Poesie di Bruno Silvestrini

Breve cenno biografico

Bruno Silvestrini è nato a Civitanova Marche nel 1944. Vive fino all’età di ventotto anni a Porto Potenza Picena (prov. di Macerata) dove coltiva le sue grandi passioni: il mare, il calcio giocato e la lettura. Per motivi di lavoro si è poi trasferito a Verona nel 1972 dove vive tuttora con la moglie e i figli.  Pur integratosi benissimo nella città di accoglienza, è rimasto profondamente legato alle proprie origini. In tutti questi anni ha avuto modo di dare completezza alla sua principale passione, la lettura, partecipando fin dalla sua fondazione all’apertura di una biblioteca nell’ambito ferroviario dove appunto lavorava. Negli anni, insieme a diversi collaboratori ha fatto si che questa realtà divenisse un importante punto di riferimento culturale per i frequentatori. La suddetta biblioteca (informatizzata) consta oggi di circa 8.000 volumi.  (Silvano Sona)

___________________________


Morte di un poeta 

poesie-bruno-silvestrini-02
(morte di F. De Andrè)

Quando muore un poeta
il mondo impoverisce,
il cuore si fa pietra
l’animo s’indurisce.

Muore la fantasia
che colora l’esistenza;
nella vita di poesia
non se ne può far senza.

Gennaio 1999

 


        Festa della mamma

poesie-bruno-silvestrini-03

Tu sai come la penso
a proposito di feste e di regali;
pur se ti voglio un bene immenso
non mi lascio trasportare dai giornali.

L’amore non vuole la pubblicità,
il più discreto è dei sentimenti
e sa che gli fai la carità
se ti ricordi solo in quei momenti.

L’affetto non dev’esser suggerito
nei confronti dell’essere amato;
il mondo sarebbe già finito
seguendo l’interesse del mercato.

Quello che sento è troppo bello
per farlo diventare mercanzia,
perciò non voglio fare il pappagallo
correndo dietro a questa frenesia.

Si dice sempre basta il pensiero
sapendo che è una grande ipocrisia,
lo diciamo pur se non è vero
si vuole un bel regalo e così sia.

Non che non si debba fare niente,
bello è avere un piccolo ricordo
ci vuole allora qualche presente,
il cuore ai palpiti non resti sordo.

Sarebbe allora si un bel testimonio
che ricordi un nostro intimo momento,
non serve spender su un patrimonio
se esprimer deve un forte sentimento.

Verona, Maggio 1995

 


                  Nostalgia

Risultati immagini per spiagge

Quando penso a una spiaggetta
con il mare che si apre lì davanti
senza scogli che copron l’orizzonte,
perché il cuore mio sente una stretta?

Quando penso a una chiesetta
piccola, modesta, fatta a posta per pregare
con la torre lì che svetta e il mare sta a guardare,
perché il cuore mio sente una stretta?

Quando penso a un paesetto
stretto tra l’abbraccio del mare e la collina
e si còccola tra le onde e la campagna,
perché il cuore mio sente una stretta?

L’ho chiesto al cuore perché sente ‘sti sussulti;
con il battito leggero m’ha risposto: sta’ tranquillo
non ti devi preoccupare, tu sei proprio fortunato
perché non ti puoi scordare il paese dove sei nato.

Malato sarebbe chi non prova quel sentimento,
soffrirà di meno si, ma di niente sarà contento.
Questa tua non è una malattia…
ma una sana e bella nostalgia.

Porto Potenza, Agosto 1996

 


                A Gloria

Risultati immagini per gloria barbaresco

È bello tornare la sera
e rivederti, bocciolo di primavera;
accarezzare i tuoi biondi capelli
e specchiarmi nei tuoi occhi belli;

dentro riflesso io vedo un mondo
più vero, più grande e profondo;
è un limpido azzurro e placido mare
dove il mio cuore vorrebbe annegare.

Come le ali di bianchi gabbiani
fai volteggiare le piccole mani,
e mentre inseguo quel volo giocondo
nell’aria leggera anch’io stò volando.

Se questo è un sogno tu fammi sognare,
insieme a te è bello volare.
Mio splendido piccolo amore,
ch’io ti veda domani già diventato fiore.

Verona, Ottobre 1997

 


                  L’Alba

poesie-bruno-silvestrini-06

Il mattino presto vado lungo il mare
a vedere il sole che sta per spuntare,
l’orizzonte cala e un altro giorno appare,
s’accende, fa chiaro, comincia anche a scaldare.

E’ sempre uno spettacolo fatto per guardare,
non costa niente e ogni giorno stupisce;
guardo il mare, le barche ed i gabbiani
mentre il fluir dell’onde il tempo scandisce.

Che pace di santi, che serenità!
Quel che ci vuole per poter pensare,
pensare alla vita, agli affetti più cari,
momenti preziosi che son sempre più rari.

Porto Potenza, Agosto 1997

 


          Attrazione

poesie-bruno-silvestrini-07

Vorrei entrare nel tuo mondo,
vicino e lontanissimo,
come in un girotondo
mio bel sole amatissimo,

attratto io piccolo pianeta
dalla tua gravità,
mia splendida cometa
guidami nell’immensità.

Verona, Settembre 1998

 


           Il Tempo

Il declinar del tempo
non deve affrettar la vita,
ogni giorno, ogni attimo
l’essenza sia carpita.

Non con l’avidità
di averla posseduta
ma la serenità
di averla ben vissuta.

Dicembre 1999

 


          Il mio Paese

poesie-bruno-silvestrini-09

Il paese dove son nato
su una costa sta sdraiato,
dalla parte dove il sole
sorge e scalda lo stivale.

Tra le rive sue salate
e dolci colline arate
si stende questo paese
parte del maceratese.

Non ci sono monumenti
di storici avvenimenti,
questo è un posto tranquillo
non bisogna conquistarlo

anzi, è lui che ti conquista
se stai bene con la vista;
non c’è nulla di speciale
qui di bello c’è il normale.

Se uno guarda un sentimento
deve avere l’occhio attento,
non se ne può far senza
per guardar Porto Potenza.

Verona, Febbraio 1999

 


           Il primo bacio

Risultati immagini per bacio sulla spiaggia

Me lo ricordo bene il primo bacio,
il primo e bello che ci siamo dati;
quel giorno lungo il mare non per caso,
da soli a passeggiar da innamorati.

Ricordo e ricordando vedo
i tuoi begli occhi i miei fissavan,
il cuore battea forte e facea l’eco
e con il tuo senza parlar, parlava.

Vicini eravamo viso a viso
quando le labbra si sono sfiorate,
sembrava di toccare il paradiso
poi sempre più forte s’è attaccate.

Ad occhi chiusi io vedeo le stelle,
con l’animo leggero io ho volato.
Emozione per me tra le più belle.
Quel bacio non l’ho più dimenticato.

Verona, Novembre 2000

 


        A Giacinta

Ci sono giorni nella vita
che si posson dir speciali,
si contan sulle dita
gli altri son tutti uguali.

Uno di questi è stato
quando è nato un fiore
il mondo ha profumato
e gli ha dato più colore.

Verona, Ottobre 1998

 


             Lacrime

poesie-bruno-silvestrini-12

Rugiada di un animo ferito,
gocce di dolore che sgorgano
da fonti appannate
scendono rio tortuoso

a bagnare prati segnati
dai solchi del tempo
per recare sollievo
ad un’antica arsura.

Verona, Maggio 1998

 


       Un dolore

Una cosa che consuma
e fa tanto soffrire,
le lacrime sugli occhi
non ti fanno dormire.

Non ci puoi fare niente,
cerchi di non pensarci
ma è più forte di te;
sugli occhi altre gocce.

Proprio non ti da scampo,
chi ti potrà aiutare,
forse solo il tempo
il dolore potrà lenire.

Porto Potenza, Agosto 1998

 


L’Opera e l’Artista

Succede ogni mattina
quando spunta il sole,
la terra che s’illumina
e riprende colore,

colori sempre nuovi,
tavolozza è la natura,
cambia con le stagioni
e ognuna è una pittura.

L'”Artista” non si vede
e non può esser copiato,
è “Quello” che dipinge
ogni giorno il creato.

Verona, Gennaio 1999

 


      Malinconia

Ti prende tante volte
non sai neanche perché
ma senti qualche cosa
agitarsi dentro te,

avverti una stranezza,
un gran mescolamento;
non è una malattia
ma un forte sentimento.

Verona, Settembre 1998

 


          Vivere

poesie-bruno-silvestrini-16

In questo strano mondo
dove tutto è frenesia,
niente si vive a fondo
ma tutto a scappar via.

Si cerca in tutti i modi
di spostar l’eterno sonno
senza sciogliere quei nodi
per viver con più senno.

Come di ogni pietanza
non conta la quantità
così nell’esistenza
si gusta la qualità.

Verona, Febbraio 1999

 


            Giugno

poesie-bruno-silvestrini-17

(Giancarlo compie 56 anni)

I campi di grano son gialli
le spighe sono a maturazione,
il sole abbronza le pelli
è arrivata la bella stagione.

La natura è tutto un’ splendore
il giorno ora dura di più,
tutto riprende vigore
ma tu hai un anno di più.

Questa è una cosa normale,
è il ciclo che fa maturare
rende una persona speciale
se prima non la fa marcire.

Dopo tanti compleanni
non sò più cosa dirti,
solo che dopo tant’anni
rischi di rincoglionirti.

Verona, Giugno 2000

 


  Le bugie del tempo

Nei momenti di allegria
il tempo ci vola via,
ma se abbiamo un dispiacere
proprio non vuole passare.

E’ solo l’impressione
data dalla situazione
che girare fa al contrario
ogni nostro desiderio.

Forse meglio non badarci
se nulla possiamo farci;
ma cerchiamo che le pene
non ci facciano star bene,

se non possiamo far altro
cerchiam d’esser belli dentro
che è quella dolce bellezza
vera e propria giovinezza.

Guardo te con gran stupore
dentro e fuori sei un’amore;
oggi tu fai cinquant’anni…
per me hai sempre vent’anni.

Verona, 25 Giugno 2000

 


 Giorno che nasce

poesie-bruno-silvestrini-19

Vorrei veder con te
il sorgere del sole
e mentre il giorno nasce
stringerti sul mio cuore.

Porto Potenza, Agosto 2001

 


          Risveglio

poesie-bruno-silvestrini-20

A occhi chiusi me ne stavo assorto
con i pensieri volti alla memoria;
come una barca in cerca del suo porto
ho ripercorso tutta la mia storia.

Fiume impetuoso nella sua corrente
trascina via i mille ricordi,
il passato scorre nella mente
con gli affetti che non sono sordi.

Sulla sponda resto ad osservare
passar veloce tutto il mio passato,
cercare il senso di questo vagare
dalle piccole cose all’assoluto.

La ragione non trova risposta
ai grandi e ai piccoli quesiti,
ricerca vana e senza sosta
dai moderni dèi ai vari miti.

Ritorno alla realtà del presente
con i dubbi e tutte le incertezze,
un ridestarmi brusco e prepotente
nella vita vera colma di amarezze.

Verona, 16 giugno 2004

 


   Quando ti lascio

Quando giunge l’ora di lasciarsi
l’animo mio comincia a lamentarsi,
non trovo le ragioni per placarlo
l’attesa del ritorno può forse consolarlo.

Parlandogli dei giorni a noi più cari,
tacendogli di quelli tristi e amari.
Si alza nell’aria una leggera brezza
che sfiora il viso come una carezza.

Orme sulla sabbia di due innamorati
così vicine vanno avanti abbracciati.
Sale in me la malinconia,
tristezza di dover andar via.

Non solo te ora devo lasciare
dai ricordi mi dovrò staccare.
Ora osservo il fluir delle onde
realtà e sogno in me si confonde.

Verona, dicembre 2009

 


          Un sogno

poesie-bruno-silvestrini-22

Immerso nella profondità del sonno
un’eterea visione m’appare in sogno.
Una splendida signora affascinante
rapisce l’indifeso io dormiente.

I tratti dolci e lo sguardo ferino
il corpo snello e l’incedere felino,
nel suo bel paradiso mi conduce
in un’intimità sempre più audace.

In un solitario bosco ombroso
fui preso in un vortice amoroso,
i suoi più dolci frutti assaporavo
nell’estasi dei sensi mi perdevo.

Quella visione mi sta abbandonando
s’è fatto giorno, mi stò ridestando.
Invano le braccia le tendo
ma il sogno sta proprio svanendo.

A tentoni la cerco nel letto,
m’illudo che ancor mi sia accanto
ma non la trovo è proprio svanita,
forse perché l’ho solo sognata.

Vorrei molto rivederla apparire
ma da desto non più nel dormire,
perché se i sogni sono desideri
più sono forti più sembrano veri.

Verona, Gennaio 2001

 


    Onirico amore

poesie-bruno-silvestrini-23

Stanotte un’altra volta t’ho sognata,
eri vicina a me, di te io mi beavo,
sugli occhi e sulla bocca vellutata
le labbra mie su quelle tue posavo;

ti lasciavi baciare dolcemente
con gli occhi chiusi, abbandonata,
respiravo inebriato la tua pelle
dalla fragranza dolce e profumata.

Il tuo viso tra le mani mie prendevo
e ti ammiravo,  luminosa stella,
dentro di me un non so che provavo
non so dirti più quant’eri bella.

Con gli occhi ancora chiusi io speravo
fra le mie braccia t’avrei ritrovata,
c’era una bianca luna e da lontano
ci sorrideva gaia e spensierata.

Che bello era stringerti al mio petto,
ero come rapito, felice accanto a te,
poi mi son destato e sul mio letto
più non ti ho ritrovata accanto a me.

Stringevo forte il mio cuscino
con il cuore triste e desolato
sembrava tutto vero, era stupendo.
Ma era solo un sogno, che peccato.

Verona, Novembre 2001

 


             Fotografie

Guardo le foto della mia giovinezza
lontano tempo della spensieratezza,
i bordi ingialliti come foglie d’autunno
ricordi sopiti destati dal sonno.

Alterne emozioni scorrendo il passato,
le tante illusioni di un futuro dorato.
Lo sguardo si attarda con malinconia
ma la vita è sorda a ogni nostalgia.

L’album richiudo con un po’ di tristezza,
nel cuore cercando un’altra giovinezza.

Verona, Marzo 2000

 


  Inno alla purezza

poesie-bruno-silvestrini-26
(prima Comunione Gloria)

È un miracolo, un vero splendore,
al puro si aggiunge purezza
al candido un nuovo candore
e al bello ancora bellezza.

Ci s’illumina della tua luce,
gli occhi velati d’un dolce pianto;
guardandoti si perde la voce
risuona armonioso un muto canto.

Il suono di questa melodia
si può solo ascoltare col cuore,
ti rapisce e ti fa volar via,
queste note non fanno rumore.

E’ un giorno di benedizione
un raggio del cielo quaggiù;
oggi Gloria sembra un’apparizione
perché lei ha ricevuto Gesù.

Domenica 10 Aprile 2005

 


       Incontro

poesie-bruno-silvestrini-27

Un giorno un incontro
poi, il bisogno di te
come del respiro,
il respiro dell’anima.

Settembre 2001

 


   Ode al musicista

poesie-bruno-silvestrini-28

A te che hai l’animo d’artista
eclettico e valente musicista,
che voli quando sei sulla tastiera
e per creare li trovi maniera.

Riesci a trasmettere emozioni
con semplici e studiate vibrazioni;
quando esegui i tuoi componimenti
sfiorando i tasti sfiori i sentimenti.

Mentre rapito suoni melodie
nell’aria vagano dolci armonie,
usando con maestria l’arte del suono
tu dai a certi momenti un altro tono.

Verona, Dicembre 1997

 


   A un fiorellino

poesie-bruno-silvestrini-29

In un magico giardino
c’è un bocciolo di fiorellino
che ogni dì si apre alla vita
come fa una margherita,

poi la sera si riposa
anche un petalo di rosa
perché cresca sotto il cielo
forte e lungo il verde stelo.

La rugiada del mattino
lava sempre il suo visino
e si asciuga mentre sale
coi suoi raggi il caldo sole.

Su quel fiore un’ape danza
per gustarne la fragranza
poi si posa e lì si incolla
sulla splendida corolla.

Verona, Ottobre 1997

 


  Paola e Francesco

poesie-bruno-silvestrini-30

“… Quei due che ‘nsieme vanno
e paion si al vento esser leggeri…”
davanti al santo altar si recheranno
per giurar d’amarsi oggi più di ieri.

È un giorno pieno di letizia e di diletto,
l’animo leggero e lo fremente petto;
festeggiar li sposi ognun sospinse
testimoniar “di come amor li strinse”.

Promessa d’amore e lo gran giuramento
col sacro suggello ha il coronamento.
Uno dei momenti che fa tutti felici
dai diletti genitori a li parenti e amici.

Da’ la notte de’tempi “è l’amor che move ‘l mondo”,
di tutti i sentimenti il più bello e profondo,
cantato ne’ li secoli da tutti li poeti,
dipinto da’ pittori su tele e su pareti.

Delle storie d’amore una delle più toccanti
cantata fu dal sommo de’ li divini amanti,
cantò la loro storia, il lor vagar eterno
incontrati in un girone, in quello dell’inferno.

La rievocazione è per la coincidenza
che nei nomi ha la poetica assonanza.
Per ogni triste storia, legge del contrappasso,
una felice che convola a’ lo “gioioso passo”.

E li radiosi sposi dal “desiato riso”
vivano con amore il loro Paradiso,
benigna sia la sorte e serbi cose belle
giorni pieni di sole e notti piene di stelle.

Maggio 2009

 


           Sogni

poesie-bruno-silvestrini-31

La vita è una realtà
che spesso non piace
chi non sa sognar
non se ne può dar pace.

Quello che ci vuole
per far venir sereno
è l’idea del sole
e dell’arcobaleno.

Si chiama fantasia
questa capacità,
è una grande magia
che tutto può mutar.

Si può vedere il mondo
come non è mai stato,
anche se non hai sonno
lo sogni da svegliato.

Tutto si fa possibile,
tutto ti si colora
diventa realizzabile
ogni sogno, ogni chimera.

Verona, Gennaio 1999

 


    Depressione

Capita un po’ a tutti,
ora sempre più spesso
avere giorni storti
sentirsi un po’ depresso.

Incide pure il tempo
specie se il cielo è bigio,
se piove e se c’è un lampo
avere un umor grigio.

Il ritmo della vita
che corre troppo lesta
come fosse impazzita
manda fuori di testa.

A terra va il morale
anche per ‘na sciocchezza.
Se non si vuol star male
si usi più saggezza.

Verona, Gennaio 2001

 


       Diritti umani

poesie-bruno-silvestrini-33

A questo mondo c’è una grande varietà
di popoli, culture e modi di pensar;
colori della pelle, tante tradizioni,
usi, credenze e altrettante religioni..

Ogni diversità può essere una ricchezza,
se l’uomo non mostrasse ogni dì la sua pochezza.
Purtroppo è l’interesse che domina ‘sto mondo
e la massa di dannati che vada pure a fondo.

Uno più sta bene più diventa egoista
ogni suo privilegio non vuol perder di vista.
Il singolo interesse vuol esser salvaguardato
allora giù un partito, un’altro sindacato!

E quei rappresentanti  convinti paladini
trovano cosi il modo per scalar gradini.
Degli gli interessi veri che sono i diritti
pochi se ne curano gli altri stanno zitti.

Siamo in democrazia ma quello che più vale
non è la moltitudine ma la forza contrattuale.
I diritti umani non li puoi contrattare
esistono trattati ti puoi solo appellare.

Sulla carta sono diritti ma si legge carità
infatti non c’è obbligo di doverli rispettar;
serve ai politicanti per lavarcisi la bocca
ma la triste realtà purtroppo non li tocca.

Verona, Gennaio 1999

 


       La Buonanotte

poesie-bruno-silvestrini-34

Bisogna proprio che ti sposi se la vuoi tutte le sere
la dolce buonanotte che al cuore da piacere;
se ha male di testa e non te la può dare
un po’ di comprensione, cerca di pazientare.

Se proprio t’addormenti senza ‘sta consolazione,
vedrai quando ti svegli che bella… colazione!.
Anche se vai leggero quel giorno a lavorare
allora sarà a pranzo che ti farà… godere.

Però non tutti i giorni sono sempre pari,
non puoi pretender sempre i monti con i mari.
Per accontentarti vedrai che bella cena,
se non ha qualche malore, se non ha qualche pena.

Bisogna esser comprensivi con la dolce metà
vedrai che un giorno o l’altro lei t’accontenterà.
Poi a pensarci bene potresti anche arrangiarti
anche tu hai le mani… qualcosa tu puoi farti.

Porto Potenza, Agosto 1997

 


   I Sacramenti

poesie-bruno-silvestrini-35

Da quando è stato creato
l’uomo ha sempre ricercato
in tutte le cose arcane
il principio con il fine.

Con il soprannaturale
ci si raccapezza male,
anche la scienza deve cedere
perché non si può provar la fede.

Non ci sono studi che tenga
se la devozione manca,
ognuno ha una convinzione
per credenza o tradizione.

Un po’ ogni religione
raccomanda d’esser buoni
sennò il Padreterno
manda giù all’inferno.

E resti bene inciso
se si vuole il paradiso.
Buon cristiano si vuol diventare
il vangelo bisogna seguire;

c’è tutta una liturgia
con la sua simbologia,
non bastano buoni sentimenti
ci sono tutti i Sacramenti.

Per il peccato originale
il Battesimo ci vuole;
la coscienza hai da pulire?
La Confessione devi fare;

dopo che ti sei spurgato
puoi anch’esser Comunicato;
son tante le tentazioni
il demonio vuol la dannazione.

La fede c’è da rafforzare
allora ti devi Cresimare;
seguendo poi tutti i precetti
sulla via buona ti metti.

Tenta ancora quel demonio
cosi arriva il Matrimonio.
Finita ogni tentazione
eccoti… l’Estrema Unzione.

Verona, Aprile 1999

 


   Sposalizio

poesie-bruno-silvestrini-36

C’è un’aria sottile
un clima speciale
da un campanile
una musica sale

è un suono festoso
che invita a riunirsi,
un evento gioioso
sta per realizzarsi.

Una coppia di sposi
va verso l’altare,
procedon leggeri
che sembran volare.

Lei tutta di bianco
è proprio raggiante
Lui al suo fianco…
li ammira la gente.

Le madri commosse
hanno umidi gli occhi,
si appoggiano i padri
treman loro i ginocchi.

C’è l’emozione
di tutta una vita
dalle preoccupazioni
alla gioia infinita.

 

Verona, Febbraio 2001

 


   Santa Lucia

poesie-bruno-silvestrini-37
(a Federico)

Stò passando con i doni
per premiare i bimbi buoni;
dimmi tu come sei stato?
Quanti doni hai meritato?

Sò che con i tuoi amichetti
siete a volte discoletti;
con la mamma sei obbediente?
Come, non mi dici niente?

Se lo chiedo al tuo papà
tu lo sai che mi dirà?
Anche i nonni sentirò
così poi deciderò.

Cerca sempre d’esser buono
non per guadagnare un dono
ma perché la tua bontà
da a tutti tuoi felicità.

Verona, 12 Dicembre 2001

 


          Il Telefonino

Lo scopo principale di tutta l’umanità
quella di conquistare un po’ di felicità.
Cosi per realizzar quel sogno
la scienza aiuta a ogni bisogno.

A seguir quest’ideale è sempre più impegnato
cosi il “telefonino” adesso s’è inventato.
È un giocattolino che porta sempre appresso,
chi ancora non ce l’ha può anche passar per fesso.

È una necessità non se ne può far a meno
ma ora lo si usa senza più nessun freno.
Ci vuole parsimonia con ogni nuova invenzione,
imparare ad usarla con senno e educazione.

In ogni luogo vai, te li senti squillare,
può succeder anche dove si va a pregare.
Non c’è più pace per chi vuole star tranquillo,
si deve trovare un modo più giusto per usarlo.

A sentire i fatti altrui adesso sei obbligato
poi si fanno leggi per difendere il privato.
Forse è il bisogno che c’è di comunicare,
la gente si sente sola e lo vuole far sapere.

Porto Potenza P., Agosto 2002

 


  La nostra primavera

poesie-bruno-silvestrini-39

La parte più importante è già passata
ora ci resta qualche scampoletto;
è tanta l’esperienza accumulata
ma vien sonno quando si va a letto!

Per noi che ogni giorno è sempre festa
il più è ormai preda del passato
per viver bene la vita che ci resta
pensiamo a qualche sogno irrealizzato.

Ad ogni età cambiano l’esigenze
ogni volta bisogna adeguarsi
mettendo a frutto le esperienze
non star sempre li a lamentarsi.

Ogni frutto ha la sua stagione,
le essenze, gli aromi e quell’odore
che a respirarlo da tant’emozione
come quando che nasce un amore.

La luna s’alza quando viene sera
e le chiome si tingono d’argento;
ma dentro che sia sempre primavera
anche quando di anni ne avremo cento.

Verona, 27 Giugno 2004

 


       All’Ospedale

Un giorno mi reco all’ospedale
perché un dottore mi deve visitare;
in un corridoio aspetto a sedere
chi passa soffrendo mi tocca vedere.

Ognuno una storia, tante tribolazioni;
chi aspetta una visita, chi rassicurazioni.
Facce preoccupate di chi aspetta un referto
e quelle serene che tornano all’aperto.

Nel quotidiano si va sempre correndo
famiglia, lavoro, e tanto altro facendo;
sempre di fretta tanto affacendati
poi ci si ritrova tutti quanti ammalati.

Sarebbe bene fare una riflessione,
che ogni giorno non sia dannazione:
se si vuole evitare un po’ di malanni,
si viva la vita senza tutti ‘sti affanni.

Verona, marzo 2005

 


Ho pensato di aggiungere alle mie modestissime rime, alcune poesie “molto spiritose” scritte da un poeta dialettale mio conterraneo “Giovanni Pastocchi”  tratte dal suo libro: “Mondesando mia“. Ho cercato di tradurle senza snaturarne il senso, conscio che comunque nella traduzione si perde certamente quella verve insita nel linguaggio dialettale. Qualcuno ha detto che: “Il dialetto è la capacità emozionale di un popolo”; chi entra nella realtà dialettale entra nell’intimità di un popolo.   Buona lettura


           La Gallina

poesie-bruno-silvestrini-41

Alla signora Margherita altolocata
gli era venuta in mente una pensata;
siccome che avea letto sul giornale
che gli alimenti spesso fanno male,

che la carne da taglio è rovinata
(per non parlar di quella scatolata),
che non c’era più la sicurezza
della genuinità, della freschezza,

decise di mandar fuori in campagna
il marito suo, Antonio Coppamagna,
per andare a comprar da qualche contadina
un pollo, un coniglio, una gallina,

cosi da mangiar, cotto all’istante,
qualcosa di nostrano e di ruspante.
Antonio va… arriva in una cascina
mentre nell’aia era la contadina
ch’era ancora giovane e carina
e aveva giusto preso una gallina,
e ora sotto il braccio la teneva
se no… accidenti… gli scappava.

Lui si ferma li… con la “berlina”;
lei…sente un non so che… lungo la schiena…
Antonio, tutt’elegante e signorile,
gli fa… con l’aria sua dolce e gentile:

“Buona sera, signora, scusate…
per diecimila, che… voi me la date?”.
“E ve la dò si” – gli disse Nina –
“basta… che mi tenete la gallina!”.

 


Gli Acini di Granturco

poesie-bruno-silvestrini-42

Una brutta sera d’inverno un vecchietto
stava seduto attorno al caminetto,
intanto che la moglie Teresina
finiva di riassettare la cucina.

Pasquale, mentre ciccava il suo tabacco,
cominciò a dire: “Son proprio stracco.
Vorrei sbagliarmi, cara Teresina,
ma sento che la fine s‘avvicina;

però, prima d’andarmene e lasciarti,
una brutta confessione devo farti:
con la moglie…di Antonio Paccafico..
una decina di volte… t’ho tradito”.

Mentre che si assestava la pannella,
Teresa gli disse: “Qualche marachella…
anch’io, Pasquale, laggiù…dietro quella fratta…
con il Fattore… ebbè… anch’io l’ho fatta..

e ogni volta che un corno ti piantavo…
un acino di granturco… mi scansavo”.
Il marito con gli occhi stralunati,
gli domandò: quanti… ne hai scansati?

“Ora il numero preciso non lo sò…
li tenevo in un sacchetto sul comò,
anche se a dirlo… ora… non son contenta…
Pasquale… ti ci ho fatto la polenta”.

 


     La Confessione

poesie-bruno-silvestrini-43

A confessarsi di ogni venerdì
andava Marietta dai frati Cappuccini;
questa volta però non ha cuore
d’andarsi a presentar dal confessore.

Alla fine gli tocca rassegnarsi
e piena di paura va a inginocchiarsi.
“Dimmi cosa hai fatto, in nome del Signore!”
“Padre… ho una pena che mi pesa qui nel cuore…;

col mio ragazzo, domenica passata,
siamo andati a fare una scampagnata.
Ci siamo messi all’ombra di una pianta,
lui mi sbaciucchiava tutta quanta

e io… or mi vergogno a confessarme…
gli ho messo una mano… tra… le gambe”.
Il frate non sapea che cosa dirgli…
una grossa punizione dovea dargli…

“Hai da purificar coll’acqua santa
la mano peccatrice: tutta quanta!”
Maria, dopo che avea detto la preghiera,
si avvicinava giù all’acquasantiera.

In quel momento… eccoti Giovanna:
“Che stai facendo?” – questa gli domanda.
“Giovanna mia, se sono stata tonta!”
E tutta la faccenda gli racconta…

Pure la penitenza che gli ha dato:
cinquanta avemarie… per quel peccato!
Mentre che raccontava, Marietta
si lavava coll’acqua benedetta.

L’amica sua, piuttosto preoccupata,
gli fa: “Maria, non esser esagerata…
con quell’acqua non far tanti sciacquismi
che a me… mi farà far… i gargarismi!!”.

 


       I Regali degli Sposi

poesie-bruno-silvestrini-44

“Cosa gli hai fatto Maria, allo sposo tuo,
quand’è stato il compleanno suo?”
“A quel matto mio di Vincenzino?
Lo sai cosa gli ho fatto? Un bel bocchino”.

Sapessi quant’è rimasto soddisfatto!”
“Beh… il bocchino…anch’io glielo fatto”.
Allora, Teresina… fammi pensare’…
Ecco! Una bella pippa gli devi fare!”

“La pippa, beh… sarebbe una cosa bella…
però… gli ho già fatto… pure quella.
Gli uomini… sai com’è, Marietta mia,
se non gli fai qualcosa…scappan via;

se non gli dai ogni tanto un contentino
con questi birbantacci… va a finire
che il fidanzamento può andar male.
Gli vorrei fare… qualcosa di speciale,

qualcosa che lo tocca sull’orgoglio!”.
“Allora… gli devi far… un portafoglio;
vedrai Teresa, quanto gli piacerà!”.
“Un portafoglio? Ma… come si fa??”.

 


              Al Mercato

poesie-bruno-silvestrini-45

Un mercoledì al mercato una donna,
sceglieva in una bancarella
un paio di mutande e una pannella;
poi disse all’uomo che era a spander:
-“Scusi, quanto me le mette ‘ste mutande?”
L’uomo gli rispose senza alcun impaccio:
“Alle donne belle non gliele metto… gliele caccio!”.

 

___________________________

 

 

 

 

 

Sponsor

Runnerman
Straviareggio
Hotel Cangrande
Dal Colle
Trabucchi
Hote Bareta
Supermercati Grisi
Bonamini
Hotel Brusco
Pagliarini
Km Sport
Mordillo
Monteverde
LOV
Phyto Garda Medical Line
Marzo: 2019
L M M G V S D
« Gen    
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031

Commenti recenti

© 2016 - corrillasi.it