portoghesi che praticano lo schiavismo nelle regioni interne.

1713 – La Gran Bretagna ottiene il monopolio della tratta degli schiavi (asiento) dell’Africa verso l’America.

1715 – In Francia muore Luigi XIV.

1760 – Con la conquista di Montreal tutto il Canada passa sotto il controllo inglese.
– Gli olandesi proseguono la colonizzazione del Sudafrica e penetrano in Namibia.

1762 – In Russia muore la zarina Elisabetta; le succede il nipote Pietro III; dopo sei mesi di regno lo zar viene  assassinato e sale al trono la moglie Caterina II la Grande.

1763 – La Francia rinuncia a ogni pretesa coloniale in India.

1770 – Nel Massachussetts truppe inglesi provocano il “massacro di Boston”. Si costruisce il primo veicolo a vapore.

1773 – Papa Clemente XIV scioglie la Compagnia di Gesù. In Francia nasce la “loggia massonica del Grande Oriente”.  –  L’esploratore inglese J. Cook, durante un viaggio in Oceania, oltrepassa il circolo polare antartico.
–  In Russia inizia la grande rivolta guidata dal cosacco Pugacev che nel 1774 viene sconfitto e giustiziato.

1777 – Il Congresso americano approva gli articoli della Confederazione.

1778 – La Francia si allea agli Stati Uniti (nel 1779 anche la Spagna e l’Olanda).

1780 – In Boemia e in Ungheria viene abolita la servitù della gleba. – Muore Maria Teresa d’Austria.

1783 – Con la “pace di Parigi” viene riconosciuta “l’indipendenza degli Stati Uniti”.

1786 – Con l’emanazione del nuovo codice penale, firmato da Pietro Leopoldo, il Granducato di Toscana fu il primo  stato al mondo ad abolire la pena di morte. (30 settembre).

1787 – Nella convenzione di Filadelfia viene approvata la nuova  “Costituzione Federale degli Stati Uniti”.

1788 – Gli inglesi sbarcano nella parte meridionale dell’Australia.

1789 – Inizia la Rivoluzione Francese

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1792 – A Washington viene posata la prima pietra (13 ottobre) di quella che dal 1818 sarà nota come Casa Bianca.

1800 – Alessandro Volta inventa la Pila.

1803 – Il senato degli Stati Uniti ratifica l’acquisto dello Stato della Louisiana dalla Francia di Napoleone (20  ottobre).

1818 – Nasce Alessandro II zar di Russia dal 1855. Iniziò un sistema di riforme di vasta portata, pur senza intaccare il regime assolutistico. Nel febbraio 1861 decretò l’abolizione della schiavitù. Seguirono riforme amministrative come l’istituzione dei distretti e dei governatorati, la creazione della scuola elementare laica, riforme giudiziarie e militari. Nel 1867 cedette agli Stati Uniti l’Alaska dietro il pagamento di soli 7.200.000 dollari in oro. Il 13 marzo 1881 fu ucciso da un gruppo di rivoluzionari del movimento “Libertà del popolo”.

1839 – Si costruisce la prima macchina fotografica.

1840 – Karl Marx pubblica insieme a Engels, a Bruxelles, il Manifesto del Partito Comunista (21 Febbraio).

1846 – Per la prima volta viene usato l’etere come anestetico:
lo fa William Thomas Morton, padre della chirurgia  indolore. (16 ottobre).

1854 – Invenzione del Motore a Scoppio.

1861 – In Russia viene abolita la servitù della gleba (19 Febbraio).

1865 – Negli Usa, Abramo Lincoln è assassinato da John Wilkes Booth (14 Aprile).

1870 – L’esercito italiano apre a Roma la  Breccia di Porta Pia contro le milizie pontificie e gli zuavi.

1876 – Gli Stati Uniti ordinano a tutti i nativi americani di trasferirsi nelle riserve (31 Gennaio).

1879 – Thomas Edison testa la prima lampadina (21 ottobre – resterà accesa per 13 ore e mezza prima di bruciarsi).

1871 – Antonio Meucci inventa il Telefono.

1880 – Papa Leone XIII pubblica l’enciclica Arcanum divinae sulla dottrina della santità della matrimonio. (10 Febbraio).

1894 – Viene brevettato l’orologio marcatempo. Stampa su scheda, l’attuale e viene utilizzato all’inizio e alla fine del turno di lavoro (30 dicembre).

1895 – Nasce il Cinematografo.

1896 – Guglielmo Marconi brevetta la scoperta della Radio.

cammino-dell-uomo-33         Guglielmo Marconi

1901 – Guglielmo Marconi invia il primo segnale radio transatlantico dalla Cornovaglia a Terranova (11 Gennaio).

1906 – A Berlino viene stabilito che l’SOS in codice Morse è la richiesta standard di soccorso ( 22 Novembre).

1914 – Inizia la Prima Guerra Mondiale con la dichiarazione di guerra dell’Austria alla Serbia, appoggiata dalla  Triplice Intesa, nel 1915 l’Italia entra al fianco della Triplice Intesa.

1916 – Introduzione delle prime macchine da Stampa a Rotocalco.

1917 – Inizia la Rivoluzione Russa.  – Gli Stati Uniti dichiarano guerra alla Germania.

1918 – Nasce a Mvezo (Sud Africa) il 18 luglio Nelson Rolihlahla Mandela.

1922 – Dopo la marcia su Roma il re conferisce a Mussolini l’incarico di formare il governo.

1925 – Instaurazione del Regime Fascista in Italia.

1928 – Il professor Fleming scopre la Penicillina.

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1929 – Firma dei Patti Lateranensi tra l’Italia e la Santa Sede (11 Febbraio).

1934 – Hitler si proclama presidente del Reich.

1935 – Le truppe italiane invadono l’Etiopia, la Società delle Nazioni vota le sanzioni economiche contro l’Italia.

1939 – Inizia la Seconda Guerra Mondiale.

1940 – L’Italia entra in guerra a fianco della Germania.

1943 – Mussolini è destituito e cade il regime fascista.

1945 – Bomba atomica su Hiroshima – 6 agosto e Nagasaki – 9 agosto. – Termina la Seconda Guerra Mondiale; conferenza di Potsdam tra le potenze vincitrici sul futuro assetto della Germania.

1946 – Il 2 giugno viene proclamata la Repubblica Italiana.

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1953 – Gli scienziati Francis Crick e James D.Watson scoprono la struttura della molecola del DNA (21 Febbraio).

1954 – L’Istria e parte della Venezia Giulia passano alla Jugoslavia. – Il 1° marzo nell’atollo di Bikini, gli Usa sperimentano una bomba all’idrogeno di 20 megatoni: l’ordigno più potente mai fatto esplodere.

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1959 – A New York apre al pubblico il Guggenheim Museum progettato dall’architetto Frank Lloyd Wright (21 Ottobre).

1961 – L’astronauta russo Yuri Gagarin compie il primo viaggio nello spazio.

1963 – Il presidente John Fitzgerald Kennedy viene ucciso a fucilate a Dallas (22 Novembre), viene arrestato Lee Harvey Oswald.

1966 – Il 4 Novembre Firenze sommersa dalla piena dell’Arno.

1968 -Ha il suo apice il movimento socioculturale e di protesta ricordato complessivamente come  il ’68.
 – A Parigi la polizia attacca gruppi di studenti: è l’inizio del maggio francese (3 Maggio).

1970 – Approvata la legge 898 “Fortuna-Baslini” che introduce in  Italia il divorzio.

1973 – Con l’esecuzione della nona sinfonia di Beethoven viene inaugurata la Sidney Opera House (20 Ottobre).

1973 – Viene inaugurato a Istanbul il ponte sul Bosforo. Unisce l’Europa all’Asia, è il terzo al mondo in lunghezza  (1560 m.).

1973 – La Corte Costituzionale italiana sentenzia la legittimità del divorzio (23 Novembre).

1976 – In Algeria viene promulgata la Costituzione approvata da due giorni con il 99,18% dei voti (22 Novembre).

1980 –  Strage di Ustica (27 giugno) 81 vittime.
Strage terroristica alla stazione ferroviaria di Bologna (2 agosto), 85 vittime .

1985 –  Nella miniera di fluorite di Prestavèl in val di Stava cedono improvvisamente due bacini di decantazione (19 luglio) 268 vittime. 

1989 – Caduta del Muro di Berlino (9 Novembre)

1990 – Viene liberato in Sudafrica dopo 27 anni di prigionia Nelson Mandela.
– Entra in vigore la Convenzione internazionale sui diritti  dell’infanzia (2 settembre)

1994 – Nelson Mandela è eletto presidente del Sudafrica (27 Aprile).

1995 – Ikbal Masih, a dodici anni era stato venduto dalla famiglia (di fronte a un debito di 26 dollari). Lavorava come schiavo, si è ribellato contro gli sfruttatori, è diventato nel mondo il simbolo del riscatto contro lo sfruttamento minorile. A tredici anni è stato ucciso falciato da una raffica a trenta chilometri da Lahore in  Pakistan.

1997 – Alla Convenzione quadro dell’Onu sui cambiamenti climatici, viene redatto il Protocollo di Kyoto (11 Dicembre).

2000 -Muore papa Woityla (11 settembre).

2001 – Attentato terroristico alle torri gemelle di New York (11 settembre).

2002 – La Lira italiana cessa di avere corso e viene sostituita dall’Euro (28 Febbraio).
L’euro diventa valuta dei paesi dell’Unione Monetaria Europea.

cammino-dell-uomo-40Lire

2003 – A Washington, si annuncia il completamento della mappatura del genoma umano (14 Aprile).

2006 – Giorgio Napolitano diventa presidente della Repubblica. È la prima volta che un esponente dell’ex Pci sale al Quirinale (10 Maggio).

2009 – Si insedia alla Casa Bianca il primo presidente afro-americano degli U.S.A. (20 Gennaio)

cammino-dell-uomo-41  Barak Obama

2011 – A metà febbraio inizia una rivolta popolare per la richiesta di libertà e democrazia nei paesi africani: Tunisia  (cacciata di Ben Alì) – Marocco (cacciata di Mubarak) – Libia (cacciata di Gheddafi).

2013 – Viene eletto papa Francesco (Mario Bergoglio), era il 13 marzo.
– Muore a Johannesburg il 5 dicembre Nelson Mandela (Madiba).

2015 – La sera del 13 novembre a Parigi durante un concerto al Bataclan, un gruppo armato ricollegabile all’autoproclamato Stato islamico comunemente noto come ISIS ha ucciso 90 persone.

2016 – Il 19 febbraio muore Umberto Eco, una delle personalità più importanti del panorama culturale italiano. –  il 22 del mese, Bruxelles è teatro di tre attentati. Sono 32 i morti e oltre 300 i feriti.
– In Gran Bretagna si svolge il referendum per l’uscita dall’UE (Brexit), favorevoli all’uscita  51,9%, contro il 48,1%.

 

 

 


Bibliografia:

  • Johannes Hartmann – Cronologia della Storia Universale – Sansoni Ed. 1972 – Pag. 366
  • Zanichelli Ed. – Il Nuovo Atlante Storico – Zanichelli Ed. – 1987 – Pag. 340
  • AA.VV. – La Preistoria e l’Età Antica – Ed. Banca Popolare di Novara – 1995 – Pag. 400
  • AA.VV. – Il Medioevo e l’Età Moderna – Ed. Banca Popolare di Novara – 1996 – Pag. 400
  • Le immagini sono tratte da Internet
Origini delle superstizioni

Origini delle superstizioni

ORIGINI DELLE SUPERSTIZIONI

(a cura di Bruno Silvestrini)

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Ancora oggi la superstizione e il timore di venir colpiti dalla sfortuna fanno si che molte persone evitino di passare sotto una scala, di aprire un ombrello in casa o di viaggiare in aereo di venerdì tredici. D’altro lato, queste stesse persone incroceranno le dita o toccheranno ferro nella speranza di scongiurare la sfortuna.
Dato che le superstizioni affondano le proprie radici nell’irrazionale, sarebbero dovute scomparire con la diffusione dell’istruzione e l’avvento della scienza. Eppure ancora oggi, nonostante si tengano in alta considerazione le prove oggettive, la maggior parte delle persone, se interrogata, ammetterà di credere in cuor suo ad almeno un paio di superstizioni.

Le superstizioni fanno parte dell’antichissimo patrimonio dell’umanità. Secondo gli archeologi fu l’uomo di Neanderthal a creare la prima credenza superstiziosa (e spirituale), ovvero la sopravvivenza nell’aldilà. Mentre precedentemente l’Homo sapiens abbandonava i morti, i neanderthaliani seppellivano i defunti nel corso di riti funebri, e accanto al corpo ponevano cibo, armi, e carbone da usare nella vita futura.

Non è affatto sorprendente constatare che la superstizione e la nascita della spiritualità si siano sviluppate di pari passo. Nel corso della storia, ciò che per una persona era superstizione, spesso per un’altra era religione. L’imperatore cristiano Costantino considerava superstizione il paganesimo, mentre lo statista pagano Tacito definiva il cristianesimo una credenza pericolosa e irrazionale. I protestanti consideravano superstiziosa la venerazione dei santi e delle reliquie da parte dei cattolici, mentre i cristiani giudicavano allo stesso modo i riti indù. Per un ateo, tutte le convinzioni religiose sono superstizione.

Le superstizioni nascono in modo semplice. L’uomo primitivo, alla ricerca di risposte a fenomeni quali il lampo, il tuono, le eclissi, la nascita e la morte, non conoscendo le leggi della natura cominciò a credere nell’esistenza di spiriti invisibili. Notò che gli animali avevano un sesto senso di fronte al pericolo e immaginò che degli spiriti li mettessero in guardia. E il miracolo di un albero che germogliava da un seme, o di una rana che nasceva da un girino, faceva supporre l’esistenza di un intervento ultraterreno.

Poiché la sua vita quotidiana era densa di avversità, ne dedusse che il mondo fosse popolato per la maggior parte da spiriti vendicativi piuttosto che benefici. Perciò, la maggior parte delle credenze religiose che sono giunte fino a noi comprende molti modi per proteggerci dalle disgrazie.

Per proteggersi in quello che sembrava essere un mondo confuso, l’uomo dell’antichità adottò una zampa di coniglio, il lancio di una moneta e un quadrifoglio. Si trattava di un tentativo d’imporre la volontà umana sul caos. E quando un amuleto non era efficace, provava con un altro e un altro ancora. In tal modo, migliaia di oggetti, espressioni e formule comuni assunsero un significato magico.

In un certo senso anche oggi facciamo lo stesso. Uno studente scrive con una determinata penna un tema che gli vale un bel voto, ed ecco che quella penna diventa “fortunata”, ed in questo senso possiamo fare moltissimi esempi. Siamo noi che rendiamo straordinario ciò che è normale. A dire il vero sono pochissimi gli oggetti che ci circondano, a cui, in una cultura o nell’altra, non siano stati attribuiti significati legati alla superstizione: il vischio, l’aglio, i ferri di cavallo, gli ombrelli, le dita incrociate. E sono soltanto alcuni.

Anche se ormai sono stati spiegati scientificamente molti fenomeni che un tempo erano considerati misteriosi, la vita di ogni giorno presenta ancora incognite sufficienti a fare si che, soprattutto nei momenti più sfortunati, ricorriamo alla superstizione, affinché spieghi ciò che altrimenti risulterebbe inspiegabile e imponga sugli avvenimenti contingenti la forza dei nostri desideri. Perciò, incrociamo le dita, tocchiamo ferro e auguriamoci buona fortuna nell’elencare le antiche origini di molte delle nostre più diffuse credenze irrazionali.

ZAMPA DI CONIGLIO
600 a.C. – Europa  Occidentale

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Anticamente, la rigorosa osservanza della tradizione imponeva che una persona che desiderasse essere fortunata dovesse portare con sé una zampa di lepre, animale strettamente imparentato con il coniglio. Storicamente la zampa di lepre aveva poteri magici. Tuttavia, la maggior parte degli europei di un tempo confondeva il coniglio con la lepre, e con il passare del tempo le zampe di entrambi questi animali vennero tenute in grande considerazione, in quanto potenti amuleti portafortuna. La fortuna attribuita a una zampa di coniglio deriva da una credenza che affonda le proprie radici nell’antico totemismo il quale, precorrendo di migliaia di anni il darwinismo, sosteneva che gli esseri umani discendessero dagli animali.
A differenza del darwinismo, tuttavia, il totemismo credeva che ogni tribù si evolvesse da una diversa specie animale. Ogni tribù venerava ed evitava di uccidere il proprio animale ancestrale e ne utilizzava delle parti come amuleti, chiamati totem. Ancora oggi noi conserviamo dei retaggi della civiltà totemica. Nella letteratura biblica, il totemismo è all’origine di molte regole riguardanti l’alimentazione, che proibiscono di mangiare determinati animali.

Da questo deriva anche la consuetudine di avere una mascotte sportiva, che si crede possa garantire la fortuna di una squadra, nonché la nostra tendenza a classificare certi gruppi di persone tramite immagini o caratteristiche animali.  A Wall Street ci sono tori e orsi, al governo falchi e colombe, e in politica elefanti e scimmie. Anche se abbiamo abbandonato la consuetudine di indossare i totem che ci identificano, questi restano comunque in noi.
Gli studiosi del folklore non hanno ancora identificato la società tribale della “lepre” che diede origine all’amuleto della zampa di lepre agli antichi abitanti dell’Europa occidentale, prima del 600 a.C. Tuttavia possiedono prove irrefutabili riguardanti il motivo per cui questo lagomorfo (ordine di Mammiferi, comprendente le due famiglie viventi dei Leporidae – lepri e conigli) è diventato un simbolo di fortuna e non di sfortuna.
L’abitudine del coniglio di vivere in una tana gli conferiva un’aura di mistero. I celti, per esempio, credevano che quest’animale trascorresse cosi tanto tempo sottoterra perché era in segreto contatto con l’inferno delle divinità. Perciò un coniglio aveva accesso ad informazioni che erano negate agli umani.
E il fatto che la maggior parte degli animali, compresi gli esseri umani, nascano con gli occhi chiusi, mentre i conigli fanno il loro ingresso nel mondo con gli occhi aperti, li ammantava di un’immagine di saggezza: per i celti, i conigli erano spettatori dei misteri della vita prenatale. (In realtà la lepre nasce con gli occhi aperti, mentre il coniglio nasce cieco. Ed è il coniglio che vive sottoterra, non le lepri. La confusione era molta).

FERRO DI CAVALLO
IV secolo – Grecia

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Considerato il più universale di tutti i portafortuna, il ferro di cavallo fu un potente amuleto in ogni epoca e in ogni paese in cui esistesse il cavallo. Sebbene siano stati i greci nel quarto secolo, a introdurre il ferro di cavallo nella cultura occidentale e a considerarlo simbolo di buona sorte, secondo una leggenda fu san Dunstan a conferire al ferro di cavallo appeso sulla porta di casa, poteri speciali contro il male.
Secondo quanto ci viene tramandato, Dunstan faceva il maniscalco, poi nel 959 d.C. divenne arcivescovo di Canterbury. Un giorno fu interpellato da un uomo che gli chiese di mettergli un ferro al piede, e stranamente questo era caprino; Dunstan capì subito che il cliente altri non era che Satana, e gli spiegò che per ferrarlo avrebbe dovuto incatenarlo contro la parete. Deliberatamente il santo portò a termine il lavoro in modo così atroce e doloroso, che il diavolo immobilizzato implorò più volte pietà. Dunstan rifiutò di liberarlo finché non gli ebbe strappato il solenne giuramento di non entrare mai nelle abitazioni che presentassero un ferro di cavallo appeso in bella mostra sulla porta.
Dalla diffusione di questa leggenda nel decimo secolo, i cristiani tennero in altissima considerazione il ferro di cavallo, appendendolo dapprima sul telaio di una porta, e spostandolo poi più in basso, circa a metà di questa, dove aveva la duplice funzione di talismano e di battente. Da questa consuetudine deriva l’uso di battenti a forma di ferro di cavallo. Un tempo i cristiani celebravano il giorno della festa di San Dunstan, il 19 maggio, giocando con i ferri di cavallo.
Per i greci, i poteri magici del ferro di cavallo derivavano da altri fattori: erano di ferro, un elemento che si credeva tenesse lontano il male; inoltre il ferro di cavallo aveva la forma di mezzaluna, che per molto tempo fu un simbolo di fertilità e fortuna.
I romani adottarono quest’oggetto, sia come scoperta estremamente pratica per proteggere lo zoccolo del cavallo, sia come talismano, e la loro fede pagana nei suoi poteri magici si trasmise ai cristiani, che alterarono tale superstizione, inventando la storia di san Dunstan.
Durante il Medioevo, quando il timore della stregoneria raggiunse i suoi massimi livelli, il ferro di cavallo assunse un ulteriore potere. Si credeva che le streghe volassero sulle scope perché temevano i cavalli, e che qualsiasi elemento che si riferiva al cavallo, soprattutto il suo ferro, tenesse alla larga le streghe, proprio come il crocefisso terrorizzava i vampiri. Una donna accusata di stregoneria veniva sepolta con un ferro di cavallo inchiodato sopra la bara per impedirne la resurrezione.
In Russia si credeva che i fabbri ferrai possedessero a loro volta la capacità di realizzare la “magia bianca” contro la stregoneria, e i solenni giuramenti riguardanti il matrimonio, i contratti commerciali e i beni immobili non venivano pronunciati su una Bibbia, ma sulle incudini che venivano usate per forgiare i ferri di cavalli. L’amuleto in questione non poteva essere appeso come capitava, ma doveva venire posizionato con le estremità verso l’alto, affinché la fortuna che conteneva non si scaricasse verso il basso.
In Gran Bretagna il ferro di cavallo continuò a essere considerato simbolo della fortuna per tutto il XIX secolo. Un famoso incantesimo irlandese contro la sfortuna e la malattia (che deriva sempre dalla leggenda di San Dunstan) diceva: “Padre, Figlio e Spirito Santo, inchiodate il diavolo a uno stipite”. E nel 1805, quando l’ammiraglio britannico Lord Orazio Nelson si scontrò con i nemici della sua nazione nella battaglia di Trafalgar, il superstizioso inglese fece inchiodare un ferro di cavallo sull’albero della sua nave ammiraglia, la Victory. Il trionfo militare, commemorato a Londra in Trafalgar Square, dalla Colonna di Nelson innalzata nel 1849, pose fine al sogno di Napoleone di invadere l’Inghilterra. Indubbiamente il ferro di cavallo portò fortuna al popolo britannico, ma in quella battaglia Nelson perse la vita.

OSSO DEL DESIDERIO
400 a.C. – Etruria

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Due persone esprimono un desiderio e tirano le estremità opposte della clavicola essiccata di un volatile, a forma di V. L’usanza risale almeno a 2.400 anni fa, ed ebbe origine con gli etruschi, l’antico popolo che occupava la zona compresa fra il Tevere e l’Arno, a ovest e a sud degli Appennini. Gli etruschi furono un popolo caratterizzato da una raffinata cultura, la cui civiltà urbana raggiunse il culmine nel sesto secolo a.C.. Gli etruschi credevano che la gallina e il gallo fossero animali divinatori. La gallina perché prima di deporre un uovo emetteva un grido; il gallo perché con il suo canto annunciava l’alba di un nuovo giorno. L’”oracolo della gallina”, per mezzo di una pratica divinatoria, veniva consultato per rispondere ai problemi più pressanti dell’esistenza. Un cerchio, tracciato sul terreno, veniva diviso in una ventina di parti, che rappresentavano le lettere dell’alfabeto etrusco. In ogni settore venivano posti dei granelli di granturco, e al centro del cerchio una gallina sacra. A mano a mano che beccava il granturco, creava una sequenza di lettere, che un alto sacerdote interpretava come risposte a domande specifiche. Quando veniva ucciso uno di questi volatili sacri, la clavicola dell’uccello veniva messa a seccare al sole. Un etrusco che desiderava ancora beneficiare dei poteri dell’oracolo, doveva soltanto prendere l’osso, sfregarlo (non romperlo) ed esprimere un desiderio; da cui deriva l’”osso del desiderio”. Per più di due secoli gli etruschi espressero desideri utilizzando queste clavicole, che venivano lasciate intatte. Siamo a conoscenza di questa superstizione grazie ai romani, che più tardi adottarono molte usanze etrusche.
Secondo alcuni testi romani, la pratica di due persone che tiravano una da una parte e una dall’altra le estremità di una clavicola di volatile per impossessarsi della parte più grande, derivò semplicemente dal fatto che ci fossero poche ossa sacre e troppe persone che desideravano ottenere favori. Secondo la leggenda romana, gli etruschi scelsero la clavicola a forma di V per un motivo simbolico, dato che assomiglia all’inforcatura umana. Perciò un simbolo della parte in cui si custodisce la vita venne utilizzato per scioglierne i misteri.
I romani portarono in Inghilterra la superstizione dell’osso del desiderio, e nel momento in cui i Pellegrini raggiunsero il Nuovo Mondo, la tradizione di spezzare la clavicola di un pollo era ormai consolidata in Gran Bretagna. I Pellegrini scoprirono che la boscosa riva nord orientale dell’America era popolata di tacchini selvatici che presentavano clavicole simili a quelle dei polli, perciò istituirono l’usanza dell’osso del desiderio utilizzando la clavicola del tacchino, e questa diventò parte dei festeggiamenti per il giorno del Ringraziamento. Secondo la tradizione folcloristica coloniale, sembra che in occasione del primo giorno del Ringraziamento, celebrato nel 1621, fossero state spezzate alcune ossa del desiderio. Perciò, pur indirettamente, un’antica superstizione etrusca divenne parte di una celebrazione americana.

TOCCARE LEGNO
2000 a.C. – America Settentrionale

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Nei paesi di lingua inglese, all’espressione italiana “toccare ferro” corrisponde quella “toccare legno”. Si tratta di un’usanza che ebbe inizio quattromila anni fa fra gli indiani nordamericani. Quando, al giorno d’oggi, una persona spera che qualcosa si avveri e tocca legno superstiziosamente, per tradizione il legno dovrebbe essere soltanto di quercia. Infatti, storicamente, la quercia era venerata per la sua robustezza, per la maestosa altezza e per i suoi poteri sacri. I culti relativi all’albero della quercia sono antichi. Si svilupparono indipendentemente tra gli indiani nordamericani intorno al 2000 a.C., e più tardi tra i greci. Indiani e greci notarono che la quercia veniva colpita di frequente dal fulmine, cosi gli indiani ne dedussero che fosse la dimora del dio del cielo, mentre i greci che fosse la dimora del dio del fulmine. Gli indiani nordamericani spinsero la loro convinzione un po’ oltre. Ritenevano che il fatto di vantarsi di una futura vittoria personale, di una vittoria in battaglia o di un raccolto inaspettato portasse sfortuna, rappresentasse una possibile garanzia del fatto che tale avvenimento non avrebbe avuto luogo. Nel caso in cui ci si vantasse di qualcosa, sia deliberatamente sia accidentalmente, la sinistra punizione poteva essere neutralizzata se si batteva con la mano alla base di una quercia. In pratica la persona in questione si metteva in contatto con il dio del cielo per chiedergli perdono. In Europa, durante il Medioevo, gli studiosi cristiani sostenevano che la superstizione di toccare legno fosse nata nel primo secolo d.C. e derivasse dal fatto che Cristo era stato crocifisso su una croce di legno. Si supponeva che toccare legno per rafforzare un desiderio equivalesse a una preghiera di supplica, del tipo: “Signore, fa che il mio desiderio si avveri”. Ma i moderni studiosi sostengono che questa credenza non è affatto vera, come non è vera la vanteria secondo la quale in ogni cattedrale cristiana europea era custodito un pezzo di legno derivante dall’autentica croce di Cristo. Perciò la venerazione da parte dei cattolici delle reliquie dei crocifissi di legno non diede origine all’usanza di considerare il legno con rispetto; invece, imitava, modificava e rafforzava un punto di vista pagano, molto più antico. In altre culture si rispettavano altri tipi di alberi, che venivano toccati ai piedi dei quali si pregava. Mentre gli indiani americani e gli antichi greci preferivano la quercia, il sicomoro era sacro agli egiziani, e le antiche tribù germaniche avevano scelto come albero il frassino. Gli olandesi adottarono a loro volta la superstizione di toccare legno, ma per loro non aveva importanza di che tipo di legno si trattasse; quel che contava era che non fosse in nessun caso dipinto, verniciato, scolpito o adornato. I culti relativi agli alberi furono diffusissimi nel corso della storia, e furono all’origine di molte pratiche superstiziose, come ad esempio quella di baciarsi sotto al vischio. In America, l’usanza di toccare il legno per impedire che un atto di presunzione si ritorca contro chi l’ha pronunciato, non deriva dalla superstizione degli indiani americani, primi abitanti del paese, bensì dalla credenza greca, tramandata attraverso i romani e in seguito tramite gli inglesi.

QUADRIFOGLIO
200 a.C. – Gran Bretagna

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Fu la rarità del quadrifoglio più di qualsiasi altro elemento a renderlo sacro ai druidi dell’antica Inghilterra, che veneravano il sole. I druidi, il cui nome celtico, dereu-wid, significa “saggio della quercia”, oppure “che conosce l’albero della quercia”, frequentavano le foreste di querce, che consideravano luoghi di culto. Credevano che una persona che possedeva un quadrifoglio potesse individuare i demoni dell’ambiente circostante, e contrastare il loro sinistro influsso tramite degli incantesimi. Ciò che sappiamo di questo portafortuna (nonché su altre credenze e comportamenti di quella classe di celti colti che espletava funzioni sacerdotali, didattiche e che amministrava la giustizia), deriva principalmente dagli scritti di Giulio Cesare e dalle leggende irlandesi. Varie volte l’anno, i druidi si riunivano nelle sacre foreste di querce in Gran Bretagna, Irlanda e Gallia. Li risolvevano le controversie legali e offrivano sacrifici umani per chiunque si trovasse gravemente ammalato o in pericolo di morte per una prossima battaglia. Venivano bruciate ampie gabbie di vimini piene di uomini. Sebbene i druidi preferissero sacrificare criminali, nei periodi in cui regnavano ovunque la legge e l’ordine, bruciavano anche degli innocenti. L’immortalità dell’anima e il suo trasferimento in un neonato, dopo la morte, era una delle loro principali dottrine religiose. Prima di concludere il rito nella foresta, i druidi raccoglievano rametti di vischio, che si riteneva fosse in grado di mantenere l’armonia all’interno delle famiglie, e andavano alla ricerca di quadrifogli. Negli anni ’50 gli orticoltori selezionarono un seme che produceva soltanto quadrifogli. Il fatto che oggi vengano coltivati a milioni nelle serre e seminati a decine sui davanzali delle finestre, non solo priva quest’erbetta della rarità e quindi della sua qualità di portafortuna, ma priva anche una persona della soddisfazione derivante dal trovarne un esemplare.

DITA INCROCIATE
Epoca pre-cristiana – Europa Occidentale

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Se incrociate le dita quando esprimete un desiderio e se dite a un amico “Incrocia le dita”, significa che state utilizzando un’antica usanza che richiedeva l’intervento di due persone, che intrecciavano i propri indici. Questo gesto molto diffuso derivava dalla convinzione pagana che la croce fosse un simbolo di perfetta unità, e che il suo punto d’intersezione segnasse la dimora di spiriti benefici. Un desiderio espresso su una croce si riteneva ancorato stabilmente al punto della croce in cui i due assi si intersecavano, finché non si realizzava. Tale superstizione era diffusa all’interno di molte antiche civiltà europee. È interessante notare che l’idea di trattenere un desiderio finché non diventa realtà si trova in un’altra antica superstizione europea, quella di fare un nodo al fazzoletto. Oggi classifichiamo tale usanza come “promemoria”, un metodo di “associazione psicologica” in cui il nodo serve soprattutto come mezzo per ricordare un compito da svolgere. I celti, i romani e gli anglosassoni, tuttavia, ritenevano che il nodo impedisse all’idea di sfuggire. In origine, quando si incrociavano le dita per avere fortuna, l’indice di una persona fortunata veniva posto sull’indice di chi voleva esprimere il desiderio, e le due dita formavano una croce. Mentre una delle due persone esprimeva il desiderio, l’altra offriva un aiuto mentale per facilitarne il buon esito. Con il passare del tempo, le regole di tale usanza si fecero meno rigorose e una persona poteva esprimere il proprio desiderio senza l’aiuto di un compagno. Bastava semplicemente incrociare il dito indice con il medio per formare una X, la croce scozzese di Sant’Andrea. Le usanze che un tempo erano formali, religiose e rituali, di solito si evolvono con il tempo per divenire informali, profane e banali. Così, l’”incrociare le dita” fra due amici degenerò nello stesso gesto compiuto soltanto dalla persona che desiderava esprimere un desiderio, e attualmente è rimasta soltanto l’espressione : “Incrocio le dita”, atto che non viene mai realmente effettuato e che nessuno si aspetta di veder portato a termine. Perciò, quello che un tempo era effettuato in modo ponderato e simbolico, diventa un atto riflesso e insignificante, per quanto non ancora obsoleto. L’usanza contemporanea dei ragazzi di unire le dita a uncinetto quando vogliono stipulare un patto, è simile per forma e contenuto all’antica e originaria abitudine di incrociare le dita tra amici.

POLLICE ALTO – POLLICE VERSO
500 anni a.C. – Etruria

Oggi il gesto di “alzare i pollici” è un’espressione di approvazione, coraggio o di determinazione, “Salvargli la vita”. E poiché “pollice verso” oggi implica disapprovazione, ai tempi degli etruschi la disapprovazione aveva invariabilmente un significato funesto. Mentre il significato della “legge del pollice” etrusca venne adottato dai romani ed è la fonte più prossima del gesto che facciamo oggi, gli egiziani svilupparono un linguaggio basato sulle posizioni del pollice, che è più vicino al nostro. Il “pollice alto” egiziano significava speranza nella vittoria, mentre il “pollice verso” voleva dire cattiva volontà o sconfitta. Comunque, perché in queste culture il pollice divenne il dito “segnalatore”? gli storici romani al tempo di Giulio Cesare offrirono le prime spiegazioni scritte di tali gesti. Osservarono che spesso un neonato fa il suo ingresso nel mondo con i pollici ripiegati all’interno dei pugni chiusi. A mano a mano che il bambino reagisce agli stimoli presenti nell’ambiente che lo circonda, le mani si aprono lentamente, rilasciando i pollici, che si sollevano verso l’alto. Come per completare un ciclo, al momento della morte spesso le mani si contraggono racchiudendo i pollici, volti verso il basso. Perciò, per i romani “pollice alto” divenne un’affermazione di vita, “pollice verso” un segnale di morte.

SALUTE! (dopo uno starnuto)
VI secolo – Italia

Gesundheit”, dicono i tedeschi; gli italiani esclamano “Salute”; gli arabi giungono le mani e si inchinano rispettosi. Ogni cultura crede sia opportuno pronunciare una frase educata dopo uno starnuto. L’usanza risale a un’epoca in cui uno starnuto veniva considerato come un segno di grande pericolo per la persona. Per secoli, l’uomo credette che l’essenza vitale, l’anima, risiedesse nel capo e che uno starnuto potesse accidentalmente espellere la forza vitale. Questo sospetto era rafforzato dal fatto che i malati spesso starnutivano sul letto di morte. Ci si effondeva in enormi sforzi per trattenere uno starnuto, e nel caso in cui questo uscisse inavvertitamente o non potesse venir soppresso, ecco che veniva accolto da un coro immediato di auguri. Nel IV secolo a.C. arrivò la spiegazione, con gli insegnamenti di Aristotele e di Ippocrate, il “padre della medicina”. Entrambi questi studiosi greci vedevano nello starnuto la reazione della testa a una sostanza estranea o offensiva che si era insinuata all’interno delle narici. Osservavano che lo starnuto, se associato a una malattia preesistente, spesso pronosticava la morte. Per questi starnuti di cattivo augurio raccomandavano delle benedizioni del tipo “Che tu possa vivere a lungo!”, “Che tu possa godere di ottima salute!”, e “Giove ti protegga!”. Circa un centinaio di anni più tardi, i medici romani estrapolarono le crede e le superstizioni che circondavano uno starnuto. I romani sostenevano che lo starnuto, da parte di un individuo sano, era il tentativo del corpo di espellere gli spiriti funesti delle malattie più recenti di cui l’organismo aveva sofferto. Perciò, trattenere uno starnuto significava incubare una malattia, esporsi alla debolezza e alla morte. Di conseguenza, l’impero romano fu investito dalla moda di starnutire, fatto che provocò la diffusione di una quantità di nuovi auguri: “Congratulazioni” a una persona che aveva appena effettuato un vigoroso starnuto; e a una persona che si trovava proprio sul punto di starnutire si rivolgeva un incoraggiante “Buona fortuna”. L’espressione cristiana “Dio ti benedica” (God bless you) ha un origine ancora diversa. Ebbe inizio per decreto papale nel VI secolo, durante il regno di Papa Gregorio Magno. L’Italia era devastata da una pestilenza virulenta; uno dei sintomi che la lasciavano presagire erano forti starnuti cronici. La peste era così ferale, da portare la gente al decesso poco dopo che si erano manifestati i primi sintomi; perciò lo starnuto divenne sinonimo di morte imminente. Papa Gregorio supplicò i sani a pregare per i malati. Ordinò inoltre che frasi bene auguranti ma non abbastanza forti, del tipo “Che tu possa godere di buona salute”, fossero sostituite con l’invocazione più urgente e diretta “Dio ti benedica!”. E se nei paraggi non c’era nessuno che potesse pronunciare tale benedizione, si consigliava a chi aveva starnutito di esclamare a voce alta: “Dio mi aiuti”. Le invocazioni post starnuto di Papa Gregorio si diffusero in tutta l’Europa, di pari passo con la pestilenza stessa.

SPECCHIO FRANTUMATO
I Secolo – Roma

La rottura di uno specchio è una delle più diffuse superstizioni riguardanti la cattiva sorte, è tuttora in uso e nacque molto prima che esistessero gli specchi di vetro. La credenza ebbe origine da una serie di fattori religiosi ed economici combinati. I primi specchi, usati dagli antichi egizi, dagli ebrei e dai greci, erano fatti di metalli lucidati, come l’ottone, il bronzo, l’argento e l’oro, e naturalmente erano infrangibili. Nel VI secolo a.C., i greci avevano iniziato una pratica divinatoria che utilizzava uno specchio, chiamata catottromanzia, che utilizzava basse ciotole di vetro o di coccio riempite d’acqua. Proprio come la sfera di cristallo delle zingare, si credeva che una ciotola di vetro piena d’acqua – che i romani chiamavano miratorium – rivelasse il futuro di chiunque si specchiasse sulla sua superficie. Le predizioni erano lette da “un preveggente che scorgeva il futuro nello specchio”. Se uno di questi specchi scivolava e si rompeva, l’immediata interpretazione dell’indovino era che la persona che reggeva la ciotola non aveva futuro (ovvero che sarebbe morta ben presto) oppure che il futuro le riservava avvenimenti talmente spaventosi, che gli dèi preferivano concederle benevolmente di non avere una visione angosciosa di ciò che l’aspettava. I romani, nel I secolo d.C., adottarono questa superstizione sfortunata aggiungendovi un particolare, che del resto coincide con il nostro moderno significato. Asserivano che la salute di un individuo cambiasse a cicli di sette anni. Poiché gli specchi riflettono l’aspetto di una persona (ovvero il suo stato di salute) uno specchio rotto augurava sette anni di cattiva salute e di disgrazie. La superstizione assunse un’applicazione pratica ed economica nell’Italia del XV secolo. I primi specchi a lastre di vetro, fragili, con il fondo argentato, venivano prodotti a Venezia proprio in quell’epoca. Essendo molto costosi, venivano maneggiati con estrema cura e i domestici che pulivano gli specchi dei ricchi venivano avvisati in modo convincente che la rottura di quei nuovi tesori implicava sette anni di un destino peggiore della morte. Un uso tanto efficace di tale superstizione ebbe l’effetto di intensificare la credenza nella sfortuna, per intere generazioni di europei. Quando finalmente in Inghilterra e in Francia, alla metà del 1600, vennero fabbricati specchi poco costosi, la superstizione dello specchio rotto era ormai diffusissima ovunque e saldamente radicata nella tradizione.

NUMERO TREDICI
Epoca pre-cristiana – Scandinavia

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Alcune indagini hanno dimostrato che tra tutte le superstizioni che si crede portino sfortuna, quella che influenza la maggior parte della gente, al giorno d’oggi, è un senso di disagio provocato in molti modi dal numero tredici. In Francia, per esempio, negli indirizzi non esiste il tredici come numero civico. I Italia la lotteria nazionale omette il numero tredici. Sugli aerei delle linee aeree nazionali e internazionali manca la tredicesima fila di posti a sedere. In America, i moderni grattacieli, i condomini, gli edifici suddivisi in appartamenti attribuiscono il numero 14 al piano che viene dopo il dodicesimo. Recentemente, un esperimento psicologico ha messo alla prova il potere della superstizione. Un edificio nuovo con appartamenti di lusso comprendeva un piano in cui era stato assegnato il numero tredici, si notò che venivano affittati gli appartamenti su tutti gli altri piani e che soltanto pochi di quelli presenti al tredicesimo piano avevano trovato degli inquilini. Quando il numero del piano venne cambiato in dodici B, gli appartamenti fino a quel momento sfitti trovarono rapidamente qualcuno disposto ad occuparli. Come ebbe origine la tanto diffusa paura del numero tredici? Dobbiamo risalire perlomeno alla mitologia norvegese, all’epoca che precede la nascita di Cristo. A Walhalla venne allestito un banchetto a cui furono invitati dodici dèi. Loki, lo spirito dei conflitti e del male, si infiltrò tra gli altri, portando il numero degli invitati a tredici. Nella lotta che seguì, per allontanare Loki, Balder, il migliore degli dèi, rimase ucciso. Questo è uno dei primi accenni scritti riguardanti la sfortuna che circonda il numero tredici. Dalla Scandinavia, tale superstizione si diffuse verso sud in tutta Europa. All’inizio dell’era cristiana era già radicata nei paesi del Mediterraneo. Secondo gli studiosi di folklore, in seguito tale credenza venne notevolmente rafforzata, forse in modo definitivo, dal banchetto più famoso della storia, l’Ultima Cena. Cristo e i suoi apostoli erano in tredici. Meno di ventiquattrore dopo Cristo venne crocifisso. Gli studiosi di mitologia hanno visto nella leggenda norvegese un’anticipazione del banchetto cristiano. Paragonano Giuda, il traditore, a Loki, lo spirito dei conflitti, e Balder, il dio preferito, che venne ucciso, a Cristo, che fu crocifisso. È comunque indiscutibile che dall’inizio dell’era cristiana in poi, invitare tredici ospiti a cena significava andare in cerca di guai. Una volta che si è diffusa una credenza, la gente, più o meno inconsciamente, cerca di scoprire degli avvenimenti che ne dimostrino la veridicità, e questo vale per qualsiasi superstizione. Ironicamente, in America, il tredici va considerato un numero fortunato. Fa parte dei molti simboli statunitensi. Sul retro della banconota da un dollaro, il tronco di piramide presenta tredici gradini; l’aquila del Nord America stringe in uno dei suoi artigli un ramo d’ulivo con tredici figlie e tredici frutti, e con l’altro afferra tredici frecce; sopra al capo dell’aquila sono presenti tredici stelle. Tutto ciò, naturalmente, non ha nulla a che vedere con la superstizione, ma commemora le tredici colonie iniziali con cui è nato il paese, che già di per sé si possono considerare un simbolo di buon auspicio. Si è cercato di spiegarne il significato tramite una serie di avvenimenti disastrosi che si sostiene siano accaduti proprio in concomitanza con quello che è considerato il giorno più sfortunato in assoluto. Secondo la tradizione, sembra che fu proprio di venerdì tredici che Eva tentò Adamo con la mela, l’arca di Noè si trovò nel bel mezzo del Diluvio Universale, nella Torre di Babele si creò un’enorme confusione di lingue, crollò il Tempio di Salomone, e Cristo morì sulla Croce. Tuttavia l’origine effettiva di tale superstizione sembra essere anche in questo caso una leggenda appartenente alla mitologia norvegese. Frigga è lo spirito libero, la dea dell’amore e della fertilità, che nei paesi scandinavi dà il nome al venerdì. Quando le tribù germaniche e norvegesi si convertirono al cristianesimo, Frigga venne bandita sulla cima di una montagna, svergognata e creduta una strega. Si credeva che ogni venerdì la dea, vendicativa, organizzasse un incontro con altre undici streghe e con il diavolo, ovvero una riunione di tredici partecipanti, in cui venivano progettati scherzi malvagi per la settimana a venire. Per molti secoli, in Scandinavia, il venerdì venne chiamato “Sabba delle streghe”.

GATTO NERO
Medioevo – Inghilterra

Come spesso accade per molte superstizioni, la paura che un gatto nero ci attraversi la strada ha un’origine relativamente recente. Inoltre è completamente in antitesi con la posizione di rispetto di cui il gatto ha sempre goduto da quando è stato addomesticato per la prima volta, in Egitto, intorno al 3000 a.C. Al tempo degli antichi egizi tutti i gatti, compresi quelli neri, erano tenuti in grande considerazione e per legge erano protetti da ogni genere di maltrattamenti e dalla morte. L’idolatria nei riguardi del gatto era talmente radicata, che la morte di uno di questi animali domestici, suscitava il compianto di tutta la famiglia. Tanto i ricchi quanto i poveri, imbalsamavano i modo raffinatissimo i corpi dei propri gatti, avvolgendoli in un fine sudario e ponendoli in sarcofagi realizzati con materiali preziosi, come il bronzo e perfino in legno, che scarseggiava in Egitto, dato che il paese è privo di foreste. Gli archeologi hanno rinvenuto vere e proprie necropoli di gatti, tra i quali era normalissimo trovare anche gatti neri. Colpiti dal fatto che un gatto potesse sopravvivere e restare illeso a molte cadute dall’alto, furono gli egiziani a dare origine alla convinzione che il gatto abbia nove vite. La fama del gatto si diffuse rapidamente insieme alla civiltà. Testi in sanscrito che risalgono a più di duemila anni fa, parlano del ruolo dei gatti all’interno della società indiana; e in Cina, nel 500 a.C. circa, Confucio aveva un suo gatto preferito. Più o meno nel 600 d.C., il profeta Maometto teneva i suoi discorsi con un gatto in braccio, e approssimativamente in quello stesso periodo, i giapponesi iniziarono a tenere dei gatti all’interno delle proprie pagode per proteggere i manoscritti sacri. A quei tempi, se un gatto attraversava la strada a una persona, questo veniva considerato un avvenimento fortunato. La paura dei gatti, soprattutto dei gatti neri, iniziò a diffondersi per la prima volta in Europa durante il Medioevo, e in particolare in Inghilterra. La caratteristica indipendenza del gatto, la sua caparbietà e segretezza, insieme alla sua improvvisa eccessiva diffusione nelle grandi città, contribuirono a farlo cadere in disgrazia. I gatti che infestavano i vicoli spesso venivano nutriti da vecchie signore, povere e sole, e quando l’isteria della caccia alle streghe colpì l’Europa, e molte di queste donne senza casa vennero accusate di praticare la magia nera, i loro amici gatti, soprattutto quelli neri, vennero a loro volta considerati colpevoli di stregoneria. Un famoso racconto appartenente alle tradizionali credenze britanniche riguardanti i felini, illustra quello che era il punto di vista della gente del tempo. Nel Lincolnshire, intorno al 1560, in una notte senza luna, padre e figlio si spaventarono quando una piccola creatura schizzò davanti a loro infilandosi in una tana. Gettarono delle pietre nel cunicolo del terreno e ne videro uscire rapidamente un gatto nero, ferito, che si trascinò fino alla vicina dimora di una donna che in città era sospettata di stregoneria. Il giorno dopo padre e figlio incontrarono la donna per strada; aveva il volto graffiato, un braccio fasciato e zoppicava. Da quel giorno in poi. Nel Lincolnshire, tutti i gatti neri furono sospettati di essere streghe che avevano adottato un insolito travestimento notturno. La storia si propagò. L’idea che le streghe si trasformassero in gatti neri per poter strisciare inosservate per strada divenne una convinzione ben radicata anche in America, durante le cacce alle streghe di Salem. Perciò, un animale che un tempo era considerato con benevolenza, diventò una creatura temuta e disprezzata. Molte società del tardo Medioevo cercarono di portare i gatti all’estinzione. Mano a mano che la paura delle streghe raggiungeva i livelli paranoici, molte donne innocenti furono bruciate al rogo insieme ai loro innocui animali domestici. Una bambina nata con gli occhi troppo luminosi, con il volto più vivace del solito, con una personalità eccessivamente precoce, veniva sacrificata per timore che potesse albergare in lei uno spirito che con il tempo sarebbe diventato una strega di giorno e un gatto nero di notte. In Francia, migliaia di gatti neri vennero bruciati ogni mese, finché il re Luigi XIII, intorno al 1630, non pose fine a questa pratica vergognosa. Considerato il numero dei secoli in cui i gatti neri furono trucidati in tutta Europa, è sorprendente che il gene del colore nero non sia stato cancellato dalla specie… a meno che il gatto non abbia davvero nove vite.

LANCIO DELLA MONETINA
I secolo a.C. – Roma

ROVESCIARE IL SALE
3500 a.C. – vicino Oriente

Il sale fu il primo condimento per il cibo che l’uomo trovò a propria disposizione, e cambiò in modo totalmente rilevante le sue abitudini alimentari, che non ci sorprende affatto che l’atto di versare questo prezioso ingrediente sia diventato sinonimo di sfortuna. Subito dopo aver rovesciato il sale, un gesto che ne annulla l’effetto, come quello di gettarne un pizzico dietro la spalla sinistra, divenne una consuetudine per gli antichi sumeri, egizi, assiri e in seguito anche per i greci. Presso i romani il sale era valutato in modo talmente alto, come condimento per il cibo e come cura per le ferite, che coniarono delle espressioni che utilizzavano il termine in questione e che sono divenute parte della lingua comune. Lo scrittore romano Petronio, nel Satyricon, diceva come vituperio, che una persona era indegna del proprio sale, dato che i soldati romani ricevevano particolari gratifiche per le razioni di sale, che venivano chiamate salarium, “denaro per il sale”, che è anche all’origine del termine “salario”. Secondo gli archeologi, intorno al 6500 a.C. gli abitanti d’Europa sfruttavano attivamente quelle che si ritiene fossero le prime miniere di sale scoperte sul continente, ovvero i giacimenti austriaci di Hallsteine e di Hallstat. Oggi queste cave rappresentano un richiamo turistico, e sono situate vicino alla città di Salisburgo, che naturalmente significa “Città del Sale”. Il sale purificava l’acqua, conservava la carne e il pesce e valorizzava il sapore del cibo, e gli ebrei, i greci e i romani usavano il sale in tutti i loro sacrifici più importanti. La venerazione del sale, e il cattivo presagio che seguiva il fatto di rovesciarlo, sono intensamente immortalati nell’ Ultima Cena di Leonardo da Vinci. Giuda rovescia il sale in tavola, facendo presagire la tragedia che sarebbe seguita, ovvero il tradimento di Gesù. Storicamente, tuttavia, non esiste alcuna prova in base alla quale si possa dire che in occasione dell’Ultima Cena fosse stato versato il sale. Leonardo incorporò di proposito nella sua interpretazione la superstizione diffusa, per rendere più drammatica la scena. Questo classico dipinto, dunque, presenta due presagi di cattivo auspicio: viene versato il sale e ci sono tredici ospiti a tavola.

APRIRE L’OMBRELLO ALL’INTERNO DI UN’ABITAZIONE
XVIII secolo – Inghilterra

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Le superstizioni negative riguardanti l’ombrello ebbero inizio al tempo degli egiziani, che conferivano significati religiosi ai propri ombrelli di papiro e di piume di pavone, dalle fogge complesse. Questi primi ombrelli non ebbero mai lo scopo di proteggere dalla pioggia (che in Egitto era rara e veniva considerata una benedizione), ma servivano per riparare dal sole nella spaventosa canicola del giorno. Gli egiziani credevano che la volta del cielo fosse formata dal corpo della dea celeste Nut.  Nut toccava terra soltanto con le punte delle dita delle mani e dei piedi, mentre con il corpo formava un arco al di sopra del nostro pianeta, come un immenso ombrello. Gli ombrelli creati dall’uomo venivano considerati realizzazioni terrene di Nut, su scala ridotta, e potevano riparare unicamente il capo degli appartenenti alla nobiltà. L’ombra proiettata da un ombrello all’esterno, era sacra, e se un cittadino comune la calpestava, anche accidentalmente, questo gesto veniva considerato come un presagio di sfortuna (tale credenza veniva capovolta dai babilonesi, i quali consideravano un onore il fatto che anche soltanto un piede venisse a trovarsi all’ombra del parasole regale). Secondo gli studiosi di folklore, la credenza superstiziosa secondo la quale aprire un ombrello in casa è un augurio di sfortuna, ha un origine più recente e pratica. Nella Londra del XVIII secolo, gli ombrelli impermeabili con l’intelaiatura di metallo ebbero grande diffusione, e si potevano osservare in qualsiasi giornata piovosa. Erano dotati per l’apertura di un meccanismo a molla, rigido e scomodo da utilizzare, che rese decisamente rischioso aprirli all’interno di un’abitazione. Infatti un ombrello con le stecche rigide, che si apre all’improvviso in una stanza piccola, potrebbe ferire un adulto o un bambino, oppure frantumare un oggetto fragile. Anche un incidente non troppo grave potrebbe provocare parole sgradevoli o uno spiacevole litigio, elementi che già di per sé si possono considerare colpi di sfortuna all’interno di una famiglia o tra amici. Perciò la superstizione sarebbe nata come deterrente, affinché gli ombrelli non venissero aperti in casa.

PASSARE SOTTO UNA SCALA
3000 a.C. – Egitto

Ecco una superstizione le cui origini sembrano derivare da un consiglio pratico e ovvio; in fondo si dovrebbe evitare di passare sotto a una scala, dato che un operaio al lavoro potrebbe lasciar cadere un arnese e questo trasformarsi in un’arma letale. Tuttavia l’autentica origine di tale superstizione non ha nulla a che vedere con il buon senso. Una scala posata contro una parete forma un triangolo, simbolo che per lungo tempo era stato considerato da molte civiltà come l’espressione più comune di una sacra trinità divina. Le tombe piramidali dei faraoni, per esempio, avevano pianta triangolare. E inoltre se un cittadino comune attraversava un arco a forma di triangolo, questo equivaleva a non rispettare uno spazio sacro. Per gli egiziani, la scala era un simbolo di fortuna. Una scala liberò il dio sole Osiride che era stato imprigionato dallo spirito dell’Oscurità. La scala era inoltre uno dei simboli pittorici preferiti, per raffigurare l’ascesa degli dèi. E nelle tombe dei re egiziani venivano poste delle scale per consentire loro di ascendere verso il cielo. Secoli più tardi, i seguaci di Gesù Cristo usurparono la superstizione della scala, interpretandola alla luce della morte di Cristo. Poiché una scala era stata posata alla croce, divenne simbolo di malvagità, tradimento e morte. Passare sotto una scala significava chiamare la sfortuna su di sé. Nel 1600, in Inghilterra e in Francia, i criminali che venivano condannati al patibolo erano obbligati a passare sotto una scala, mentre il boia, chiamato il Signore della Scala, le girava intorno. Invariabilmente, le antiche culture avevano degli antidoti per le superstizioni più temute. Per una persona che inavvertitamente passava sotto a una scala o che era costretta a farlo per comodità per recarsi da qualche parte, l’antidoto prescritto dai romani era il gesto del fico. Questo simbolo, che annullava l’effetto negativo del passaggio veniva ottenuto chiudendo il pugno e lasciando che il pollice uscisse tra il dito indice e il medio. Quindi si agitava il pugno verso la scala. Chiunque sia interessato ad applicare questo antidoto ai giorni nostri deve rendersi conto del fatto che presso i romani il fico era anche un gesto fallico, che viene ritenuto il precursore dell’odierno insulto attuato con il dito medio alzato.

MALOCCHIO
Antichità vicino Oriente e Europa

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Una “brutta occhiata”, uno “sguardo che uccide”, uno “sguardo inceneritore” sono espressioni comuni che derivano da una delle paure più universali, quella del malocchio. Praticamente è stato riscontrato all’interno di tutte le civiltà. Nell’antica Roma venivano interpellati stregoni professionisti, specializzati in malocchio, per stregare i nemici di una persona. Tutti gli zingari erano accusati di possedere quel terribile potere nello sguardo, e il fenomeno era ampiamente diffuso e temuto in tutta l’India e nel vicino Oriente. Nel Medioevo gli europei erano talmente terrorizzati dal pericolo di cadere sotto l’influsso di un’occhiata malefica, che chiunque avesse un’espressione degli occhi stupefatta, folle o troppo vivace, rischiava di venir bruciato al rogo. Un caso di cateratte poteva significare la morte. Come avvenne che una tale credenza potesse avere origine indipendentemente all’interno di popoli diversi? Una delle teorie più comunemente accettate tra gli studiosi di folklore fa riferimento al fenomeno della riflessione dell’immagine sulla pupilla. Se guardiamo nell’occhio di una persona, la nostra immagine minuscola, apparirà nell’oscurità della pupilla. E in effetti la parola “pupo” o “pupa” deriva dal latino pupilla, che significa “bambolina”. L’uomo primitivo deve aver trovato strano e spaventoso il fatto di intravedere la propria immagine in miniatura negli occhi degli altri appartenenti alla tribù. Può aver creduto di correre un pericolo personale, può aver temuto che la sua immagine rimanesse li per sempre e fosse rubata da un occhio malvagio. Questo concetto è ulteriormente sottolineato dalla credenza, diffusa tra le tribù africane primitive meno di un secolo fa, che venir fotografati significasse perdere per sempre la propria anima. Gli egiziani avevano uno strano antidoto contro il malocchio, si trattava del kajial, il primo mascara della storia. Veniva usato sia dagli uomini sia dalle donne e veniva applicato a forma di cerchio o di ovale intorno agli occhi. Chimicamente, alla base di questo preparato c’era l’antimonio, un metallo, e mentre gli indovini preparavano quello con cui si truccavano gli uomini, le donne inventavano le loro formule personali a base di antimonio, aggiungendovi alcuni ingredienti segreti di loro gradimento. Perché mai il mascara avrebbe dovuto essere un antidoto contro il malocchio? Attualmente non esiste alcuna certezza al riguardo, ma dei cerchi scuri dipinti intorno agli occhi assorbono la luce del sole e di conseguenza minimizzano il riverbero riflesso all’interno dell’occhio. Il fenomeno è ben noto a qualsiasi giocatore di football americano o di baseball che si è spalmato del grasso nero sugli zigomi, prima di una partita. Gli antichi egizi, che trascorrevano molto tempo esposti all’aspra luce del deserto, probabilmente hanno scoperto questo espediente e forse inizialmente avevano inventato il mascara non tanto con intenti estetici, come si crede di solito, ma per scopi pratici e superstiziosi.

LA CICOGNA CHE PORTA I BAMBINI
Antichità – Scandinavia

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Per spiegare l’improvvisa apparizione di un nuovo bambino all’interno di una famiglia, le mamme scandinave erano solite dire ai loro figli che era stata la cicogna a portarlo. Per giustificare il fatto che la madre avesse bisogno si restare per diverso tempo a letto, a riposare, veniva detto che, prima di andarsene, l’uccello aveva beccato la mamma sulla gamba. È comprensibile la necessità di offrire delle spiegazioni ai bambini più piccoli, in occasione della nascita di un nuovo fratellino o sorellina (soprattutto quando i bambini nascevano in casa). Ma perché proprio una cicogna? I primi naturalisti scandinavi avevano studiato le cicogne e la loro abitudine di fare il nido sui camini delle abitazioni. Gli uccelli in questione, per tutta la durata della loro lunga vita, che può raggiungere anche i settant’anni, ritornavano allo stesso camino, anno dopo anno, e si accoppiavano con un unico compagno; si tratta insomma di animali monogami. I volatili più giovani prodigavano molte cure e attenzioni ai più anziani o ai genitori malati, nutrendoli e offrendo loro come sostegno le proprie ali tese. Addirittura gli antichi romani, colpiti dal comportamento altruistico della cicogna, passarono una legge chiamata Lex Ciconaria, la “Legge della Cicogna”, che obbligava i figli a occuparsi dei propri genitori anziani. Perciò la gentilezza della cicogna, unita al fatto che nidificava sul camino dell’abitazione, ne faceva una creatura ideale per far penetrare dal caminetto un nuovo nato. Per secoli, la vecchia leggenda norvegese si diffuse nei paesi scandinavi. Fu lo scrittore danese del XIX secolo, Hans Christian Andersen, per mezzo delle sue favole, a rendere famoso questo mito in tutto il mondo.

MANO DAVANTI ALLA BOCCA QUANDO SI SBADIGLIA
Antichità – Medio Oriente

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Oggi, mettersi la mano davanti alla bocca quando si sbadiglia è considerato un fondamentale gesto di buona educazione. Tale usanza però non nacque come atto di cortesia, ma piuttosto come gesto di timore, timore che con un grosso sbadiglio l’anima, e la vita stessa, potessero abbandonare il corpo. Portandosi una mano alle labbra si tratteneva all’interno la forza vitale. L’uomo primitivo aveva correttamente osservato (ma interpretato in modo sbagliato) che un neonato, nella lotta per la sopravvivenza, sbadiglia poco dopo essere nato (un atto riflesso, per far entrare una maggiore quantità di ossigeno nei polmoni). Poiché la mortalità infantile a quei tempi era altissima, i medici, che non sapevano spiegare la frequenza di tali morti, fecero ricadere la colpa sullo sbadiglio, dato che i bambini, indifesi, semplicemente non erano in grado di coprirsi la bocca proteggendosi con la mano. A dire il vero i medici romani raccomandavano alle madri di fare particolare attenzione nel corso dei primi mesi di vita e di mettere la mano davanti alla bocca del bambino ogni qualvolta questo sbadigliava. Oggi si considera inoltre un atto di educazione quello di volgere la testa altrove quando si sbadiglia. Ma la cortesia non ha nulla a che vedere con l’origine di tale usanza, né con le scuse che seguono uno sbadiglio. Gli antichi avevano correttamente osservato che uno sbadiglio è contagioso per chi vi assiste. Perciò, se uno sbadiglio era pericoloso per chi lo emetteva, questo rischio avrebbe potuto essere “preso” da altre persone e diffondersi come un’epidemia. Le scuse venivano quindi porte agli amici per averli esposti a un pericolo mortale. La scienza moderna ha spiegato lo sbadiglio come il bisogno improvviso da parte del corpo di una notevole immissione d’ossigeno, soprattutto al risveglio, quando si è esauriti fisicamente, e nelle fasi preliminari di un’attività energica. Tuttavia non esistono ancora spiegazioni fisiologiche per il fatto che lo sbadiglio sia contagioso. Sappiamo soltanto che la vista di una persona che sbadiglia giunge al centro visivo del cervello e da li viene trasmessa al centro dello sbadiglio. Perché mai si debba seguire una trafila così misteriosa è per noi altrettanto oscuro, quanto lo era lo sbadiglio stesso per l’uomo dell’antichità.

 

Bibliografia:

  • Charles Panati – Extraordinary Origins of Everyday Things (traduzione di Nicoletta Spagnol) Armenia Editore- 1996
  • Le immagini sono tratte da Internet