Aforismi sulla Saggezza

(a cura di Bruno Silvestrini)

 

Omnis homo naturaliter scire desiderat – L’Uomo per sua natura desidera conoscere.

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Verba volant scripta manent – Le parole si involano ciò che è scritto resiste nel tempo.

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Resti sereno nel dolore l’animo sempre, e tieni pura da smodata allegria la tua letizia. (Orazio)

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Se vuoi arricchirti non accrescere i tuoi averi ma sfronda i tuoi desideri. (Epicuro)

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Facis de necessitate virtutem – Fai di necessità virtù. (S.Gerolamo)

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Non sciupare il bene che hai col desiderio di quello che non hai. (Epicuro)

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Sono felice perché amo ciò che ho, non perché ho ciò che amo. (L. Tolstoi)

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Per quanto tu sia saggio poniti sempre al di sotto dell’ignorante.

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La conoscenza è più vicina al silenzio che non alla parola.

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Il linguaggio è un impoverimento del pensiero.

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Il domandare è la metà del sapere.

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Che genere di conoscenza abbiamo del mondo esterno? – Fino a che punto l’esperienza dei sensi ci rivela il mondo che abitiamo? – Se la conoscenza concessaci dall’esperienza sensibile ci sembra dubbia, quale altro genere di conoscenza è in nostro potere raggiungere? – Può il ragionare darci conoscenza? – In tal caso, quali sono le condizioni alle quali il ragionare deve soddisfare? Distinzione fra il mondo quale è veramente e il mondo che ci appare; distinzioni fra apparenza e realtà. Nella ricerca filosofica lo spirito umano si libera da ogni vincolo. Non ostacolato da limitazioni del soggetto e non disturbato da influenze esterne, lo spirito non riconosce nessun’altra legge oltre quella dettata dal suo ragionamento. Questa attività disinteressata dello spirito perfettamente libero è un bene, uno dei beni più grandi di cui l’essere umano possa godere. Il fatto che non vi sia nessuna ragione speciale per scegliere una strada piuttosto che un’altra, rende appunto la scelta difficile, come si dice del troppo logico asino del filosofo Buridano (1300-1350), il quale, posto fra due mucchi di fieno ugualmente grandi e succulenti, morì di fame per l’incapacità di decidere per quale ragione avrebbe dovuto procedere in una direzione piuttosto che nell’altra.

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Dio dammi l’umiltà di sopportare le cose che non posso cambiare; dammi il coraggio per cambiare le cose che posso cambiare; l’intelligenza per distinguere i due tipi di cose. (S. Francesco d’Assisi)

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La filosofia è uno strumento di libertà. Appartiene a tutti e non soltanto al filosofo. Ovviamente è una pratica difficile, qualche volta anche angosciosa, ma è l’unica pratica attraverso la quale potremo riscoprire in pieno la nostra umanità.

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Nessuno più cerca le proprie origini, la propria identità. I linguaggi stanno scomparendo sostituiti da una lingua poverissima di vocaboli che serve soltanto ad esprimere bisogni e istinti elementari. Senza parole i pensieri inaridiscono e volano via, senza musica i sentimenti si spengono, restano soltanto fracasso e solitudine. La furbizia soppianta l’intelligenza e il sesso l’amore.

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I fatti non registrati non esistono. Quanti massacri, quanti terremoti avvengono nel mondo, quante navi affondano, quanti vulcani esplodono e quanta, quanta gente viene perseguitata, torturata e uccisa! Eppure, se non c’è qualcuno che raccoglie una testimonianza, che ne scrive, qualcuno che fa una foto, che ne lascia una traccia in un libro, è come se questi fatti non fossero mai avvenuti! Sofferenze senza conseguenza, senza storia. Perché la storia esiste solo se qualcuno la racconta. È una triste constatazione; ma è così ed è forse proprio questa idea – l’idea che con ogni piccola descrizione di una cosa vista si può lasciare un seme nel terreno della memoria. (Tiziano Terzani)

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Perché voler conoscere il proprio futuro? Se fossero cose belle, sarebbe una piacevole sorpresa. Se fossero cose brutte, si comincerebbe a soffrirne assai prima che accadano.

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Si può intuire il futuro dai segnali del presente. Il segreto risiede solo nel presente. Se si presta attenzione al presente si potrà migliorarlo. E se si migliora il presente, anche ciò che accadrà dopo sarà migliore. Ogni giorno porta con sé l’eternità.

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Noi uomini ci lagniamo spesso che i bei giorni siano così rari e i cattivi così frequenti; ma a torto. Avessimo sempre un cuore disposto a godere il bene che Dio ci accorda ogni giorno, avremmo anche la forza sufficiente per tollerare il male quando ci tocca.

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Quando raccontiamo, a volte con enfasi i nostri successi, i nostri viaggi, le nostre soddisfazioni ci attiriamo bene o male, poco o tanto le invidie di chi ci ascolta. Occorre sempre quel pizzico di modestia e di rispetto verso gli altri che non possono raccontare altrettanti successi e soddisfazioni.

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A molta gente serve l’approvazione altrui per convincere se stessi: hanno bisogno di vedersi con gli occhi degli altri.

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Il piacere si assapora gustosamente, bisogna serbare la padronanza di sé, la libertà del proprio spirito di fronte ad esso: possederlo, non essere posseduto. (Aristippo)

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L’uomo è uomo, e quel po’ di senno che può avere non vale che poco o nulla quando la passione infuria e uno si trova spinto agli estremi limiti dell’umanità.

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Non bisogna continuare a voltarsi indietro rimpiangendo il passato, si rischia di fare la fine di Orfeo ed Euridice; il poeta si voltò a guardarla e la donna fu ricondotta nell’Ade. Che fatalità!

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Le prepotenze del dio denaro, le volgarità dei suoi assai plebei adoratori, e, soprattutto, le viltà dei suoi poco nobili chierici.

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Sia la ragione che la coscienza possono essere paragonate a un muscolo. Se non lo si usa, esso si indebolisce sempre più e si atrofizza.

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Dovremmo essere aperti a tutte le gioie invece a volte ci guastiamo i giorni con stupidaggini, per poi accorgerci, troppo tardi, di averli irrimediabilmente perduti.

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Molti genitori sbagliano con i propri figli perché credono di sapere ciò che è meglio per loro. Ma questo è il loro destino.

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I consigli di vera saggezza suonano sempre troppo semplici. E’ questo il guaio, per questo non si seguono.

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Non ci sono tanti momenti magici nella vita, e dev’essere un’arte prolungarli, foss’anche soltanto il tempo di un breve istante.

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Viene un momento in cui diventiamo padri dei nostri padri… e in cui capiamo che resta poco tempo prima che diventiamo figli dei nostri figli.

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Spesso nella vita dobbiamo fare scelte che ci ripugnano ma che non ci lasciano alternativa. E’ un mondo duro e spietato quello in cui viviamo, governato dall’arbitrio e dal caso.

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Noi indossiamo panni diversi quando passiamo da un paese caldo a uno freddo. E così è la nostra visione del mondo.

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Predicando l’uguaglianza dei maschi e delle femmine, gli psicologi pensavano di avere liberato la donna dalle eterne frustrazioni, ma ritengo sia sempre valida la conclusione di Ninocka che gridava: “viva la differenza”. (E. Biagi)

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Il legame con una terra si crea indelebilmente nella gioventù, con la curiosità del mondo, con l’impatto dei primi piaceri e dei primi dolori. Ma se qualcuno mi chiedesse cosa sia l’attaccamento alla terra risponderei con Sant’Agostino con la fede: “Se non mi si chiede cosa sia lo so, ma se mi si chiede non lo so”.

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Siamo cresciuti con regole che hanno alterato il rapporto con la realtà, che l’hanno anzi nascosta. Fin da quando eravamo bambini è cominciata una operazione di estraneamento. Ti hanno obbligato a essere un buon scolaro, un buon marito, un buon cittadino, un buon genitore, un individuo irreale, ti hanno messo davanti un modello idealizzato nel quale eri costretto a specchiarti e che hai tradito in ogni occasione. Per questo ti senti colpevole. (F. Fellini)

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La natura umana è ricca di contraddizioni ma obbedisce a due costanti. Una è l’amore di sé, che definiamo egoismo; l’altra è l’amore verso gli altri, che definiamo moralità. Queste due costanti possono sembrare anch’esse contraddittorie ma non lo sono: la prima, da sola, darebbe vita a un essere diabolico; la seconda, da sola, a un essere angelico. Soltanto da una loro equilibrata convivenza nella stessa persona nasce la condizione umana.

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Il primo quarto della vita è trascorso prima che se ne sia conosciuto l’uso; l’ultimo quarto scorre ancora dopo che si è cessato di goderne. Dapprima noi non sappiamo vivere, ben presto non lo possiamo più: e nell’intervallo che separa queste due estremità inutili, il tempo che ci resta è consumato dal sonno, nel lavoro, nel dolore, nelle difficoltà, nelle pene di ogni specie. La vita è breve, non tanto per il poco che dura, quanto per il fatto che, di questo poco tempo, noi non ne abbiamo quasi la possibilità per gustarne.

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Non è forse senza ragione che attribuiamo a ingenuità e ignoranza la facilità a credere e a lasciarsi persuadere: mi sembra infatti d’aver appreso una volta che il credere era come un’impressione che si produceva sulla nostra anima; e quanto più essa è malleabile e meno resistente, tanto più facile era imprimervi qualcosa: “Ut necesse est lancem in libra ponderibus impositis deprimi, sic animum perspicuis cedere”. (Cicerone, Academia, II, XII)

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La libertà è la “ratio essendi” della legge morale, ma la legge morale è la “ratio conoscendi” della libertà. Poiché se la legge morale non fosse prima pensata chiaramente nella nostra ragione, noi non ci terremmo mai autorizzati ad ammettere una cosa come la libertà (benché questa non sia contraddittoria). Ma se non vi fosse libertà, la legge morale non si potrebbe assolutamente trovare in noi. (I. Kant; Critica della ragion pura)

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Quanto più l’anima è vuota e senza contrappeso, tanto più facilmente si piega sotto il peso della prima persuasione. Ecco perché i fanciulli, il popolo, donne e malati sono più soggetti ad essere menati per il naso. (M. De Montaigne, Saggi)

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La vita è fatta di rarissimi momenti di grande intensità e di innumerevoli intervalli. La maggior parte degli uomini, però, non conoscendo i momenti magici, finisce col vivere solo gli intervalli. (F. Nietzsche; Umano, troppo umano)

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La base della virtù è il riconoscimento degli altri, della loro diversità. E’ l’uomo che rende umano l’uomo.

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Il costante uso della mente, la filosofia non come pratica accademica, ma come modo di vivere (lebensphilosophie). Una pratica che riguarda dunque ogni singolo uomo nel suo rapporto con il mondo. Che lo porta a preservare il proprio giudizio sulle cose; ad accettare le condizioni date, e allo stesso tempo a cercare continuamente le ragioni per cui vale la pena di sentire, pensare, immaginare. (Hans George Gadamer)

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Non c’è al mondo condizione così triste che non potesse confrontarsi con altre di gran lunga peggiori

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Noi nasciamo, per così dire, due volte: L’una per esistere, e l’altra per vivere. (J.Rousseau; Emilio)

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Quando si è troppo criticati, ci si può pure lamentare, ma qualche volta bisogna chiedersi anche perché.

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Un genitore saggio lascia che i figli commettano errori. E’ bene che ogni tanto si brucino le dita. (Gandhi)

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Di fronte all’oceano dell’irrazionale, la ragione è un’isola mai sufficientemente protetta dalla eventualità di essere sommersa. (I. Kant)

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Chi agisce non può ritenersi responsabile solo delle sue intenzioni, ma anche delle conseguenze delle sue azioni. (M. Weber; L’etica della responsabilità)

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Ci si abbandona al pianto e ci si lascia andare al riso, e in questo essere sopraffatti viene meno la padronanza che si ha sul proprio corpo.

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L’anima che non ha uno scopo stabilito si perde: di fatto essere dappertutto è non essere in nessun luogo.

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Si può tollerare l’ignoranza ma non si può accettare la sua glorificazione, ne tanto meno il suo diritto di governarci.

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Ragionare con la mente e ragionare con il cuore. Con la ragione c’è un comune terreno di confronto, con il cuore e i sentimenti non c’è confronto.

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La ricchezza più grande è quella che è in te, che puoi portarti sempre dietro, che puoi dare anche agli altri senza impoverire te stesso.

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Non c’è civiltà che non abbia in sé una certa dose di barbarie e non c’è barbarie che non abbia in sé qualche germe di civiltà.

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Civiltà significa legge, ordinamenti politici, certezza del diritto. Soprattutto arte, letteratura, poesia; attività dello spirito.

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La differenza sostanziale tra la scienza medica attuale e l’arte medica: la prima si occupa esclusivamente di sopprimere la malattia, la seconda di assecondare la salute. La prima conosce soltanto la patologia e la conseguente terapia; la seconda si preoccupa del paziente e della prevenzione. (Hans George Gadamer)

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Il metafisico ragiona per deduzione partendo dalla sua stessa soggettività. Lo scienziato, invece, ragiona per induzione, basandosi sui fatti forniti dall’esperienza. Il metafisico procede dalla teoria ai fatti, lo scienziato dai fatti alla teoria. Il metafisico spiega l’universo secondo se stesso, lo scienziato spiega se stesso secondo l’universo. (Jack London, Il tallone di ferro)

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Le nostre azioni non sono sempre così importanti come noi naturalmente supponiamo; i nostri successi e i nostri insuccessi non importano molto, dopo tutto. Persino ai grandi dolori si può sopravvivere; preoccupazioni che sembra debbano metter fine alla felicità per tutta la vita, col passare del tempo si attenuano, fino a che diventa quasi impossibile ricordarne l’intensità. (Bertrand Russell)

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I motivi che determinano le nostre azioni non sono sempre così altruistici come ci appaiono. Non sopravvalutiamo i nostri meriti. Non aspettiamoci che gli altri si interessino a noi come noi stessi. Non immaginiamoci che la gente si interessi tanto a noi da nutrire un particolare desiderio di perseguitarci. (Bertrand Russell)

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Strappi dolorosi, laceranti, che ti rimangono dentro come ferite aperte, incancreniscono, fanno male. Ma allora come guarire? Non credo molto alle terapie della psiche. Sono uno di quelli che credono che la vita stessa, vissuta in tutta la sua interezza, che ti può guarire. A Korogocho sei costretto a ridimensionare i tuoi problemi, i tuoi drammi, e capisci che sono piccole cose davanti ai drammi della gente. Ho anche sperimentato quanto i poveri riescono a guarire ferite, a rimarginare le lacerazioni con una celerità impressionante. È la vita che vince, nonostante la morte che ci circonda. (Alex Zanotelli)

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Accostare alla distinzione tra credenti e non credenti quella tra pensanti e non pensanti. La religiosità del dubbio e del mistero, dell’intelligenza umiliata che non ha trovato una risposta alle domande ultime. “Sono un laico che sente di non aver mai tagliato i legami con la “religione dei padri”. Credo di non essermi mai allontanato dalla religione dei padri, ma dalla chiesa. Me ne sono allontanato ormai da troppo tempo per tornarvi di soppiatto all’ultima ora”. Il rifiuto di un gesto furtivo, di un passo non coerente e timoroso, di un umano opportunismo dell’ultima ora. Il mistero e la frustrazione di non poterlo penetrare con la ragione. Quando sento di essere arrivato alla fine della vita senza aver trovato una risposta alle domande ultime, la mia intelligenza è umiliata. E io accetto questa umiliazione. La accetto. E non cerco di sfuggire a questa umiliazione con la fede, attraverso strade che non riesco a percorrere. Resto uomo della mia ragione limitata – e umiliata. So di non sapere. Questo io chiamo “la mia religiosità”. Non so se è giusto, ma in fondo coincide con quello che pensano le persone religiose di fronte al mistero. (Norberto Bobbio)

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È una visione priva di fantasia la convinzione che la ricchezza sia la materia di cui sono fatti tutti i sogni. Ci sono anche altri mondi. Altri tipi di sogno. Mondi in cui il riconoscimento non è l’unico barometro dell’intelligenza e del valore umano. … L’unico sogno che vale la pena di avere è quello di vivere mentre sei in vita e morire solo quando arriva la morte. Amare. Essere amati. Non dimenticare mai la propria insignificanza. Non assuefarsi mai all’indicibile violenza e alla grossolana disuguaglianza della vita intorno a te. Cercare la gioia nei posti più tristi. Inseguire la bellezza fin dentro la sua tana. Non semplificare mai le cose complicate e non complicare mai quelle semplici. Rispettare la forza, mai il potere. E, soprattutto, guardare. Cercare di capire. Non distogliere mai lo sguardo. E mai, mai dimenticare. (Arundhati Roy, Guerra è pace)

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Fare le cose utili, dire le cose coraggiose, contemplare le cose belle: ecco quanto basta per la vita di un uomo. (T. Eliot)

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Ogni epoca si è riconosciuta in nozioni, in parole chiave, in concetti che hanno espresso in modo sintetico ed essenziale la sua sensibilità e il suo tono emozionale. Il Seicento ha sondato la passione, il Settecento il sentimento e il pathos, l’Ottocento lo spirito e il cuore, la prima metà del Novecento la vita.

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Prova a domandare a un palestinese o a un ebreo perché si odiano. Ti risponderanno che si odiano perché si sono sempre odiati, ti sarà difficile trovare qualcuno che ricordi le origini dell’odio e, anche quando lo trovasse, non ti offrirà spiegazioni plausibili. L’odio resiste nella memoria come abitudine. E’ possibile eliminare le abitudini? Credo di si, con la ragione, con l’amore e soprattutto con la solidarietà.

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Senza memoria non c’è vita. La nostra memoria è la nostra coerenza, la nostra ragione, il nostro sentimento, il nostro agire. Senza di essa non siamo nulla.

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Plutarco racconta: Un ateniese che essendo analfabeta, per incidere il nome di Aristide sugli Ôstraka, si rivolse proprio a lui. Alla domanda di Aristide: se conoscesse l’uomo che voleva mandare in esilio, il cittadino rispose di no, ma era stufo sentir dire che era un uomo giusto; al che Aristide scrisse il proprio nome nelle liste e non disse più nulla.

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Passeggiare per me ha sempre significato riflettere e sognare, pensare al mio passato, farmi ricco di notizie e immaginare il mio futuro. A chi passeggia si accompagna sempre qualcosa di spirituale che lo mette in condizioni di accogliere con gioia e benevolenza ogni incontro inatteso.

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Un tempo i morti nutrivano i vivi. Sapevi che c’era una base fatta di memoria, tradizione, innovazione sulla quale appoggiarsi. Oggi tutto fluttua: le cose serie, quelle intelligenti e le cretine. Tutto sullo stesso piano.

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Asclepio (figlio di Apollo) Esculapio per i romani, è considerato il padre della medicina. Ebbe dalla dea Atena due fiale contenenti il sangue della Medusa (fàrmacon). Con le gocce del lato sinistro era in grado di resuscitare i morti e con quelle del lato destro poteva uccidere i vivi.

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L’errore di Averroè, l’ipotesi d’una divinità che freddamente opera entro un mondo eterno, sembrava portar via al devoto la risorsa di un dio fatto a sua immagine e che prodiga agli umani le sue collere e le sue bontà. L’eternità dell’anima, errore di Origene, indignava perché riduceva a poca cosa l’immediatezza dell’avventura umana: l’uomo voleva certo che gli si aprisse davanti una immortalità felice o infelice di cui era il responsabile, ma no che si estendesse a ogni cosa una durata eterna in cui egli era pur non essendo. L’errore di Pitagora, che permetteva di attribuire alle bestie un’anima simile alla nostra per natura ed essenza, irritava ancor più il bipede implume che ci tiene ad essere il solo vivente a durare sempre. L’annunciato errore di Epicuro, cioè l’ipotesi che la morte è un fine, sebbene più conforme a ciò che osserviamo nei cadaveri e nei cimiteri, ferire sul vivo non solo la nostra avidità di stare al mondo ma l’orgoglio che scioccamente ci assicura che meritiamo di restarvi. Tutte queste opinioni erano considerate offesa a Dio; in realtà si rimproverava loro soprattutto di attentare all’importanza dell’uomo.

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…Bastava ridiscendere dalle idee pure ai sentimenti tortuosi del comportamento umano, e la paura ancor più dell’orgoglio diveniva il motore primo delle esecrazioni. L’ardire del filosofo che predica il libero gioco dei sensi e tratta dei piaceri carnali senza disprezzarli mandava in bestia la folla, soggetta in questo campo a molte superstizioni e ad una maggiore ipocrisia. …Le convenzioni volevano che nessun fuoco, nessun supplizio fossero sufficienti ad espiare una licenza così atroce, precisamente perché l’audacia dello spirito sembrava aggravare quella del corpo. …L’indifferenza del saggio per il quale ogni paese è patria e qualsiasi religione è un culto a suo modo valido parimenti esasperava quella folla di prigionieri; se quel filosofo rinnegato, che non rinnegava tuttavia alcune delle sue vere credenze, rappresentava per tutti loro un capro espiatorio, era perché ciascuno un giorno, segretamente o talora perfino senza accorgersene, aveva desiderato uscire dal cerchio in cui sarebbe morto rinchiuso.

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Il ribelle che si ergeva contro il proprio principe provocava nella gente ligia all’ordine costituito un moto di egual furia.(M. Yourcenar; Opera al nero)

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L’ignoranza può essere considerata come qualcosa che si frappone sulla via della libertà, sulla via di quel libero modo di vivere da raggiungere per mezzo della conoscenza e dell’indagine. (Socrate)

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Un imbecille può essere un genio e un genio un imbecille, a seconda delle circostanze. Il caso ha la meglio su tutto.

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Metafisica significa letteralmente “dopo la fisica” il libro ha ricevuto questo titolo perché un antico editore lo pose dopo la fisica nella sua collezione delle opere aristoteliche.

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Eratostene – fu direttore della biblioteca di Alessandria dove insegnò Euclide metafisica, e vi studiò anche Archimede.

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Lo stato ideale sarebbe quello in cui tutti sapessero virtuosamente comandare da vecchi, dopo aver virtuosamente obbedito da giovani. (Aristotele)

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Avere sempre voglia di aggiungere un pizzico di poesia alla propria vita, guardare il mondo con occhi nuovi, di rileggere i classici, di riscoprire che il sole sorge, che in cielo c’è la luna e che il tempo non è solo quello scandito dagli orologi.

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Essere esteti. Il guardare, come l’ascoltare la musica, o il leggere dei buoni libri, è una via di accesso alla spiritualità.

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Niente può essere costante se non deriva da un principio ben stabilito. (Cicerone, Tusculanae disputationes)

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Sonzogno, Bompiani, Mondadori, Rizzoli. Gente spesso venuta dal basso. C’era una famosa battuta di Raffaele Mattioli: “Arnoldo, non ti dispiacere di aver fatto la quinta elementare, tanto Rizzoli ha solo la prima”.

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Finché una legge non stabilisce che essere onesti è un reato, gli onesti possono stare abbastanza tranquilli.

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Tutti sembra abbiano l’idea esatta di come dobbiamo vivere la nostra vita. E non sanno mai come devono vivere la loro.

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Gli aerei impongono la loro limitata percezione dell’esistenza; essendo una comoda scorciatoia di distanze, finisce per scorciare tutto: anche la comprensione del mondo. Si lascia un paese e al tramonto si è già dall’altra parte del mondo. Ma un paese è anche tutta una sua diversità e uno deve pur avere il tempo all’incontro, deve pur fare fatica per godere delle conquiste. Tutto è diventato così facile oggi che non si prova più piacere per nulla. Il capire una cosa è una gioia, ma solo se è legato a uno sforzo. Raggiunti in aereo senza il minimo sforzo nell’avvicinarli, tutti i posti diventano simili: semplici mete separate fra di loro solo da qualche ora di volo. Le frontiere, in realtà segnate dalla natura e dalla storia e radicate nella coscienza dei popoli che ci vivono dentro, perdono valore, diventano inesistenti per chi ci arriva e parte dagli aereoporti… Gli aereoporti, isole di relativa perfezione anche nello sfacelo di alcuni paesi in cui si trovano, si assomigliano tutti; parlano nello stesso linguaggio internazionale che dà a ciascuno l’impressione di essere arrivato a casa. Invece si è arrivati in una qualche periferia da cui bisogna ripartire… per un centro che è sempre lontanissimo. Le stazioni ferroviarie invece no, sono vere, sono specchi delle città nel cui cuore sono piantate. Le stazioni stanno vicino alle cattedrali, alle moschee. alle pagode o ai mausolei. Una volta arrivati lì, si è arrivati davvero. (T.Terzani; Un indovino mi disse)

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Quando tutti i giorni diventano uguali è perché non ci si accorge delle cose belle che accadono nella vita ogni qualvolta il sole attraversa il cielo.

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Avere una meta ci fa sentire vivi. Ci fa sopportare i giorni tutti uguali. Sognare aiuta a mantenersi vivi.

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La giovinezza è felice perché ha la capacità di vedere la bellezza. Chiunque sia in grado di mantenere la capacità di vedere la bellezza non diventerà mai vecchio. (F. Kafka)

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Nello scritto ippocratico (V, IV sec. a. C.) sulle arie, le acque e i luoghi (cap.16) si dice che per la salute più dei farmaci conta l’aria che si respira, l’acqua che si beve, l’ambiente in cui si vive…

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Tutto nella vita è sofferenza. Si nasce provocando sofferenza, si muore soffrendo. Si soffre per quel che si vuole, si soffre per paura di perderlo quando lo si ha.

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Inseguire e decifrare e organizzare il significato della vita può sommergere il fatto stesso di poterla vivere. (H. Melville, Moby Dick)

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Il silenzio è una grande scoperta… mi accorsi che anche la grandiosa bellezza della natura era nel silenzio. Guardavo le stelle e sentivo il loro silenzio; la luna non faceva rumore e anche il sole si levava e tramontava senza nemmeno un bisbiglio. Mi parve che, questo del silenzio, fosse un diritto naturale che ci era stato tolto. Pensai a quanta parte della vita se ne va, calpestata dalla cacofonia che ci siamo inventati con l’illusione che ci faceva piacere o compagnia. Ciascuno dovrebbe, ogni tanto, riaffermare questo diritto al silenzio, per risentire se stesso, per riflettere e ritrovare un po’ di sanità.

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La tristezza e la rabbia nelle storie delle persone con il loro tipo di vita, con le relazioni con gli altri esseri umani. Ecco i criteri da prendere in considerazione nel valutare il livello di sviluppo di una società! Altro che prodotto interno lordo o reddito pro capite! Con quale metro si misura la ricchezza di avere nella propria vita di una persona su cui contare, con cui guardare avanti e indietro, con cui spartire le gioie e i dolori? Una persona magari incontrata da giovani, con cui si è cresciuti di pari passo e con cui sarebbe bello invecchiare assieme.

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La televisione del dolore e quasi sempre del disonore. Mogli e mariti, madri e figlie, fratelli e sorelle, fidanzati, in fila, smaniosi di sputtanarsi davanti a un condominio allargato. L’estasi del pettegolezzo spacciato per afflato del patire comune, l’Italia trasformata in una popolazione di prefiche e di casi umani.

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La vita scorre come un fiume, da una parte il passato da cui tutti sembra voler fuggire, dall’altra il futuro verso cui tutti credono di dover correre. Su quale sponda la felicità?

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Non si ha che pochissime volte nella vita l’occasione di essere eroi, ma si ha tutti i giorni quella di non essere vili. (J. F. Kennedy)

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Vengo da un mondo povero dove la gente era relativamente contenta, e mi ritrovo in un mondo di ricchezza e comodità dove però tutti sono infelici.

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A volte c’è qualcosa che mi impedisce di abbandonarmi alla profondità del sonno. Anche quando mi addormento è sempre un sonno breve, leggero, da cui mi sveglio per risentire quella presenza, per guardarmi intorno e non vedere niente. Nessuno.

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Si dovranno sempre misurare, pesare, dedurre e diffidare delle deduzioni ottenute, stabilire nell’errore qual è la parte del vero e tenere conto nel vero dell’eterna presenza del falso.

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Si vede scomparire la vecchia saggezza. Quando ero piccolo, nelle grandi famiglie c’era sempre qualcuno che conosceva le erbe mediche e le sapeva trovare in un bosco, poi preparava amarissime pozioni contro la tosse e metteva degli impiastri caldi sul petto per far passare la bronchite. L’aver messo la scienza su un piedistallo ha fatto si che tutto ciò che non è scientifico ci appaia ridicolo e spregevole e abbiamo così messo da parte tante pratiche che invece potevano esserci utili.

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Ci sono solo tre eventi nell’esistenza di un uomo: la nascita, la vita e la morte; e l’uomo non sa di nascere, muore soffrendo, e si dimentica di vivere. (La Bruyère, Caratteri)

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A furia di cercare di prevenire ogni pericolo, si finisce per creare una società timorosa di tutto e prigioniera del sospetto. Vedendo rischi ovunque, alla fine se ne inventano di inesistenti. La conseguenza è una società paranoica. I nostri antenati affrontavano molti più rischi e imprevisti di noi, ma erano capaci di accettarli e rielaborarli, facendoli diventare materia della loro esistenza. Noi cerchiamo soli di evitarli. La nostra società manca di una cultura dell’imprevisto, della sofferenza e delle avversità.

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Ai grandi, se voi dite “Ho visto una bella casa in mattoni rosa, con dei gerani alle finestre e dei colombi sul tetto, loro non arrivano a immaginarla. Bisogna dire: “Ho visto una casa di cento milioni di lire”, e allora esclamano: “Come è bella!”

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Una parte d’incertezza fa bene alla nostra vita. Ci consente il gusto della sorpresa e della scoperta. Se la nostra vita fosse del tutto preordinata, la monotonia ci annienterebbe. Inoltre, reagendo a un incidente o a un pericolo, spesso scopriamo in noi risorse insperate. Le situazioni a rischio infatti sono momenti di verità, producono una sorta di rivelazione di sé che è importante per la nostra vita.

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Se vi capita di passare là, vi supplico, non vi affrettate, fermatevi un momento sotto le stelle! E se allora un bambino vi viene incontro, se ride, se ha i capelli d’oro, se non risponde quando lo si interroga, voi indovinerete certo chi è. Ebbene, siate gentili! Non lasciatemi così triste: scrivetemi subito che è tornato… (Antoine De Saint Exupery – Il Piccolo principe)

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I bizzarri pianeti degli adulti: quello del re che per esistere aveva bisogno di comandare, poco importa se sul suo pianeta non c’era che lui; quello del vanitoso che si accorgeva degli altri soltanto se si dichiaravano suoi ammiratori. (Antoine De Saint Exupery – Il Piccolo principe)

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Ogni giorno è una moltitudine di giorni, un giorno dopo l’altro. Noi camminiamo attraverso noi stessi incontrando ladroni, spettri, giganti, vecchi, giovani, mogli, vedove, fratelli adulterini. Ma sempre incontrando noi stessi. (Joyce, Ulisse)

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Una volta accettata la consapevolezza che anche fra gli esseri umani più vicini continuano a esistere distanze infinite, si può evolvere una meravigliosa vita fianco a fianco, se quegli esseri riescono a amare questa distanza tra loro, che rende possibile a ciascuno dei due di vedere l’altro, nella sua interezza. (Rilke, Lettere)

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L’individuo non può raggiungere la presa esistenziale tramite la sola conoscenza scientifica, per far questo egli ha bisogno di simboli, ossia di opere d’arte che “rappresentino situazioni esistenziali”.

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Uno dei bisogni fondamentali dell’uomo è l’esperienza significativa delle sue situazioni esistenziali e lo scopo dell’opera d’arte è di conservare e trasmettere i significati. (C. Norberg Schulz: Genius Loci – Paesaggio Ambiente Architettura) – (Genius Loci, spirito del luogo).

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Immaginazione: dal latino “immaginatio”, trad. in greco “phantasia”. Aristotele intende una facoltà intermedia fra la sensibilità e l’intelletto, che ha la funzione di produrre, evocare o combinare immagini indipendentemente dagli oggetti.

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Consigli per una vita saggia

Passa tranquillamente tra il rumore e la fretta e ricorda quanta pace può esserci nel silenzio. Finché è possibile, senza doverti abbassare, sii in buoni rapporti con tutte le persone. Di la verità con calma e chiarezza e ascolta gli altri, anche i più noiosi e gli ignoranti. Evita le persone volgari ed aggressive; esse opprimono lo spirito. Se ti paragoni agli altri corri il rischio di far crescere in te orgoglio ed acredine, poiché sempre ci saranno persone più in basso o più in alto di te. Sii prudente nei tuoi affari, perché il mondo è pieno di tranelli, ma ciò non acciechi la tua capacità di distinguere la virtù; molte persone lottano per grandi ideali, e dovunque la vita è piena di eroismi. Sii te stesso. Soprattutto non fingere negli affetti e neppure sii cinico riguardo all’amore, poiché a dispetto di tutte le aridità e disillusioni esso è perenne come l’erba. Accetta benevolmente gli ammaestramenti che derivano dall’età, lasciando con un sorriso sereno le cose della giovinezza. Coltiva la forza dello spirito per difenderti contro la improvvisa fortuna. Ma non tormentarti con l’immaginazione. Molte paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine.

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La fantasia è semplicemente il contatto con una dimensione in cui ha diritto di cittadinanza esclusivamente il “vissuto”, non importa se ricordato, inventato, immaginato; ciò che conta è la realtà delle emozioni e del sentimento, perché solo le emozioni e il sentimento, sono in grado di rendere reale ciò che li ha suscitati, provocati. (Federico Fellini)

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“Noi non guardiamo più la realtà ma la rappresentazione che ne viene fatta attraverso l’occupazione massiccia degli audiovisivi; come per i cibi: non ci accorgiamo più della differenza tra un sapore reale e uno artificiale”. (Ermanno Olmi)

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Quante belle persone si incontrano senza che ce se ne accorga; e quante belle cose non si notano sulla via che uno fa ogni giorno, tornando a casa!

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Infinite sono le inquietudini che il corpo ci procura per le necessità del nutrimento; e poi ci sono le malattie che, se ci capitano addosso, ci impediscono la ricerca della verità; e poi esso ci riempie di amori e passioni e paure e immaginazioni di ogni genere, e insomma di tante vacuità e frivolezze che veramente, finché siamo sotto il suo dominio, neppure ci riesce, fermare la mente su cosa veruna. Guerre, rivoluzioni, battaglie, chi altri ne è cagione se non il corpo e, le passioni del corpo?

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Tutte le guerre scoppiano per acquisto di ricchezze; e le ricchezze siamo costretti a procurarcele per il corpo e per servire ai bisogni del corpo. (Platone; Fedone, 66, 67)

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Quello di prendersi tempo è una cura semplice per i mali dell’anima, ma che pochi sembrano permettersi facilmente.

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Lungo i sentieri che nessuno ha percorso, rischia i tuoi passi, nei pensieri che nessuno ha pensato rischia la tua intelligenza. (sui muri del teatro Odeon di Parigi, maggio 1968).

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Se ho un bambino è come se dicessi: sono nato, ho assaporato la vita e ho constatato che è così buona da meritare di essere moltiplicata.

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L’orecchio non ascolta altro nome più dolce della verità; “Cosa bella e durevole è la verità o ospite. Eppure, inculcare questo convincimento non pare facile”. (Platone)

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Si narra che Platone abbia visto un tale che giocava ai dadi e l’abbia rimproverato: costui oppose che la posta era piccola. Platone di rimando: “Ma l’abitudine non è cosa piccola ”.

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“Cualquiera tiempo pasado fue mejor” (Jorge Manrique, Coplas) – Ciò che ci ha entusiasmato nella prima parte della vita diventa, con gli anni, memorabilmente bello e perduto.

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“Pecunia si uti scis ancilla est – si nescis domina” – Il denaro se sai usarlo, è tuo servo; se non sai diventa il tuo padrone.

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Non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma non sappiamo neanche ciò che ci è mancato prima che arrivi.

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Il miglior amico è quello con cui puoi stare seduto in un portico o camminare insieme, senza dire una parola, e quando ci si lascia è come se fosse stata la migliore conversazione mai avuta.

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Le persone più felici, non necessariamente hanno il meglio di ogni cosa; solo traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino.

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Quando siamo nati stavamo piangendo e tutti intorno a noi sorridevano, dobbiamo vivere la nostra vita in modo che quando moriremo, saremo noi gli unici a sorridere e tutti intorno a noi a piangere.

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La natura si vendica sugli uomini che non la rispettano e per pura ingordigia distruggono ogni tipo di armonia.

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Il peccato originale nasce nell’attimo in cui l’uomo discerne il bene dal male, nell’attimo in cui nasce la sua coscienza morale.

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Quando una domanda non ha una risposta corretta, c’è una sola risposta. L’area grigia tra il si e il no. Il silenzio.

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Il correre sempre più velocemente è diventato il nostro modo di essere. Tutto è ormai una corsa. Si vive senza più fare attenzione alla vita.

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“Ho pensieri mortali, oh vano errare degli uomini, che fanno essere a un tempo il destino e gli dèi. Perché se c’è il destino, che bisogno c’è degli dèi. E se invece il potere è degli dèi, il destino non è più nulla”. (da: “Ipsipile” di Euripide)

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Solo quando non so dove andare so che arriverò da qualche parte. Solo quando ho una meta so che non arriverò mai. In realtà i migratori non vanno da nessuna parte, i migratori ritornano, sempre e soltanto. Il loro andare e venire è un perpetuo ritorno.

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Se tutto dipendesse dal destino nessuna azione sarebbe imputabile e quindi nessuna morale sarebbe possibile.

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Se uno vive senza mai chiedersi perché vive, spreca una grande occasione. E solo il dolore spinge a porsi le domande.

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Non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono sciocchezze: sarebbe una tragedia se lo credesse.

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Non è bene che una cosa che vive duri troppo a lungo, che duri oltre il tempo e l’epoca che spetta a ciascuna cosa. Questa vivrebbe nel dolore, in un tempo che non è il suo. Ha le sue radici nella solitudine.

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Dolore, risentimento, tenerezza, sensi di colpa, di rimorso, di rimpianto… modi con cui giungiamo a conoscere noi stessi. La gente dice che il tempo aiuterà; ma il tempo, l’affievolirsi del ricordo, fa paura. Non si deve dimenticare.

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Vita brevis, ars longa, experimentum periculosum, judicium difficile: La vita è breve, l’arte è lunga, l’esperimento pericoloso, il giudizio difficile. (Ippocrate)

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Come arrivano lontano i raggi di una piccola candela, così splende una buona azione in un mondo malvagio. (W. Shakespeare)

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Fino all’adolescenza, la memoria ha più interessi per il futuro che per il passato, sicché i miei ricordi del paese non erano ancora stati idealizzati dalla nostalgia.

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Quando ti metterai in viaggio per Itaca/devi augurarti che la strada sia lunga/fertile in avventure e in esperienze. Soprattutto, non affrettare il viaggio/fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio/ metta piede sull’Isola, tu, ricco/senza aspettarti ricchezze da Itaca. (Kostantinos Kavafis)

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Dobbiamo dire ai nostri figli come ci piacerebbe che fossero. Non perché lo diventino, ma semplicemente perché noi dobbiamo dirglielo. È una specie di nostro dovere di genitori. Ad esempio dobbiamo dir loro di mangiare verdura perché è sano e giusto mangiare verdura. Di leggere Proust perché a noi piace. Dobbiamo dir loro cosa ci sembra giusto e sbagliato, che cosa ci piace e non ci piace.

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Gli uomini hanno inventato la ragione che è un sistema di regole che consente di distinguere il vero dal falso e, con la ragione, hanno inventato la morale che consente di discernere il bene dal male. Questo tentativo di discernimento segnò l’inizio della vicenda umana, ma insieme la sua sconfitta che avvenne proprio intorno all’albero della conoscenza del bene e del male.

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Ad avvalorarci nella persuasione che nel mondo ci sia bisogno di filosofia, più di quanto si possa credere, concorre il riscontro della richiesta di specifici testi nelle biblioteche e librerie, oltre all’apertura di corsi su una disciplina, antica quanto l’uomo, incline a porsi domande sul senso delle cose. L’antitesi Oriente Occidente, con tutte le sue diversità; il contrastante modo di vivere la realtà dell’uomo pre-tecnologico e di quello attuale; la parola autorevole delle grandi menti del passato da Platone, a Nietzsche, Heidegger e Jaspers, solo per citarne pochi fra i molti, fanno da guida e controcanto al viaggio dentro l’anima dell’uomo, “dalla psicoanalisi alla pratica filosofica”. Ippocrate affermava che: “Il medico che si fa filosofo diventa pari a un dio”. “Nella casa di psiche (ovvero dentro la nostra anima) ha preso dimora un ospite inquietante che chiede, con una radicalità finora sconosciuta, il senso dell’esistenza. Gli altri ospiti, che già abitavano la casa, obiettano che la domanda è vecchia quanto il mondo, perché, dal giorno in cui sono nati, gli uomini hanno conosciuto il dolore, la miseria, la malattia, il disgusto, l’infelicità e persino il disagio della civiltà a cui prima le pratiche religiose, poi quelle terapeutiche, con la psicoanalisi in prima fila, hanno tentato di porre rimedio. L’ospite inquietante però insiste nel dire che nell’età della tecnica la domanda di senso è radicalmente diversa, perché non è più provocata dal prevalere del dolore sulle gioie della vita, ma dal fatto che la tecnica rimuove ogni senso che non si risolva nella pura funzionalità ed efficienza dei suoi apparati. L’uomo soffre per l’insensatezza del suo lavoro, per il suo sentirsi soltanto un mezzo nell’universo dei mezzi, senza che all’orizzonte appaia una finalità prossima o una finalità ultima in grado di conferire senso. Sembra infatti che la tecnica non abbia altro scopo che il proprio autopotenziamento. Visto che la psicoanalisi sembra inadeguata, atta soltanto alla rimozione del dolore, pur curando le sofferenze dell’anima, è indispensabile il ritorno alla filosofia, perché fin dagli albori, la filosofia non ha esitato a rimettere in questione il mondo. Volgarizzando il concetto, potremmo dire che la psicoanalisi è il medico curante, mentre la filosofia è lo scienziato che studia l’essenza, la ragione profonda della malattia, non esitendo a “mettere in questione il mondo”. Galimberti nel suo libro: “La casa di psiche” sottolinea come l’amore nasca, in quanto dialogo, tra due esseri, mentre il dolore “si radica nell’assoluta individualità”. Di conseguenza, “l’analisi del dolore è innanzitutto un’analisi del linguaggio e della visione del mondo che lo ospita. Le modalità del suo descriversi sono uno spaccato di filosofia della storia”. Conducendoci attraverso un suggestivo viaggio nel tema del dolore, il saggio prende note profondamente umane, col problema del malato affidato ad altri per le cure (la delega). La domanda del filosofo si fa sempre più accorata: “Che tipo d’uomo si va preparando quando le parole del dolore sono affidate alla competenza e alla tecnica?” E questo inaridimento, questa minaccia di inquietudine che preoccupa il saggista, timoroso di vedere l’uomo ridotto a una specie di viandante “che non disponendo di mappe, affronta le difficoltà del percorso a seconda di come di volta in volta esse si presentano e con i mezzi al momento a sua disposizione”. Siamo sollecitati a una “riflessione etica”, visto che gli strumenti filosofici sembrano essere gli unici idonei in un umano cammino sempre più irto di contraddizioni.
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“Ad Atene facciamo così” (discorso di Pericle agli ateniesi)
“Qui ad Atene, noi facciamo così. Il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi, per questo è detto democrazia. Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private. Ma in nessun caso si avvale delle pubbliche cariche per risolvere le sue questioni private. Qui ad Atene noi facciamo così. Ci è stato insegnato a rispettare i magistrati e ci è stato insegnato a rispettare le leggi, anche quelle non scritte la cui sanzione risiede soltanto nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di buon senso. La nostra città è aperta ed è per questo che noi non cacciamo mai uno straniero. Qui ad Atene noi facciamo così”.

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Il coraggio assume varie forme. C’è il coraggio morale, e poi ne esiste un tipo più nobile: il coraggio di affrontare il dolore, di convivere con esso senza farlo sapere agli altri e tuttavia trovare la gioia nella vita, alzarsi ogni mattina con l’entusiasmo per la nuova giornata. (Howard Cosell)

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L’insicurezza dell’uomo, la sua esigenza di trovare un’anima illuminata che gli assicuri che esiste un disegno più grande di lui.

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Ogni conquista porta all’autonomia e da gioia, ma ogni autonomia è traumatica perché porta al distacco e alla separazione.

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Un uomo intelligente da al mondo più di quanto riceve, uno furbo cerca di prendere il più possibile e dare in cambio il minimo indispensabile.

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La ragione dev’essere ragionevole, la filosofia deve cercare la verità buona, la scienza deve spiegare l’universo nel quadro di quel disegno intelligente che promana dalla sapienza e dall’amore del Creatore. Quanto alla libertà, è stata concessa all’uomo affinché i figli di Adamo “liberamente” scelgano di realizzare il disegno di Dio. Questo è il nocciolo del problema. Ma qui, inevitabilmente, la visione della Chiesa si scontra con quella laica la quale non riconosce attributi alla ragione né alla scienza né alla libertà. Non accetta – la visione laica – uno statuto ancillare alla filosofia, alla ricerca scientifica, alla libertà. La visione laica ha grande rispetto per le persone di fede; ne ha molto meno per la fede ipocrita, proclamata ma tradita nella vita pratica; ma postula l’autonomia e riconosce i limiti della ragione. Una ragione autonoma e non ancillare non si pone il problema di puntellare una fede ma proclama anzi la propria incompetenza in materia. La ragione non insegue un senso ultimo né una verità ultima e assoluta. Il suo senso è la vita, la nostra vita. Molti dei valori cristiani ed evangelici coincidono con la morale laica; il rispetto della vita, l’amore del prossimo, la difesa dei deboli dalle prevaricazioni dei prepotenti, l’anelito verso la pace e la fratellanza, la libertà dell’individuo che non nuoccia alla libertà altrui. La visione laica ammira l’insegnamento di Gesù di Nazareth come ammira quello socratico e quello del Budda.

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Pensare e studiare sono attività da svolgere con senso di libertà, secondo uno spirito di autonomia, senza paura del giudizio degli altri. Il modo personale di affrontare lo studio è piacevole se si segue il ritmo dei propri pensieri e si osserva il funzionamento della propria mente.

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Vivere nella verità è possibile soltanto a condizione di vivere senza pubblico. Nell’istante in cui qualcuno assiste alle nostre azioni, volenti o nolenti ci adattiamo agli occhi che ci osservano, e nulla di ciò che facciamo ha più verità. L’uomo è una cosa in privato e un’altra in pubblico.

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Nella società attuale è facile anche annoiarsi. Progetti per il futuro, ideali e sentimenti sono carenti. Troppi divertimenti, troppi svaghi che dopo un po’ stancano e allora si cercano emozioni sempre più forti. Ne “I fiori del male” Charles Baudelaire scrive: “Ma tra gli sciacalli, le pantere, le cagne… nell’infame serraglio dei nostri vizi, ve n’è uno più brutto, più maligno, più immondo!

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Benché non dia in grandi gesti, né in alte grida, volentieri farebbe della terra una rovina e in uno sbadiglio inghiottirebbe il mondo: è la Noia” !

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Non si può mai sapere che cosa si deve volere perché si vive una volta soltanto e non si può confrontarla con le proprie vite precedenti, né correggerle nelle vite future.

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Illuminismo – idee immortali che parlano al nostro tempo. Difendere quei valori significa anche liberarli da alcuni dogmatismi: è sbagliato, per esempio, imporre la tolleranza con la forza. L’intolleranza, il fanatismo e l’oscurantismo, che sono i tradizionali nemici dell’illuminismo, conquistano ogni giorno nuovi spazi. Difendere l’illuminismo significa anche criticarlo. Gli irrigidimenti e gli stravolgimenti del progetto illuminista vanno combattuti, perché certo dogmatismo si ritorce inevitabilmente contro l’illuminismo stesso. La scienza è certamente figlia dell’illuminismo, perché incarna la nostra liberazione dal peso delle tradizioni e delle credenze. Ma quando essa vuole essere padrona del mondo, quando pretende di dettare le finalità della società, allora le sue conseguenze diventano negative. La scienza che diventa scientismo, proponendosi come unica regola morale della società, può avere effetti disastrosi. Un’altra deriva pericolosa è quella di chi, in nome dell’universalismo, pensa di poter imporre con la forza un ideale generoso come quello dell’illuminismo. In passato, lo pensava il dispotismo illuminato, che impediva al popolo di fare le proprie scelte. Oggi, lo pensano coloro che s’illudono d’imporre la democrazia e la tolleranza con la forza. L’illuminismo invita gli uomini a formulare e a scegliere da soli le norme a cui deve aderire. Questo passaggio dalla sottomissione all’emancipazione rappresenta una svolta senza precedenti, che ancora oggi è bene tenere a mente.

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Vivere significa vedere. Il vedere è limitato da due confini: la luce forte che acceca e il buio totale. Gli estremi significano i confini oltre i quali la vita termina, e la passione per l’estremismo, in arte come in politica, è un desiderio di morte assoluta.

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L’Europa è un continente frammentario, con molti stati, ciascuno con le proprie tradizioni, culture, religioni. Sono mondi simili, ma differenti. Per Hume, tale pluralismo ha abituato gli europei all’osservazione e alla critica degli altri, ma anche di se stessi. Inoltre, nella tradizione europea c’è un riconoscimento dell’individuo all’interno della società. Ciò ha consentito la nascita della democrazia, che è figlia dell’illuminismo, vale a dire un ordine politico che riconosce contemporaneamente l’autonomia del popolo e quella dell’individuo. Il progetto illuminista non è monolitico. Al suo interno si discute molto e le posizioni sono spesso distanti. All’epoca, ad esempio, Rousseau era percepito come un nemico degli enciclopedisti. Anche Gianbattista Vico era considerato un anticartesiano, quindi lontano dai principi dell’illuminismo. Dal principio d’autonomia che rifiuta le tutele esterne deriva la critica della religione, intesa come forza che controlla lo spazio sociale. Voltaire, infatti, attacca la Chiesa perché è un’istituzione che tortura e condanna chi si allontana dal dogma. Egli però non è ateo. Come non lo sono Lessing, Kant o Rousseau, il quale ad esempio combatte contro il materialismo determinista di chi nega la dimensione spirituale dell’uomo. Per gli illuministi, che spesso si rifanno alla religione naturale, è però importante liberare la società dalla tutela delle religioni, sul terreno della conoscenza, che dev’essere sempre libera, come su quello dell’educazione o della giustizia. In pratica, preparano la separazione tra Stato e Chiesa. Per quanto riguarda la religione come esperienza interiore, essi difendono la più completa tolleranza religiosa. Per gli illuministi, tutte le religioni vanno rispettate. Per loro non esiste più un’unica religione data da Dio una volta per tutte. Essi affermano la libertà di scelta e di coscienza. Nel mondo esistono numerose credenze e tutte meritano rispetto. L’illuminismo si oppone sempre al fanatismo religioso. Chi vuole impedire la critica alle religioni va contro un principio fondamentale dell’illuminismo, per il quale tutto deve poter essere criticato. Tuttavia, lo stesso illuminismo ci insegna che non possiamo imporre i nostri valori agli altri con la violenza, perché ciò significa rifiutare agli altri quella libertà che rivendichiamo per noi stessi. La libertà di coscienza non può essere imposta senza domandarsi cosa pensino gli altri. All’intolleranza si risponde con la tolleranza. È una posizione difficile, ma è la sola coerente. Non possiamo comportarci come coloro che condanniamo. Ciò è purtroppo avvenuto molte volte in passato. Anche nel secolo dei lumi, quando gli europei nelle colonie non rispettavano assolutamente i principi di libertà e uguaglianza proclamati nei loro paesi, mantenendo i colonizzati in uno stato di inferiorità.

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Nelle varie trasmissioni televisive si sente di tutto e il contrario di tutto, dallo sport alla politica, dal dolore alla goliardia. Non c’è idea che non trovi chi la contrasta. Sembra che la gente viva, se non nella più completa anarchia delle cose, almeno in quella del pensiero.

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Emerge un uomo piccolo piccolo con le sue contraddizioni, delusioni, manie e fissazioni. Giovani senza ideali e adulti adulterati, offrono uno spettacolo che non lascia speranza. Ogni predicatore ha a disposizione il suo pulpito e può costruire la sua chiesa. Parlano di verità che trovano corrispondenza solo nella loro opinione.

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Anch’io, come tutti rimpiango la giovinezza perché solo i vent’anni hanno le ali. Solo a vent’anni sogniamo, incuranti se i nostri sogni si avvereranno o resteranno sospesi in quel limbo delle chimere che è il loro fatale approdo.

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Secondo Aristotele, più delle ricchezze sono i desideri che bisogna saper controllare, perché “senza limite è la natura del desiderio”.

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La filosofia è una forma di dilettantismo. Chiunque per tanto che abbia letto, parla di cose su cui non si è preparato abbastanza. (U. Eco)

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È difficile guidare la fragile barca della nostra esistenza senza una direzione e un porto dove approdare.

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Ritengo fondamentale una dignitosa povertà che ci fa distinguere ogni giorno l’essenziale dal superfluo. (Ermanno Olmi)

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Anche l’ultimo dei cretini è in grado di far domande cui il più intelligente degli scienziati non è in grado di rispondere.

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Ritiratevi in voi, ma prima preparatevi a ricevervi. Sarebbe una pazzia affidarvi a voi stessi se non vi sapete governare. C’è modo di fallire nella solitudine come nella compagnia. (Michel de Montaigne)

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Non esistono decisioni sbagliate, ma solo le loro conseguenze e gli insegnamenti che riusciamo a trarne.

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“Virtutem primam esse puta compescere linguam” – La prima virtù consiste nel frenare la propria lingua. (Catone)

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Si può benissimo non restare neutrali, cioè schierarsi, mantenendosi fedeli all’imparzialità. Essere imparziali non significa non dare ragione a nessuno dei due contendenti, ma dare ragione all’uno o all’altro, o magari torto a tutti e due, a “ragion veduta”, “si può essere imparziali senza essere neutrali.

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Il consumismo fa vivere un’esistenza vuota e senza ideali, nell’illusione di trovare la felicità nel futile e nell’inutile. È difficile pensare quando ti imbottiscono il cervello di niente.

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Perché le donne preferiscono essere belle piuttosto che intelligenti? – Perché tra gli uomini ci sono più idioti che ciechi.

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Nel Gorgia (482 a.C.) di Platone, Socrate dice a Callicle: “Per quanto mi riguarda, amico mio, preferirei che una quantità di gente si dichiarasse in disaccordo con me, piuttosto che essere io, dentro di me, in disaccordo e in contraddizione con me stesso”. In un altro dialogo, alla fine di una dimostrazione logica, i discepoli lanciano un grido di vittoria per aver “conquistato” la verità. La dialettica era l’arte del saper ragionare, di adeguarsi alle strutture della realtà deducendo verità da verità. il dialogo, cioè, non era un incontro ma la possibilità di trascendere le opinioni e giungere alla verità, di superare l’opposizione inconciliabile tra essere e non essere, tra “uno” e “molti”. Oggi, almeno in Italia, chi ha più consensi prevale e impone la sua “verità”. La democrazia non è altro che una dittatura sotto altro nome.

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Un amico è una persona con cui si può pensare ad alta voce. (Ralph Waldo Emerson – Filosofo e Poeta)

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Avevo tre sedie in casa: una per la solitudine, due per la compagnia, tre per la società. (H.D. Thoreau)

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I bravi padri di famiglia italiani si dividono “fra i piaceri della casa e la casa di piacere”. (M. Marchesi)

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Ogni agire orientato in senso etico può oscillare tra due massime radicalmente diverse e inconciliabilmente opposte cioè secondo “l’etica dell’intenzione” oppure secondo “l’etica della responsabilità”.

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Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché non arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa. (A. Einstein)

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Gli uomini producono denaro falso, ma molto più spesso il denaro produce uomini falsi. (S. Harris)

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“La via dei canti” di Bruce Chatwin è un libro che racconta le indagini dell’autore sulla tradizione aborigena dei canti rituali che erano contemporaneamente rappresentazione dei miti della creazione e mappe del territorio. Nel Tempo del Sogno, leggendarie creature avevano percorso il continente cantando il nome di ogni cosa in cui si imbattevano e col loro canto avevano fatto esistere il mondo. Ne “la Sapienza dei Navaho”, Walter Dik parla del medico che era anche un “cantore” e di come gli Indiani credessero profondamente nel potere curativo del canto, nella sua virtù suggestiva e autosuggestiva. Non c’era rito, cerimonia o danza curativa in cui il canto non occupasse un posto di primo piano. La malattia e la disgrazia segnano una prevalenza dei poteri oscuri del mondo. Il canto, e la gioia di tutti quelli che vi prendono parte, ristabiliscono l’armonia. Per riconoscere l’importanza della musica, basterebbe citare Miguel di Cervantes, uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi: “Donde hay musica, no puede haber cosa mala”. … Sembra che la nostra civiltà ami distruggere tutto, salvo poi piangere, troppo tardi, sul latte versato. Non è necessario rifarsi ai miti per capire la funzione culturale ed educativa della musica. Noia, alienazione, violenza, squallore sono cronaca quotidiana. Per progredire in modo equilibrato, la società ha bisogno si della tecnica, ma più ancora di cultura e pensiero.

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Nessuno più cerca le proprie origini, la propria identità. I linguaggi stanno scomparendo sostituiti da una lingua poverissima di vocaboli che serve soltanto ad esprimere bisogni e istinti elementari. Senza parole i pensieri inaridiscono e volano via, senza musica i sentimenti si spengono, restano soltanto fracasso e solitudine. La furbizia soppianta l’intelligenza e il sesso l’amore.

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Senza memoria non c’è vita. La nostra memoria è la nostra coerenza, la nostra ragione, il nostro sentimento, il nostro agire. Senza di essa non siamo nulla.

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La tristezza e la rabbia nelle storie delle persone con il loro tipo di vita, con le relazioni con gli altri esseri umani. Ecco i criteri da prendere in considerazione nel valutare il livello di sviluppo di una società! Altro che prodotto interno lordo o reddito pro capite! Con quale metro si misura la ricchezza di avere nella propria vita di una persona su cui contare, con cui guardare avanti e indietro, con cui spartire le gioie e i dolori? Una persona magari incontrata da giovani, con cui si è cresciuti di pari passo e con cui sarebbe bello invecchiare assieme.

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La vita scorre come un fiume, da una parte il passato da cui tutti sembra voler fuggire, dall’altra il futuro verso cui tutti credono di dover correre. Su quale sponda la felicità?

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Non bisogna continuare a voltarsi indietro. Non bisogna continuare a voltarsi indietro rimpiangendo il passato, si rischia di fare la fine di Orfeo ed Euridice; il poeta si voltò a guardarla e la donna fu ricondotta nell’Ade. Che fatalità!

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Avere sempre voglia di aggiungere un pizzico di poesia alla propria vita, guardare il mondo con occhi nuovi, di rileggere i classici, di riscoprire che il sole sorge, che in cielo c’è la luna e che il tempo non è solo quello scandito dagli orologi.

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Essere esteti. Il guardare, come l’ascoltare la musica, o il leggere dei buoni libri, è una via d’accesso alla spiritualità.

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La vita è fatta di rarissimi momenti di grande intensità e di innumerevoli intervalli. La maggior parte degli uomini, però, non conoscendo i momenti magici, finisce col vivere solo gli intervalli.

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La tristezza e la rabbia nelle storie delle persone con il loro tipo di vita, con le relazioni con gli altri esseri umani. Ecco i criteri da prendere in considerazione nel valutare il livello di sviluppo di una società! Altro che prodotto interno lordo o reddito pro capite! Con quale metro si misura la ricchezza di avere nella propria vita di una persona su cui contare, con cui guardare avanti e indietro, con cui spartire le gioie e i dolori? Una persona magari incontrata da giovani, con cui si è cresciuti di pari passo e con cui sarebbe bello invecchiare assieme.

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Immaginazione: dal latino “immaginatio”, che trad. in greco “phantasia”. Aristotele intende una facoltà intermedia fra la sensibilità e l’intelletto, che ha la funzione di produrre, evocare o combinare immagini indipendentemente dagli oggetti.

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Notizia riportata da un giornale: “Dodici anni: costrette a fumare spinelli per essere accettate nel gruppo”. A questo siamo arrivati? Questo è un mondo che non mi piace, o mi piace sempre meno, ma che è il mio mondo. Un mondo in cui non mi riconosco perché non ha più ancoraggi morali e spirituali, regole e remore. Quando ero ragazzo, vigeva un codice etico severo e inequivocabile. Chi sgarrava, pagava. Subito e in contanti. Pagava in famiglia, ma allora c’era una famiglia. Pagava nella società, ma allora c’era una società. Pagava perché chi sbaglia non deve farla franca, affinché non ricada nell’errore. …La vita è per tutti una dura milizia, aliena da indulgenze verso i poltroni e gli impostori. Come possono adolescenti di dodici anni sentirsi escluse dal branco se non si drogano, non fumano spinelli o, peggio, non sniffano cocaina? Come possono? Nessuno, fra le pareti domestiche o fra quelle scolastiche, gli ha insegnato che a quell’età si studia e ci si concede, nel tempo libero, leciti svaghi? Dove sono finiti i genitori che comandano e i figli che ubbidiscono? Dove sono finiti i docenti che insegnano e i discenti che imparano? Dove sono finite le gerarchie fondate su esperienza e merito? Dove è finito tutto questo? Ma come si può pensare che l’omissione e l’irrisione dei doveri e l’imperio della trasgressione, con il loro squallido corteo di abiti e abitudini non porti un Paese al collasso e alla deriva? Come si può pensare e tollerare che i genitori di un ragazzo respinto organizzino spedizioni punitive per dar una lezione al docente che ha osato bocciarlo? Come si può pensare e tollerare che episodi di bullismo a scuola e fuori vengano considerati solo una ragazzata? Tutto questo non si dovrebbe pensare né tollerare, ma si pensa e si tollera e ciò e inaudito e scandaloso. La mia generazione ha vissuto gran parte della sua vita, e l’ha vissuta non all’insegna del permissivismo. No: l’ha vissuta all’insegna del sacrificio, dell’ubbidienza ai genitori, ai superiori, in attesa un giorno, do potere esercitare sui figli quell’autorità che i nostri genitori hanno esercitato su di noi. Nulla forgia e tempra il carattere, il quale altro non è che una volontà perfettamente educata, quanto la disciplina interiore. La maturità passa anche e soprattutto dagli smacchi subiti, dalle delusioni, dai dolori, dalle umiliazioni. Non abbiamo mai temuto di essere esclusi dal gruppo. Abbiamo cercato in noi stessi le risorse per diventare sempre più noi stessi. Memori che le parole non contano, i consigli e i moniti sono inutili e spesso ipocriti. Conta solo l’esempio. Quello che diamo agli altri, ma ancor più quello che diamo a noi stessi.

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L’epigrammista latino Marziale, vissuto nel I secolo d.C. è l’indiscusso re della battuta d’ogni tempo. Chiarezza della metafora e arguzia della satira. Scriveva: “Auricolam Mario graviter miraris olere. Tu facis hoc: garris, Nestor, in auricolam”. “Ti meravigli perché l’orecchio di Mario puzza. Ma è colpa tua, Nestore, sei tu che gli stai parlando all’orecchio”. Per dire che spesso siamo noi la fonte e la causa dei difetti e delle colpe che rimproveriamo agli altri.
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Si affaccia all’età adulta una generazione scettica, priva non di ideali ma di certezze, anzi, diffidente delle grandi verità rivelate, disposte invece ad accettare le verità piccole, mutevoli di mese in mese, sull’onda convulsa delle mode culturali, pilotate o selvagge… (Primo Levi; “I sommersi e i salvati”)

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In pochi casi si può usare il cosiddetto quantificatore universale “tutti”: di sicuro per l’affermazione “tutti gli uomini sono mortali”. Per tutti gli altri argomenti: razzismo, pacifismo, ecc. bisogna sempre distinguere e non fare di tutt’erba un fascio.

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Ogni opinione può essere manifestata liberamente e in contrasto con altre opinioni. Ma se l’opinione di alcuni – fosse pure l’opinione maggioritaria – si trasformasse in norma discriminante, allora l’uguaglianza sarebbe violata e con essa la democrazia.

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“Cualquiera tiempo pasado fue mejor” (Jorge Manrique, Coplas) – Ciò che ci ha entusiasmato nella prima parte della vita diventa, con gli anni, memorabilmente bello e perduto.

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Chi possiede molte cose, ne vorrà delle altre. E poi altre ancora. E diventerà presto un uomo che non si ferma davanti a nulla pur di soddisfare la sua avidità.

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Lavorare per migliorarsi è pregevole ma attenzione, spesso l’ambizione consuma. Ogni tanto bisogna saper perdere qualche battaglia per vincerne altre di più importanti.

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Gli uomini, per un loro istinto innato, hanno sempre cercato di eliminare la paura elevando al grado di divinità le cose che andavano oltre la loro possibilità di capire. Con diversi livelli di evoluzione hanno adorato il fulmine, il tuono, la pioggia, il sole, la luna. In Egitto e in Grecia davanti ai templi dedicati a Ra o a Giove, si può pensare che erano stati eretti con la stessa fede con cui sono state costruite le cattedrali molti secoli dopo.

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Ho imparato a essere felice là dove sono. Ho imparato che ogni momento di ogni singolo giorno racchiude tutta la gioia e tutta la pace, tutti i fili di quella trama che si chiama vita. Il significato è riposto in ogni istante. Percepiamo solo ciò che permettiamo a noi stessi di percepire tutti i giorni, un istante dopo l’altro. (H.Hesse)

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La bioetica ha a che fare con i progressi spettacolosi della medicina, della biologia, dell’ingegneria genetica, gli inseguimenti trafelati della filosofia e del diritto, e le supervisioni delle chiese. Una esemplare dichiarazione è che “la vita umana è sacra e va difesa dal concepimento alla morte”. Ma tutto lascia supporre che ci si concentri sui due poli, il concepimento, o almeno la nascita, e la morte, il capo e la coda, riservando un’attenzione minore a quello che sta tra l’inizio e la fine, cioè alla vita nella sua durata, che poi è la vita. Così, benché le innovazioni che la scienza introduce e che la filosofia insegue col fiato corto e la religione rilega in pergamena, valgano per tutti le disgrazie che investono l’intermezzo fra nascita e morte – la fame, le malattie, le guerre – ce ne commoviamo meno. La nostra guerra (di religione) sulla trovata secondo cui la vita è così sacra da essere “indisponibile” alla stessa singola persona vivente sta ai luoghi in cui la vita viene mietuta all’ingrosso.

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Gli uomini pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente in tale maniera che non riescono a vivere né presente né futuro…. Gli uomini vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto. (Dalai Lama)

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Per tutta la vita ci sentiamo sballottare da eventi che non afferriamo e siamo pervasi da un senso di inadeguatezza, come se ogni cosa sfuggisse al nostro controllo e il cinismo rappresentasse l’unico antidoto allo smarrimento. Ma appena diamo tregua al cervello e inneschiamo il cuore, sentiamo che tutto ciò che d’incomprensibile ci succede contiene un significato. E il fatto di trovarci al buio non significa che la stanza sia vuota, ma solo che bisogna aspettare che si accenda la luce.

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Quando si guarda qualcosa, ciò che conta, più ancora dell’oggetto guardato, è lo sguardo. È nella qualità dello sguardo, nel “pregiudizio” che contiene che l’oggetto guardato si deforma per aderire alla personalità di chi lo osserva. (il pittore Elstir a M. Proust)

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“Preferisco i delinquenti ai cretini perché i primi ogni tanto si riposano”. (Talleyrand)

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Le cose non sono del tutto quelle che appaiono. Sono lo sguardo e il cuore degli uomini a renderle diverse.

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Il nostro desiderio disprezza quello che abbiamo per correre dietro a quello che non abbiamo. (M. De Montaigne)

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Le circostanze e l’ambiente hanno influenza su di noi, ma noi rimaniamo responsabili di noi stessi.

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L’adulatore dice senza pensarle tutte quelle cose che l’adulato pensa di se stesso senza dirle.

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Nella parte sinistra del cervello ha sede la logica, nella parte destra la curiosità, l’immaginazione.

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Preferirei esser vecchio meno a lungo che esser vecchio prima di esserlo. (Cicerone, De Senectute)

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La conoscenza è solida e certa, è la verità libera da errore. L’opinione, viceversa può essere errata.

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Le armi servono soltanto per uccidere, ma ci sono parole che uccidono e altre che addormentano.

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Le persone oggi sono libere di spostarsi, ma dove vanno se non appartengono più a nessun posto?

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La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.

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Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se lo ricordano. (Il Piccolo principe)

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Tutti aspiriamo a ottenere quello che vogliamo. E il non averlo non ci fa smettere di desiderarlo.

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La ricchezza dell’anima è la sola vera ricchezza, tutto il resto arreca più molestie che vantaggi.

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I grigi sperano di vincere stop – arcobaleno richiesto urgentemente. (Subcomandante Marcos)

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Il mare raccoglie i nostri pensieri e sulla riva dei ricordi c’è sempre un posto per chi si è amato.

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Il sogno troppo obbligato si trasforma in incubo spaventoso perché bisogna sognarlo per forza.

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La ricchezza è come l’acqua di mare: quanta più se ne beve, tanto più si ha sete. (Schopenauer)

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L’inferno sono gli altri. È anche vero che si vive come un inferno la loro assenza. (J. P. Sartre)

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La mancanza di qualcosa che si desidera è una parte indispensabile della felicità. (B.Russell)

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Oggi ti insuperbisci, domani t’inchini e strisci. (da: Il Settimo Sigillo, di Ingmar Bergman)

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Cosa c’è da festeggiare alla fine di un anno, se non riflettere sul passato che non torna più?

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C’è la prepotente sensazione che il mondo giri troppo in fretta per rimanervi in equilibrio.

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Tutto quello che hai visto ricordalo perché quello che dimentichi ritorna a volare nel vento.

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E’ follia giudicare il vero e il falso in base alla nostra competenza. (De Montaigne, Saggi)

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Non dell’opinione dei molti, ma di quelli assennati bisogna tener conto. (Socrate, Critone)

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“Non voltarti mai indietro a guardare il tuo passato con rimpianto” (Rabindranath Tagore)

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“Giovani ormai votati al consumismo sfrenato ed alla ricerca dell’inutile”. (P. P. Pasolini)

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Il modo più sicuro di celare agli altri i limiti del proprio sapere è di non oltrepassarli mai.

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Il sapiente non si lascia entusiasmare dalla buona fortuna ne abbattere dall’avversa. (Seneca)

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Gli uomini chiamano paradossalmente Terra un pianeta che per i 3/4 è coperto di acqua.

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Fin da piccolo dovetti interrompere la mia educazione per andare a scuola. (G. B. Shaw)

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L’onore ho sempre saputo che porta pene, denaro mai. (Sancho Panza a Don Chisciotte)

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Se non arrivi a piedi dove vuoi andare, non vedrai quello che vuoi trovare. (Detto Sadhu)

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Si volge ad attendere il futuro solo chi non sa vivere il presente. (Lucio Anneo Seneca)

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La nostalgia, come sempre, aveva cancellato i brutti ricordi e magnificato quelli belli.

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Stima la vita nel suo giusto valore chi l’abbandona per un sogno. (Montaigne, Saggi)

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Chi cerca la verità dell’uomo deve farsi padrone del suo dolore. (Georges Bernanos)

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A volte la nostra mente prende per vero quel che il nostro cuore desidera essere vero.

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“I sensi son terrestri, e la ragion è for di quelli quando contempla” (Leonardo da Vinci)

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Scalzi, affamati e sorridenti: è la superiorità etica delle vittime. (Ryszad Kapuscinski)

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“Sono stato un operaio per quattro anni, sono valsi più di due lauree. (Karol Wojtyla)

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Ciascuno reputa brutti i peccati che lui non fa, leggeri quelli che fa. (F. Guicciardini)

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Si scrive per non dimenticare, si scrive per sentirsi più forti del tempo e dello spazio.

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Gli uomini di cultura devono seminare dubbi, non raccogliere certezze. (N. Bobbio)

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La storia dell’umanità è una storia che si perpetua in una lotta tra egoisti e altruisti.

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La generosità invece di produrre riconoscenza produce risentimento. (F. Nietzsche)

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Non leggete le riviste che danno consigli di bellezza: vi faranno solo sentire brutte.

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Su due cose non si possono fissare gli occhi: il sole e la morte. La Rochefoucauld)

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Vorremmo essere guardati e non soltanto visti, essere ascoltati e non soltanto uditi.

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Fare della Terra intera il luogo del nostro esilio, essere a casa propria dappertutto.

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I poveri mantengono sempre viva la speranza, malgrado le sventure che gli capitano.

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Considera di quanto breve durata sia la bellezza – ed io e tu appassiamo. (Platone)

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Costruire una lingua vuol dire strutturare un paese. Non c’è identità senza lingua.

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A fabbricare le prepotenze non sono i prepotenti, ma soprattutto gli spiriti servili.

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L’errore avviene in molti modi. Essere retti si può in un modo solo. (Aristotele)

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Imparare a dominare è facile, a governare è difficile. (Johann Wolfgang Goethe)

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Il più solido piacere di questa vita, è il piacere vano delle illusioni. (G. Leopardi)

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Generali e medici entrano in Paradiso dalla porta dei fornitori. (Tristan Bernard)

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Se tu mi pagherai come dico io, allora lavorerò come dici tu. (proverbio cinese)

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Gli uomini vanno giudicati non per quello che dicono ma per quello che fanno.

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Nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero senza esserlo. (W. Goethe)

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Quando Dio creò l’uomo era già stanco, e ciò spiega molte cose. (Mark Twain)

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Il perdono più difficile è quello che un uomo deve riuscire a trovare per se stesso.

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Non possiamo trasmettere i pensieri e si è costretti al limite angusto delle parole.

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La gloria maggiore non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarsi. (Confucio)

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Bambini? Preferisco cominciarne cento che finirne uno. (Paolina Bonaparte)

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Se non puoi demolire il ragionamento demolisci il ragionatore. (Paul Valery)

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Pensa da uomo d’azione e agisci da uomo di pensiero. (Henri Louis Bergson)

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Chi chiede un consiglio, in genere è alla ricerca di un complice. (Stanislaw Lec)

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Le cose semplici sono le più straordinarie e soltanto i saggi riescono a vederle.

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Io non vivo nel mio passato, né nel mio futuro. Possiedo soltanto il presente.

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Gli uomini nascono eguali. All’indomani non lo sono già più. (Jules Renard)

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Gli uomini credono volentieri a ciò che desiderano sia vero. (Giulio Cesare)

*

Il viaggiare, insieme alla lettura, sono i due maggiori coefficienti di cultura.

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Per essere un profeta è sufficiente essere pessimista. (Elsa Triolet scrittrice)

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L’uomo è il solo animale capace di diventare stupido. (Andrè Glucksmann)

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In un epoca di pazzia, credersi immuni è una forma di pazzia. (Saul Bellow)

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L’ignoranza è la palpebra dell’anima. La cali, e puoi dormire. (Ugo Ojetti)

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“L’arte ha bisogno o di solitudine, o di miseria, o di passione”. (A. Dumas)

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Una vita senza ricerca non è degna per l’uomo di essere vissuta. (Socrate)

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La gente si avvicina alla luce non per vedere meglio ma per brillare di più.

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L’uomo va trattato sempre come un fine – mai come un mezzo. (I. Kant)

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Cerco sentieri vecchi e nuovi che assicurino al mio cammino la sua meta.

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Platone iniziava le sue epistole con “sta bene” – Epicuro con “Vivi bene”.

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L’uomo è come l’acqua: deve muoversi continuamente, altrimenti stagna.

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Il desiderio è metà della vita; l’indifferenza della morte. (Kahlil Gibran)

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L’alba è una cosa meravigliosa. Peccato che arriva in un ora impossibile.

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A impressionare gli uomini non sono le cose, ma l’idea che se ne fanno.

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Tutti i giorni vanno verso la morte, l’ultimo ci arriva. (M. de Montaigne)

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La pubblicità è l’anima del commercio ma il commercio non ha anima.

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È triste non l’essere vecchi – ma il non essere più giovani. (A. Dumas)

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Essere saggio e amare eccede la capacità dell’uomo. (W. Shakespeare)

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La maledizione degli uomini è che essi dimenticano. (il mago Merlino)

*

L’uomo ha il dono della parola per nascondere il pensiero. (Talleirand)

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Più triste di un sorriso triste c’è solo la tristezza di non saper sorridere.

*

Il dubbio è il bisogno che abbiamo nella ricerca di dare senso alla vita.

*

Ciò che forma la gioia dell’uomo è insieme sorgente della sua miseria.

*

Ogni cosa che cresce lentamente mette profonde radici. (prov. ghanese)

*

Non amiamo la stima in sé, ma unicamente per i vantaggi che procura.

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Se tutta la vita è un’accelerazione verso lo stress, tanto vale rallentare.

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Bisogna pur sopportare qualche bruco se si vuol conoscere le farfalle.

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A ogni filo d’erba è data almeno una goccia di rugiada. (prov. Cinese)

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Chi vuol piacere a tutti finisce per non piacere a nessuno. (M. Twain)

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Solo chi sa praticare il silenzio conosce davvero la forza delle parole.

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Da piccoli duole essere privati del passato come da vecchi del futuro.

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Cento occhi non bastano a guardarti da un solo curioso. (prov. cinese)

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Per condurre un vitello a bere bisogna bagnarsi i piedi. (prov. cinese)

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Una cosa cattiva diventa peggiore, se la si vuole difendere. (Ovidio)

*

È meglio agitarsi nel dubbio, che riposare nell’errore. (A.Manzoni)

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Saggio non è chi non parla o parla poco, saggio è solo chi sa parlare.

*

Non è facile lasciare il mio paese, non tornarvi è ancora più difficile.

*

E’ molto difficile essere sempre lo stesso uomo. (Seneca, Epistole)

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“Os stulti contritio eius” – La bocca dello stupido è il suo castigo.

*

C’è chi dice il vero dicendo il falso e chi dice il falso dicendo il vero.

*

A ciascun giorno basta la sua pena – non preoccupatevi del domani.

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Su questa terra, anche il più potente, di fronte al tutto non è niente.

*

La morale è una montagna, non si abbassa, tocca all’uomo scalarla.

*

Tutti vedono quello che sembri ma pochi capiscono quello che sei.

*

Il saggio persegue l’assenza del dolore e non il piacere. (Aristotele)

*

C’è solo un bene, il sapere, e solo un male, l’ignoranza. (Socrate)

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Perché il cielo è uno solo e la terra è tutta a pezzetti? (G. Rodari)

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Ci sono momenti in cui il tempo sembra perdere il suo significato.

*

Date piena libertà ai lupi e avrete decretato la strage degli agnelli.

*

Quando il pensiero nell’impaccio giace, parla meglio chi più tace.

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A volte bisogna saper guardare non con gli occhi ma con il cuore.

*

L’uomo è in grado di fare ciò che non è in grado di immaginare.

*

Lo specchio riflette senza parlare alcuni parlano senza riflettere.

*

Ho desiderato tante cose in vita mia che per lo più non ho avuto.

*

“Subire un’ingiustizia è preferibile a commetterla”. (Democrito)

*

In visita dagli altri, apri gli occhi, non la bocca. (prov. congolese)

*

Tutti i vizi, quando sono di moda, passano per virtù. (Molière)

*

A seconda del periodo della vita cambia la soglia delle pretese.

*

L’ironia è fondamentale per sopravvivere alle prove della vita.

*

Scalzi, affamati e sorridenti: è la superiorità etica delle vittime.

*

Tutte le guerre sono civili, perché tutti gli uomini sono fratelli.

*

Il falso amico è come l’ombra che ti segue finché dura il sole.

*

Molti si comportano come se la stupidità fosse una virtù.

*

Non si può assaporare nulla di bello se non è costato sacrificio.

*

In qualsiasi direzione vai, vacci con tutto il cuore. (Confucio)

*

Chi ha confidato i suoi segreti a un altro, si è reso suo schiavo.

*

In Africa si muore di diarrea – In Occidente si vive da stronzi.

*

La libertà non la devi chiedere te la devi prendere. (I. Silone)

*

È stata al paura a introdurre il concetto di divinità nel mondo.

*

Tu sei il mio sole, salirò fino a te dovessi bruciare le mie ali.

*

Per te amore mio con tutto ciò che vorrei dirti e non so dire.

*

Bisogna avere memoria del passato senza vivere nel passato.

*

Nessuno può farvi sentire inferiore senza il vostro consenso.

*

Impara a ridere di te stesso e non smetterai mai di divertirti.

*

L’onestà è lodata da tutti, ma muore di freddo. (Giovenale)

*

Ogni grande viaggio inizia con un passo. (proverbio cinese)

*

L’impossibilità di ottenerla rende la brama tanto seducente.

*

La paura del dolore è molto più distruttiva del dolore stesso.

*

Se tutto dovesse essere già scritto, la vita non avrebbe senso.

*

Ci sono parole che fanno apprezzare il valore del silenzio.

*

Se dici una bugia a qualcuno gli rubi il diritto alla verità.

*

C’è sempre un modo di essere sinceri senza essere brutali.

*

Il problema con le bugie è che una ne genera molte altre.

*

L’uomo cresce in virtù dei problemi che deve affrontare.

*

Volere è poco; bisogna, per riuscire, desiderare. (Ovidio)

*

Non ci sono venti favorevoli per chi non sa dove andare.

*

Non permettere alla lingua di andare avanti al pensiero.

*

Il mondo gira troppo in fretta per rimanervi in equilibrio.

*

Credi alla forza dei tuoi sogni e loro diventeranno realtà.

*

I vecchi non diventano saggi, diventano attenti. (H. Hemingway)

*

E’ una cattiva decisione quella che non si può cambiare.

*

Tutta l’intelligenza del mondo è inutile a chi non ne ha.

*

Per esprimere un opinione non è necessario averne una.

*

Lo spirito dei morti sopravvive nella memorie dei vivi.

*

L’attesa rende più dolce il conseguimento del piacere.

*

La mediocrità non ammette l’eccellenza, anzi la teme.

*

Si è giovani una sola volta, ma si ricorda per sempre.

*

Chi più sa più dubita. (E. Silvio Piccolomini – Pio II)

*

Non ci si bagna due volte nella stessa acqua di fiume.

*

Il loco fa l’uomo – l’uomo fa il loco. (N. Tommaseo)

*

Siamo servi delle leggi perché possiamo essere liberi.

*

Le amicizie possono essere tante ma sempre uniche.

*

Per essere un profeta è sufficiente essere pessimista.

*

Fare ciò che si dice e mantenere ciò che si promette.

*

La pratica dell’anima ricompensa soltanto alla fine.

*

O sei parte del problema o sei parte della soluzione.

*

Chi acquista scienza, acquista travaglio e tormento.

*

Il tempo di imparare a vivere ed è già troppo tardi.

*

Soffre più del dovuto chi soffre prima del dovuto.

*

E’ meglio morire in piedi che vivere in ginocchio.

*

Che tristezza vivere da ammalati per morire sani.

*

Bisogna saper ascoltare il silenzio delle emozioni.

*

Un tempo senza fine – un momento senza tempo.

*

Proveniente dal dubbio e diretto verso la verità.

*

In molta saggezza molto dolore… (Ecclesiaste)

*

“Vivere militare est” – Vivere è lottare. (Seneca)

*

Ognuno di noi è il risultato delle proprie azioni.

*

Il silenzio è il luogo dove nasce la parola vera.

*

Porre le domande significa dare già le risposte.

*

Socrate era saggio perché non si riteneva tale.

*

Il passato si può rinnegare ma non distruggere.

*

Non tutto, conclusa la tua vita, partirà con te.

*

Per il mio scarso sapere anche l’ottone è oro.

*

La bellezza sta negli occhi di chi guarda.

*

La forza morale è la vera misura di un uomo.

*

Quando c’è tempesta tutti i porti vanno bene.

*

La fedeltà è dei cani, la lealtà degli uomini.

*

L’intelligenza è data all’uomo per dubitare.

*

Anche i sogni servono per diventare grandi.

*

Vai con chi è meglio di te e pagagli le spese.

*

Di ciò che pensi – ma pensa a ciò che dici.

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Il peggiore dei difetti è quello di ignorarli.

*

L’importante non è vivere ma vivere bene.

*

Si nasce dall’amore e si vive per l’amore.

*

Il tuo specchio deve essere dentro di te.

*

Ci si biasima soltanto per essere lodati.

*

Niente è più grande delle piccole cose.

*

E’ meglio avere rimorsi o rimpianti?

*

Dolore raccontato è mezzo consolato.

*

A parole stolte opponi orecchie sorde.

*

Sogna in silenzio… vivi ad alta voce.

*

Nulla è più necessario del superfluo.

*

A domande inutili – risposte futili.

*

Quando tira forte il vento fatti canna.

*

Nessuno mente più dell’indignato

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La gioia fa dimenticare la fatica.

*

La modestia è l’abito del talento.

*

Il timore avvicina l’uomo a Dio

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L’ignoranza genera diffidenza.

*

Siamo quello che ricordiamo

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Vola alto solo chi osa farlo.

*

Mal che si vuol non duole.

*

«La verità è nuda. Tocca alla saggezza rivestirla».

*

Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana; sull’universo ho dei dubbi. (A. Einstein)

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Nessuno rimpiange la miseria; ma nessuno poteva immaginare il volto orribile del benessere.

*

La mia casa è molto piccola ma le sue finestre si aprono su un mondo grande e meraviglioso. (Confucio)

*

Se tu hai numerose ricchezze dona i tuoi beni; Se tu possiedi poco, dona il tuo cuore.

*

Sogna come se vivessi per sempre, vivi come se dovessi morire domani. (J. Dean)

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Non sono quelli che sanno parlare meglio che hanno le cose migliori da dire.

*

Non dimentico mai una faccia ma nel suo caso farò un’eccezione. (G. Marx)

*

Le leggi regolano la nostra convivenza: tra le sue righe pulsa la vita.

*

Non sono gli anni della tua vita che contano, ma la vita dei tuoi anni.

*

L’uomo è grande nelle sue intenzioni ma debole nelle sue azioni.

*

Non si parla mai tanto di valori, quanto nei tempi di cinismo.

*

Tutti hanno diritto di parola ma non facoltà di pensiero.

*

Tante persone vedono tutto senza in realtà vedere nulla.

*

Occhio per occhio e il mondo diventa cieco. (Gandhi)

*

L’assalto delle avversità non intaccano l’animo dell’uomo forte. (Serneca)

*

Quando l’hai fatto ben che tanto basta – non lo toccar più se no si guasta. (Leonardo da Vinci)

*

L’esperienza insegna che l’uomo dall’esperienza non ha mai imparato nulla. (G.B.Shaw)

*

L’unico modo per realizzare i sogni è svegliarsi. (Paul Verlaine)

*

Il tempo è breve e corto – oggi sei vivo – domani sei morto.

*

Le cose non sono quelle che sembrano.

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