PRONTO SOCCORSO

PRONTO SOCCORSO

FERITE – USTIONI – CONGELAMENTI

Lesione dell’apparato cutaneo

Meccanismo diretto: Punta (può nascondere lesioni interne).
Taglio (si manifesta com’è).
Punta e taglio.

Meccanismo indiretto: Lacere (Margini irregolari – scarso sanguinamento).
Lacero contuse (cont, pestamento dei tessuti).
Arma da fuoco (lacero contusa), elevata energia cinetica.

Tipi:

  • Semplici: Escoriazioni (ferite poco profonde).
  • Gravi: Profonde – Estese e multiple – Complicate (emorragia, frattura, ritenzione di corpi estranei).
  • Pericoli: Infezioni – Emorragia
  • Occorre agire con: Lavaggio, disinfezione; impedisce il proliferare dei microrganismi.
  • Copertura (senza stringere la medicazione).

Disinfettanti:

  • Alcool Tempo di azione non meno di 20 minuti, è un vaso dilatatore, è un ottimo detergente, riservato alla cute integra – ottimo per iniezioni.
  • Acqua ossigenata È il miglior disinfettante, potente vasocostrittore, si usa anche all’interno della ferita, accelera il processo riparativo. Ha scadenza ca. 12 mesi (più bollicine più ossigeno; meno bollicine meno ossigeno).
  • Mercuriali Mercurocromo – tintura di iodio (uso esterno) altamente asciugante, indicato in escoriazioni e abrasioni, forma una pellicola sulla cute.
  • Essenze vegetali Citrosil, ecc. caratteristiche intermedie tra acqua ossigenata e mercuriali.

Ferite gravi

  • Cuoio capelluto Da taglio lacero contuso (temere una lesione del cranio).
  • Distendere il ferito;
  • Lavare la ferita;
  • Medicazione leggermente compressiva

Ferite da strappamento

  • Rispettare il lembo, medicare come sopra.

Ferite all’occhio

  • Medicazione protettiva (non in caso di ustione); va sempre coperto anche l’occhio sano.

Ferite ampie della faccia

  • (distretto anatomico ben vascolarizzato).
  • Piegare la testa in avanti per impedire al sangue di scendere nelle vie respiratorie, se il paziente è cosciente. Se è incosciente, trasportare sdraiato in posizione di sicurezza.

Ferita al torace
(talvolta in associazione a fratture costali)

  • Se è tanto profonda da raggiungere la cavità toracica, permette il passaggio dell’aria. In questo caso il sangue ai bordi della ferita ha un aspetto schiumoso e il paziente ha una notevole difficoltà a respirare (emoffisi), (di solito si ha l’afflosciamento del polmone (pneumotorace).
  •  Tamponare la ferita con una medicazione aderente per impedire il transito dell’aria;
  • ‚ Evacuare il ferito in posizione semi seduta;
  • ƒ Se incosciente o se vomita, in posizione di sicurezza sul fianco leso.

Ferite all’addome

  • Pericolo di emorragia (perforazione di visceri cavi o lesioni di organi interni, milza, fegato), infezioni del peritoneo (peritonite).
  • Sdraiare il ferito supino, testa sollevata, ginocchia flesse per diminuire il dolore rilasciando i muscoli addominali. Se incosciente o se vomita, in posizione di sicurezza;
  • Coprire il ferito;
  • Non dare da bere.

Ferite da arma da taglio

  • Pericolo di emorragia interna.
  • Non ritirare l’arma dalla ferita può provocare o aggravare l’emorragia;
  • Proteggere la ferita con medicazione;
  • enere presente la localizzazione della zona lesa per scegliere la migliore posizione da dare al ferito durante il trasporto.

In caso di ferita semplice

SI DEVE FARE :

  • Lavare abbondantemente la zona circostante ferita
  • Disinfettare la cute attorno alla ferita
  • Mettere una compressa sterile o, in mancanza, un fazzoletto pulito sulla ferita
  • Fare una fasciatura non compressiva

NON SI DEVE FARE:

  • Toccare la ferita con cose sporche ferita (mani, ecc.)
  • Serrare troppo la fasciatura

In caso di ferita grave

SI DEVE FARE :

  • Medicazione sterile

NON SI DEVE FARE:

  • Lavare, disinfettare l’interno della ferita
  • Estrarre corpi estranei conficcati nella ferita

In caso di ferita alla testa

SI DEVE FARE :

  • Medicazione molto imbottita
  • Posizione di sicurezza se in stato di incoscienza

NON SI DEVE FARE:

  • Adagiare supino il ferito in stato di incoscienza

In caso di ferita della faccia

SI DEVE FARE :

  • Medicazione sterile
  • Testa inclinata in avanti

In caso di ferita all’occhio

SI DEVE FARE :

  • Medicazione su entrambi gli occhi

NON SI DEVE FARE:

  • Togliere corpi estranei conficcati nell’occhio
  • Disinfettare

In caso di ferita del torace

SI DEVE FARE :

  • Medicazione sterile

NON SI DEVE FARE:

  • Lavare, disinfettare l’interno della ferita
  • Estrarre corpi estranei conficcati nella ferita

In caso di ferita dell’addome

SI DEVE FARE :

  • Fasciatura larga
  • Ferito sul dorso, testa e spalle sopraelevate
  • ginocchia piegate o in posizione di sicurezza. (su un lato)

NON SI DEVE FARE:

  • Dare da bere

In caso di ferita con emorragia

SI DEVE FARE :

  • Fasciatura compressiva

USTIONI

Si possono distinguere ustioni da agenti fisici e agenti chimici.

Agenti fisici:

  • Radiazione solare, infrarossa e ultravioletta.
  • Calore: fiamma, corpo solido ad alta temperatura, liquido bollente, vapore.
  • Corrente elettrica (elettrocuzione).

Agenti Chimici:

  • Sostanze acide o basiche forti (acido cloridrico, solforico, nitrico, soda caustica, calce viva).

Le ustioni, a seconda dello spessore del tessuto cutaneo interessato, possono essere distinte in:

  • Ustioni di I grado – Sono le più superficiali e si manifestano con cute arrossata (eritema), calda, con dolore e sensazione di bruciore. Guariscono spontaneamente in pochi giorni.
  • Ustioni di II grado – Sono più profonde del primo con presenza di flittene, vesciche contenenti liquido giallastro (siero). Sono molto dolorose. Se non si infettano e se trattate in modo corretto guariscono in circa due settimane senza cicatrice.
  • Ustioni di III grado – Interessano la cute a tutto spessore e spesso anche i tessuti sottostanti (muscoli – osso). La cute assume un colore biancastro, o bruno o nero. Sono in sé generalmente poco dolorose perché le terminazioni nervose vengono distrutte dall’ustione; il dolore è causato dall’ustione di primo e secondo grado presenti intorno a quelle di terzo. Non guariscono spontaneamente se non con ampie cicatrici e devono essere trattate chirurgicamente.

Fattori di gravità:

  • L’estensione della superficie ustionata rappresenta il fattore più importante di gravità, più della profondità. Ustioni che interessano gran parte della superficie del corpo sono gravissime. Un ustione estesa di secondo grado è ben più grave di una circoscritta di terzo grado.
  • L’età: nel neonato e nel bambino l’ustione è più grave in quanto la superficie cutanea è proporzionalmente maggiore; nell’anziano le condizioni generali del soggetto riducono le possibilità di guarigione.
  • La sede. Ustioni della mano, del volto, dei genitali e delle articolazioni sono più gravi esteticamente e per la funzione.
  • L’inalazione di gas tossici provocano danni polmonari.

Il grande ustionato è un paziente grave, sempre in stato di choc causato dalla perdita di plasma attraverso le zone ustionate. Inviare con urgenza ad un Centro Specializzato Grandi Ustioni. Le complicanze più temibili sono quelle polmonari e il blocco renale da accumulo di tossine da ustione (I.R.A. Insufficienza Renale Acuta). Tutte le ustioni, anche di piccola entità, possono infettarsi; l’infezione resta la complicanza più frequente e più grave. Le elettrocuzioni sono spesso lesioni di piccole dimensioni, ma in genere gravi perché sempre profonde e interessano la cute e i tessuti sottostanti.

L’ustione, anche se di piccole dimensioni, deve essere sempre trattata dal medico. Il soccorritore non deve mai aprire le flittene ne cospargere la zona ustionata con creme, pomate, polveri o disinfettanti, ma deve solamente medicarla con garza sterile fasciando delicatamente senza stringere. In caso debba passare del tempo prima dell’intervento medico, è consigliabile un impacco con acqua borica, disinfetta e calma il dolore. In caso di causticazione è sempre consigliabile lavare abbondantemente solo con acqua la lesione, sia essa causata da acido o da liquidi basici.

Nei casi di grave ustione non togliere i vestiti che aderiscono all’ustione, ma solo, se possibile, le fibbie metalliche, cinturino dell’orologio, per evitare ustioni più profonde. Proteggere le zone ustionate con materiale sterile o comunque pulito.

GRAVITA’ DELLE USTIONI

Profondità

  • I grado (semplice arrossamento della cute (eritema).
  • II grado (flittene o bolle).
  • III grado (distruzione dei tessuti fino alla carbonizzazione).

Estensione

  • Ustione importante – 9% del corpo;
  • Ustione grave – 18% del corpo;
  • Ustione gravissima – 27% del corpo.
  • La Testa rappresenta circa il – 9% del corpo;
  • Il Tronco anteriore il – 18% del corpo;
  • Il Tronco posteriore il – 18% del corpo; (superficie totale tronco 36%)
  • Arto superiore il – 9% del corpo;
  • Arto inferiore parte anteriore il – 9% del corpo;
  • Arto inferiore parte posteriore il – 9% del corpo; (superficie totale arto inferiore 18%)
  • Mano il – 1% del corpo;
  • Piede il – 1% del corpo.

COSA FARE:

  • Allontanare le vesti, fibbie metalliche quando è possibile
  • Proteggere con un telo sterile la zona ustionata
  • Avviare il ferito in un centro per ustionati

COSA NON FARE:

  • Strappare gli indumenti attaccati alla pelle
  • Usare indiscriminatamente medicamenti liquidi, pomate o polveri
  • Porre del ghiaccio sulla zona ustionata

 

COLPO DI CALORE

Consiste in un aumento anormale della temperatura corporea, per eccessivo riscaldamento del corpo, con arresto della sudorazione.

  • Mal di testa e vertigini;
  • Crampi muscolari;
  • Vomito;
  • Volto spesso congestionato;
  • Pelle secca;
  • Temperatura corporea elevata (39 – 40°).

COSA FARE:

  • Trasportare l’infortunato in ambiente fresco e ben ventilato;
  • Togliere gli abiti;
  • Tenere il capo sollevato soprattutto quando il volto appaia molto congestionato;
  • Abbassare gradualmente la temperatura corporea con compresse fredde sul capo, agli inguini, spruzzando acqua sul corpo e agitando l’aria.

ANNEGAMENTO

Se pensate che l’attività respiratoria sia cessata, iniziare la rianimazione. Ricordare però che le tecniche di respirazione artificiale servono solo se si sanno mettere in pratica, se no sono controproducenti.

Tecnica per ripristinare l’attività respiratoria:

  • Senza piegare o girare il collo della persona, cercare di scorgere o percepire la presenza di attività respiratoria. Porre l’orecchio vicino alla bocca mentre si osserva il torace;
  • Se non respira, chiudere il naso del paziente, porre la bocca sulla sua, aderendo strettamente, e iniziare con 4 getti d’aria rapidi e vigorosi, in modo da spingere l’acqua ferma nelle vie aeree nei polmoni;
  • Nei bambini appoggiare la bocca alla bocca e al naso del bambino e iniziare con 4 getti d’aria rapidi e vigorosi;
  • Non desistere, continuare la rianimazione finché la respirazione e l’attività cardiaca non riprendano;
  • Controllare il polso e ricontrollare la respirazione. Non piegare mai all’indietro la testa della persona. Quando il polso e la respirazione sono stati ripristinati, agire contro lo shock e disporre il paziente in modo da favorire il drenaggio dei liquidi.

La posizione giusta per il drenaggio dei liquidi:

Disporre la persona sdraiata sul fianco, con la testa sostenuta dal suo stesso braccio. Se non è cosciente, piegare il ginocchio della gamba superiore per evitare che scivoli in avanti.

CONGELAMENTO

Per congelamento si intendono lesioni localizzate dovute al freddo. Le zone del corpo più colpite sono le estremità degli arti, mani e piedi, (naso e orecchie) come zone scoperte.

I fattori che favoriscono il congelamento sono:

  • Immobilità prolungata,
  • Stazione eretta,
  • Scarpe o abbigliamento troppo stretti che rallentano la circolazione del sangue,
  • Stanchezza.

Sintomi:

  • Sensazione di torpore della parte interessata;
  • Formicolio, insensibilità (parestesia);
  • Tessuti freddi;
  • Stanchezza, ubriachezza;
  • Non dolore (il freddo è un potente anestetico (vasocostrittore).

Complicanze:

  • Arresto della circolazione;
  • Arrossamento passivo (sangue stagnante – contrario all’ustione;
  • Gonfiore o edema;
  • Flittene (bolle piene anche di materiale ematico);
  • Necrosi (morte dei tessuti).

COSA FARE:

  • Rimuovere ogni indumento che impedisca o rallenti la circolazione del sangue
  • Medicare come per le ferite
  • Proteggere dal freddo sia la zona lesa sia il paziente
  • Esporre la parte a sorgenti di calore (borse di acqua calda, stufe, fuoco, ecc.)

COSA NON FARE:

  • Frizionare con qualsiasi materiale (lana, stoffa, mani, ecc.)
  • Frizionare con la neve
  • Immergere in acqua calda

ASSIDERAMENTO

La notevole dispersione di calore può condurre ad una riduzione della temperatura corporea tale da portare alla morte. Ciò può verificarsi per esposizioni prolungate a temperature molto basse, ma in particolari condizioni sono sufficienti anche temperature normalmente tollerate. Ad esempio l’immersione in acqua e l’esposizione al vento favoriscono la dispersione di calore. A parità di condizioni ambientali, l’assideramento si verifica più facilmente nei soggetti ubriachi, stanchi e defedati. Si manifesta con:

  • Abbassamento della temperatura corporea;
  • Apatia progressiva;
  • Sonnolenza ingravescente;

COSA FARE:

  • Portare l’infortunato in un luogo riparato ma non eccessivamente riscaldato;
  • Oppure coprirlo per evitare ulteriore dispersione di calore;
  • Non avvicinarlo a sorgenti di calore (stufe, borse, acqua calda, fuochi);
  • Se ancora cosciente, tenerlo sveglio e somministrare bevande tiepide (thè, caffè leggero e zuccherato);
  • Se incosciente porlo in posizione di sicurezza (su un lato).

STATO DI SHOCK

Cause:

  • Perdite di liquidi organici;
  • Emorragie interne ed esterne;
  • Ustioni estese di secondo grado;
  • Sudorazione importante, vomito e diarrea;
  • Dilatazione improvvisa del letto circolatorio;
  • Dolore ed emozione violenta;
  • Traumi toracici e addominali, schiacciamento e sfracellamento di arti;
  • Malattie e infezioni generalizzate;
  • Danni dell’apparato cardio – circolatorio;
  • Arresto cardiaco, infarto miocardico;
  • Insufficienza e arresto respiratorio.

I segni dello stato di shock:

  • Il volto, le labbra e le unghie diventano pallide, le estremità fredde e sudate;
  • La respirazione è rapida e superficiale (20 – 40 respiri al minuto invece di 14 – 16);
  • il polso è piccolo (difficile da palpare) e frequente (120 – 140 battiti al minuto);
  • La coscienza è generalmente indenne, ma talvolta si riduce la sensibilità al dolore e può comparire uno stato di torpore o di agitazione.
  • In stato di choc si perde conoscenza.

Trattamento (in caso di shock)

  • Fermare l’emorragia, immobilizzare la frattura, ecc.
  • Impedire la dispersione di calore coprendo il paziente con coperte o giornali, ma mai mettere a contatto della pelle sorgenti di calore (borse acqua calda, ecc.) o frizionare.
  • Porre il paziente in posizione anti-shock, cioè col capo declive rispetto ai piedi per favorire l’afflusso di sangue al cervello e al cuore (solo se cosciente);
  • Dare da bere qualche sorso di soluzione anti-shock, (in un litro d’acqua tiepida due cucchiaini di bicarbonato di sodio, un cucchiaio di sale da cucina ed un cucchiaio di zucchero), ma NON quando si tema una lesione all’apparato digerente, ai grandi ustionati e quando non sia perfettamente cosciente;
  • Non dare mai da bere bevande alcoliche o eccitanti.

Non confondere lo stato di shock con la perdita di conoscenza (o di coma), dovuta a trauma cranico, a intossicazioni da alcool e farmaci, o malattie cerebrali generali.

In questi casi non si hanno alterazioni della pressione, per cui non vi sono variazioni del polso e del respiro, e la posizione Antico è controindicata, ma si deve usare quella di sicurezza (su un lato).

 

 

 

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